Negli ultimi tempi si vociferava nell’ambiente degli appassionati di cose ferroviarie di un’immagine appena “scovata” del casello delle Ferrovie Vicinali con una motrice di cui ci si lagnava non potersi leggere bene la dicitura laterale sopra i finestrini.
Ovviamente non ne rimasi sorpreso, anzi come in seguito ho potuto costatare, si tratta proprio della mia cartolina che ho in collezione privata da oltre vent’anni insieme a tutta la prima serie di cartoline con l’indicazione “Saluti da Torrespaccata” e di cui ovviamente conosco tutti gli antefatti, fotografo, editore, etc.
A parte una fugace visione che ne diedi ad un gruppo di appassionati alcuni anni fa, non ritenni di metterla in giro per vedermi (come sovente accade ed è accaduto) sfuggire il riconoscimento del lavoro e di ricerca personale che successive pubblicazione collettive o monografiche finiscono spesso per offuscare, dimentichi del lavoro serio di tanti ricercatori e collezionisti, a vantaggio di un singolo autore talvolta più noto per i suoi titoli che per i meriti.
Se infatti si prendono alla mano diverse pubblicazioni a carattere ferroviario specie per l’area romana si noterà infatti come molta documentazione fotografica manchi spesso di vere fonti di provenienza (siano esse d’Archivio Pubblico, Privato o Collezione). In moltissimi casi si utilizzano cartoline illustrate, ritagliate e passate come foto senza altra indicazione, numero o editore. Sembra quasi che l’intento sia più quello di riempire le pagine anziché di fare un lavoro metodico, ragionato e se pure vogliamo “scientifico”.
In un caso personale di cui scriverò in seguito, posso solo accennare che dopo aver collaborato per un libro a tema ferroviario prestando all’autore un’immagine originale dalla mia collezione (e così citata nella prima pubblicazione) mi sono visto cancellare la provenienza, nelle pubblicazioni successive, con l’apposizione di una breve didascalia peraltro errata!
La continua corsa ad accaparrarsi o a copiare immagini da presentare come novità o “chicche” del momento, ha poi preso forme e limiti mai visti, lontani dai modi e dal pensiero di chi fa seria ricerca o si interessa anche alla storia della ferrovia senza perdere mai di vista il contesto territoriale in la quale essa è nata e si è sviluppata.
Per questo ho sempre evitato, per quanto possibile un’approccio diretto con questo mondo piccolo intellettuale che si ferma al solo interesse per le singole vetture e motrici, rimanendo nei ranghi del dilettantesco che non disdegna nulla attraverso, sotto ed intorno alla Ferrovia.
Ma torniamo ora al Casello di Torrespaccata…
Come si sa un “segreto” non può durare molto tempo, tanto più non è tale quando sono in due a conoscerlo e questo dovevo immaginarmelo. Malauguratamente diedi una copia cartacea di questa foto sotto espressa riserva d’uso a solo titolo personale e privato a un ex conducente della Roma Fiuggi allora prossimo alla pensione . Questi (o chi per lui) evidentemente non ha tenuta per molto in considerazione la mia espressa condizione.
Così oggi questa copia dell’immagine (anche se molto meno definita dell’originale in mio possesso) è stata inserita in un archivio di foto storiche della linea sul sito di un piccolo museo ferroviario, insieme a tante altre, tal’une apertamente copiate dalla rete.
Confido nella serietà e nella professionalità degli autori del sito e della direzione del museo affinché vogliano accludere all’immagine tutti i dati corretti di provenienza e collezione, che rimanghino sempre ben in evidenza, ancor più se, come ben immagino, primo o poi ne trarranno uso per una o più pubblicazioni.
Intanto inserisco la mia già edita alcuni anni fa nel 1998 in occasione di un lavoro scritto a più mani…































