LA FERROVIA ROMA-LIDO, LA SUA GENESI, STORIA ED EVOLUZIONE NELLO STUDIO DI STEFANO PANELLA

In questi giorni è uscita fresca di stampa l’ultima ricerca di Stefano Panella, romano, studioso e appassionato ricercatore di storia locale e ferroviaria con un lungo curriculum sulla materia. L’ultimo cimento ha riguardato la storia della Ferrovia Roma-Lido e proprio con l’autore ci siamo incontrati per una intervista dedicata al suo lavoro:

Come nasce l’idea di un volume sulla Roma-Lido?

Sulla base di ricerche che avevo avviato nel 2013 per il 60° della metropolitana B. Le rendo note parzialmente in questo volume. Appassionati, competenti o sedicenti tali troveranno diverse risposte a irrisolti dubbi. E probabilmente gliene farò venire degli altri.    

Mi ha colpito la grande numerosità dei progetti irrealizzati di una strada ferrata da Roma al mare di Ostia.

Il primo capitolo è dedicato a quelli, susseguitesi tra il 1869 e il 1915, sempre legati all’edificazione di un sobborgo marino, di stabilimenti balneari e di un porto. Ne ho analizzato i punti di forza e di debolezza con le relative soluzioni del trasporto: treni, tram, tram-treni, trazione a vapore, elettrica a corrente continua, perfino monofase, e a terza rotaia. In alcuni casi riporto anche i disegni del materiale rotabile tratti dai progetti originali. La più suggestiva proposta riguarda la ferrovia il cui capolinea doveva porsi al termine di un tratto sotterraneo a piazza Venezia, addirittura a piazza del Popolo annessa a un ramo trasversale dalla Nomentana al Lungotevere. Insomma, la prima rete metropolitana da collegarsi al mare.

La svolta quando avvenne?

Con la costituzione dell’ente statale SMIR, sotto la guida dell’ing. Paolo Orlando. L’attivazione provvisoria della ferrovia risale al 1924. Dall’anno successivo funzionò a pieno, gestita dalla società SEFI che venne coinvolta nell’ultima fase dei lavori di costruzione. La linea rimase la più moderna tra quelle concesse: marciapiedi a raso, carrozze a carrelli, ognuna con tre accessi per fiancata, trazione elettrica, pensiline in cemento armato, accesso in stazione praticamente senza barriere.

Cosa puoi dirci di questa società.

Ne ho descritte le diverse attività, nel dettaglio l’esercizio ferroviario negli anni ’20 e ‘30. Era titolare di concessioni idroelettriche in Friuli e nel territorio che è oggi Slovenia. I suoi tecnici studiarono altre inattuate linee ferroviarie, costruirono la Civitavecchia-Orte. Tanti lotti edificabili della Nuova Ostia ricadevano nella proprietà aziendale, ceduti appositamente per farne dei villini, mentre era proprietaria di tre stabilimenti balneari, non soltanto di quello più bello di Ostia, il “Roma” che tutti citano. Mussolini si interessava del servizio, delle lamentele del pubblico, persino del rinnovamento del materiale rotabile. Al riguardo pubblico diversi carteggi con il ministro delle Comunicazioni Ciano. Inoltre ho descritto anche i progetti delle diramazioni verso Castel Fusano e l’idroscalo, quelli della penetrazione sotterranea fino al Colosseo, presentati sin dal 1926-1927. La SEFI confluì nella STEFER, istituita nel 1941, che assunse la gestione della ferrovia fino al 1976. Molti romani la ricordano.

Quale è il legame della Roma-Lido con la metropolitana dell’EUR.

La programmata espansione di Roma dai colli al mare, vessillo del piano regolatore del 1931, portò al progetto della nuova ferrovia dei Castelli Romani da collegarsi al tracciato della metropolitana di Roma, già approvato alla fine degli anni ’20, e all’ammodernamento della linea di Ostia. In previsione, l’idea che anche l’Esposizione Universale del 1942 (acronimo E 42) dovesse essere servita dalla metropolitana. I lavori iniziarono nel ’39, non proprio per una metropolitana ma per una “Ferrovia”, l’attuale linea B. A latere, diversi cantieri e progetti vennero aperti dalla SEFI, altri progetti rimasero inattuati, come la trasformazione del tracciato in un circuito tra Ostia Antica, Castelfusano e un nuovo capolinea del Lido Centro.

L’esercizio da Roma a Ostia era problematico?

Poteva esserlo. Il rapporto tra il minimo carico invernale e il massimo festivo in estate era di 1:50, proporzioni non credo ricalcate ai nostri giorni. Nel dopoguerra ai finestrini delle carrozze vennero applicate delle barre per impedire che vi entrassero i passeggeri, comparve la polizia celere nei piazzali antistanti i capilinea. Il materiale rotabile fu trasformato per la formazione di treni navetta in modo da incrementare le frequenze dei passaggi, fino a 200 corse al giorno. Riguardo al servizio festivo in estate, le cose migliorarono solamente in seguito all’espansione della motorizzazione privata e all’arrivo della metropolitana che dal 1956 raggiunse il Lido di Roma direttamente dalla stazione Termini. 

E oggi?

Dei problemi enormi dei nostri giorni dò soltanto un cenno. I mali vengono da lontano, come le delusioni. Basti pensare ai progetti delle diramazioni mai realizzate verso Trigoria e Pomezia da un lato, l’aeroporto di Fiumicino dall’altro o delle incredibili vicende sulla costruzione della fermata di Casal Bernocchi, aperta nel 1972. Questo è un libro sulla storia, rigorosamente documentata da fonti archivistiche, letterarie e iconografiche provenienti da collezioni private, come nel caso dell’immagine di copertina che viene dalla tua personale collezione. La realtà si legge su internet, vera o propagandistica. Ai naviganti è affidato il discernimento dell’una dall’altra. E però, a studiare bene le vicende del passato, più spesso si riesce a osservarla con occhio “clinico”. Un esempio? Un nome, “Metromare”, ricomparso dopo 70 anni, per essere ancora affibbiato alla Roma-Lido. Che oltretutto non è una metropolitana.

Ecco di seguito per il lettore i dati salienti, le storie e i documenti ferroviari trattati e indicati nell’indice dell’opera:

Prefazione5
CAPITOLO I
Una lunga fase progettuale7
Ferrovia Laurentina7
Al mare di Ostia in tram. Il progetto Negri-Chiera (1898)10
Thomson Houston. Ferrovia a trazione elettrica e terza rotaia (1899)13
La tranvia STFER (1901)15
I belgi e il compromesso del 190916
Il viale Roma-Ostia e la ferrovia19
Intermezzo romanesco. L’attesa della ferrovia24
Roma-Ostia24
L’ing. Paolo Orlando, «Pro Roma Marittima»25
Intanto al mare con l’omnibus-automobile29
Il progetto dei francesi32
1) I compromessi del 1911 e del 191332
2) La sotterranea con la trasversale, la rete metropolitana ante litteram37
Intermezzo romanesco. I percorsi sotterranei urbani39
E daje co’ li tunnele!39
3) Il progetto del 191540
Opzioni contrastanti nei tracciati ferroviari e tranviari41
1) Criticità del tracciato suburbano41
2) Timore per le finanze43
Note45
CAPITOLO II
Costruzione e inaugurazione della ferrovia49
L’intervento pubblico, lo SMIR49
L’avvio dei cantieri ferroviari52
L’inaugurazione e il completamento della ferrovia59
Intermezzo romano. Col treno a vapore a Fiumicino o a Ostia?62
A Fiumicino62
Una ferrovia modernissima63
La trazione elettrica. Il materiale rotabile68
Gli esperimenti di automotrici diesel e la «Michelina»72
Note75
CAPITOLO III
La gestione SEFI77
1) Vicende e attività negli anni ’20 e ’3077
2) La gestione ferroviaria82
Il traffico viaggiatori82
Il trasporto merci87
3) L’immagine della SEFI, lo stabilimento «Roma»89
4) progetti di prolungamenti, 1926-192892
Ostia città industriale, anzi turistica95
Intermezzo romano: Tutti a Ostia!97
5) Mussolini e i piani SEFI del 193398
6) progetti e lavori per l’Esposizione101
Note105
CAPITOLO IV
La metropolitana per l’E42 e il lido di Ostia106
Dalla SEFI alla STEFER111
Il piano Perrone (1941)112
La Roma-Lido e la metropolitana durante la guerra113
Note116
CAPITOLO V
La STEFER tra Roma e Ostia117
La ripresa e il rinnovamento del materiale rotabile117
I rapidi Termini-Lido124
La metropolitana per l’EUR125
Intermezzo romano. La metropolitana «canzonata»127
Il materiale rotabile MR100129
Servizi integrativi di autobus132
STEFER, nuove stazioni, progetti136
A.Co.TRAL, il dissidio ferrovia-metropolitana cinquant’anni dopo140
Note146

PER SAPERNE DI PIÙ:

Panella S., La Ferrovia Roma – Lido: Alle origini della metropolitana. Indagini archivistiche. Volume in brossura, cm. 25×25, pp.152 illustrate con 103 immagini b/n e colore, aprile 2025.

pane.ste2@gmail.com

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I TESTA: DA CERCEMAGGIORE A FRIGENTO e AVELLINO

L’ing. Giuseppe Testa, detto “Geppino” (Avellino 1927 – ivi 2021)

Due anni fa (nel 2019) fui contattato con una breve mail da un simpatico nonagenario che dopo una lunga vita d’impegni professionali voleva rintracciare le radici della propria famiglia … Mi scriveva:

“Caro mio, da oggi, amico,

Sono TESTA GIUSEPPE, nato in Avellino nel 1927, originario della cittadina di Frigento, comune della provincia di Avellino arroccato a 911 mt sul livello del mare, ove i miei avi hanno vissuto dal 1630. Questi, da quanto a me risulta da alcuni documenti originari dell’epoca, oggi smarriti per motivi sismici, provenivano da Cerce Maggiore perché in fuga per l’assassinio di un nobile alla cui corte essi appartenevano. Altro io non conoscendo, sarebbe mio desiderio conoscere ulteriori e più complete informazioni nel merito e in ordine alla mia famiglia.  Mi piace stringerti la mano.

                                                                            Geppino Testa”

Come potei appurare da un successivo colloquio telefonico, aveva un vago ricordo da documenti che conservava a Frigento (AV) nella casa di famiglia e a suo dire dispersi o del tutto perduti a seguito del sisma del 1980. Allora non potei fare altro che consigliargli tutte le strade per intraprendere una seria ricerca archivistica anche se data l’età e gli spostamenti da fare compresi subito che la cosa poteva diventare per lui del tutto impraticabile se non fosse intervenuto un parente o un nipote disponibile ad accompagnarlo in questa impresa. Mi passò anche un familiare il quale non mi parve molto interessato alla cosa, anzi semmai piuttosto infastidito.

Ieri l’altro trovandomi per studio nell’Archivio di Stato di Benevento ho rintracciato in modo del tutto casuale un testamento dell’ottobre 1699, redatto per mano del notaio cercese Francesco Salvatore in cui tal Francesco Angelo Testa, ormai quasi in punto di morte e per ossequiare le disposizioni date dall’arcivescovo Orsini, perdona i nipoti contumaci Berardino (detto Antino) e Michele, per l’uccisione del figlio e rispettivo cugino, Sebastiano Testa, avvenuto in Cercemaggiore in un anno imprecisato della seconda metà dei ‘600. Ho capito subito che si trattava dell’agognata prova che quell’anziano signore cercava e che rettifica in parte le poche notizie che erano state tramandate in famiglia. Ho provato subito a chiamare Geppino per informarlo dell’importante scoperta ma solo ieri sono giunto all’amara sorpresa che ci ha lasciato due mesi, esattamente il 07.06.2021. Dalla notizia della morte rintracciata sul web, ho appreso che Giuseppe, figlio dell’avv. Lodovico Testa (fondatore dell’Unione degli Industriali di Avellino) avrebbe compiuto novantaquattro anni a settembre e che è stato un apprezzato Ingegnere e pioniere anche nelle telecomunicazioni: nel 1976 aprì ad Avellino la prima emittente locale. Purtroppo il mio rammarico è di non aver fatto in tempo…

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LA FINE DELLA ROMA – GIARDINETTI… COME SOPPRIMERE UN SERVIZIO PUBBLICO VERAMENTE UTILE

CENTOCELLE (Roma), Sabato 01.08.2015. Una delle ultime corse della tratta ferroviaria Giardinetti-Centocelle

CENTOCELLE (Roma), Sabato 01.08.2015. Una delle ultime corse della tratta ferroviaria Giardinetti-Centocelle.

In questi giorni di calura estiva ed esattamente da lunedì 3 agosto del 2015 la tratta ferroviaria sulla via Casilina compresa fra Centocelle e Giardinetti è stata soppressa (nei cartelli e bollettini ufficiali è utilizzato l’ambiguo termine di tratta sospesa, o disattivata).  La Roma-Giardinetti, ora Roma-Centocelle è la diretta discendente dell’originaria Ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone (e diramazioni); una linea davvero sfortunata è invisa a molti politici, nell’arco dal secondo dopoguerra a oggi, i quali con diverse e spesso artificiose motivazioni ne hanno indirettamente ostacolati il libero esercizio e l’efficienza decurtandone progressivamente il tracciato e l’erogazione finanziaria per il normale mantenimento e rinnovo del materiale rotabile. In tal modo questa linea economica, tagliuzzata e svilita sempre più agli occhi ignari del pubblico, non è riuscita a raggiungere neanche il secolo di vita! Raccolgo il pensiero di un vecchio macchinista del co.tra.l. ormai in pensione da decenni che mi faceva notare come il trasbordo di utenza da una linea ferrata a una su ruote, comportasse maggiore spesa di gestione in ricambi e altro. Ritengo che il taglio finale che porterà prima o poi alla chiusura totale della tratta residua sia proprio l’affiancamento forzato alla nuova linea metropolitana C (un tempo doveva chiamarsi anche linea G, traendo l’iniziale dall’antica cittadina laziale di Gabii) sulla cui paternità, ideazione, progetti, varianti, costi, e punti di criticità non basterebbe certamente un volume. Si pensi solo che la realizzazione dell’uscita della stazione Colosseo in luogo della rampa ideata dal Muňoz e costruita in epoca fascista per la via dell’Impero ha comportato la distruzione autorizzata dopo lo scavo e l’indagine archeologica di parte del banco della collina della Velia e d’importanti strutture emerse dove i progettisti pensavano di trovare il vuoto e di cui nessuno, sulla stampa ufficiale, ha certo fatto notizia. Al riguardo del taglio della tratta ferroviaria mi è pervenuto un contributo dell’amico Stefano Panella, attento studioso della storia dei trasporti di Roma e romano di qualche generazione, cui lascio subito lo spazio e la parola:

“La metropolitana deve servire a migliorare il trasporto fra il centro storico e la periferia, ma tali miglioramenti non possono misurarsi su paralleli tagli dei servizi del trasporto di superficie locale o sulla diversione di bacini di utenza consolidatisi da decenni. Quest’ultimo è il caso di coloro che frequentano l’asse di via Casilina da Pantano Borghese e da Grotte Celoni verso la stazione Termini, i quali usufruivano di un servizio diretto su ferro, pur da migliorare, “il trenino” dell’ex Ferrovia Roma-Fiuggi. La stessa utenza è oggi portata forzatamente sulla metropolitana fino a Piazza Lodi, da dove prosegue con bus fino alla stazione Termini per un tempo di percorrenza che rispetto al passato non offre vantaggi significativi o non ne offre affatto. E domani la stessa utenza dovrà commisurarsi con il trasbordo dalla metropolitana C alla linea A a San Giovanni o alla B al Colosseo, entrambe al collasso alle ore di punta in direzione Termini. Frattanto la cronaca agostana vede anche la “disattivazione” di un ulteriore tratto della vecchia ferrovia da Giardinetti a Centocelle, finalizzato ad accrescere l’afflusso sulla metropolitana C”.

Ferrovia Roma Giardinetti metro C Stefano Panella sonetto atac

Segue altro commento  a caldo espresso nella forma del sonetto romanesco:

La metropolitana C

Quanno er Governo mise un certo visto

pe’ fa’ una metropolitana d’oro,

a Roma tanti hanno cantato in coro:

So’ tre mijardi, sia lodato Cristo”.

Va sottotera questa ferovia,

a le stazioni nun ce sta un parcheggio,

ma l’Atacche te manna a fa’ er passeggio

pe’ la Casilina, senza tranvia.

E è vero che ‘sta metro pare un razzo,

però so’ mesi, da matina a sera,

ch’è sempre vôta e nun ce famo un cazzo.

Ma presto questa metro avrà maniera

de ariva’ a San Giovanni pe’ lo spiazzo

e de porta’ quarcuno a la galera.

Stefano Panella

Roma, giugno 2015

ROMA Metro C sonetto di Stefano Panella

Ferrovia Roma Giardinetti soppressione comunicato foto Vannozzi

ROMA Sabato 01.08.2015. Avviso pubblico affisso sulla parete esterna di una cabina di guida di una motrice nella tratta ferroviaria ora soppressa fra Centocelle e Giardinetti.

Per maggiore informazione:

http://www.cesmot.it/

http://www.metrocspa.it/

http://www.tramroma.com/

http://tramromagiardinetti.blogspot.it/

http://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=4108

http://issuu.com/andreaspinosa/docs/il_trenino_giallo

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Roma-Giardinetti

http://www.tramroma.com/tramroma/rete_ext/sfv/sfv_ind.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Linea_C_(metropolitana_di_Roma)

https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/18143240951/

https://www.pianomobilitalazio.it/blog/roma-giardinetti-da-vecchia-ferrovia-a-futura-metro-g/

http://davidnicodemi.blogspot.it/2015/08/esposito-asfalta-e-atac-taglia-giardinetti-polemiche.html

http://www.ilmondodeitreni.it/blog/2015/08/04/roma-chiusura-ferrovia-centocelle-giardinetti-tutti-contro-atac/

http://www.cityrailways.net/studi-e-tecnica/2014/12/2/e-se-la-ex-roma-pantano-diventasse-la-metro-g.html

http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2015/01/25/trenino-roma-giardinetti-la-corsa-e-finita-1.1371736

http://www.metroxroma.it/2015/03/il-futuro-della-roma-giardinetti-un-tram-moderno-e-una-deviazione-verso-tor-vergata/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/15/news/_appalto_metro_c_progetto_carente_e_poca_trasparenza_-119091927/

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/07/03/l-anticorruzione-apre-un-indagine-su-tempi-e-costi-della-metro-c-1.1433207

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Pubblicazioni/RelazioniAnnuali/2015/ANAC.Relazione.2014.02.07.15.pdf

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2015/05/26/roma-archeologica-restauro-architettura-roma-metro-c-i-danni-collateralli-degli-scavi-di-via-dei-fori-imperiali-eliminazione-del-colle-velia-roma-dott-ssa-arch-paola-giannone-faceb/

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QUANDO TOPONIMI E … nomina sunt consequentia rerum

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Nel nome, la storia: toponomastica del suburbio di Roma antica

Presentazione del volume di Enrico Giovannini

mercoledì 15.04.2015, ore 18.00

Biblioteca Angelica, Piazza di S. Agostino, 8, Roma

Introduce:

Antonio Iodice (Presidente dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V)

Interventi:

Anna Maria Cerioni (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)

Costantino D’Orazio (Storico dell’Arte)

Modera:

Antonio Scoppettuolo (TGR Lazio)

I capitoli di questo volume sono un prezioso filo di Arianna attraverso i meandri della toponomastica romana, che tiene conto di una cultura popolare millenaria, evolutasi in modo spontaneo e spesso incomprensibile nel corso dei secoli. La ricerca di Giovannini non esclude alcuna possibilità e, quando serve, si lascia guidare dalla stessa fantasia che ha sedotto i romani. Per spiegare la ragione di un toponimo, se non viene in soccorso un documento o un monumento, l’autore ricorre ad una leggenda o ad una diceria, intrecciando le informazioni tratte dai testi medioevali, dalle delibere comunali e a volte semplicemente dalle voci del volgo. Uno studio affascinante, che mescola senza timidezza la fonte più scientifica con quella più popolare, il “sentito dire” antico e consolidato con ciò che è scolpito nel marmo. L’unico modo, forse, per orientarsi nell’intreccio delle vie di Roma, attraente e rischioso come un labirinto”.

Il volume:

Giovannini E., Nel nome, la storia: toponomastica del suburbio di Roma antica. Nomina sunt consequentia rerum, Coccia B. (a cura di), Editrice Apes, Roma, 2014, ISBN: 9788872331163

Prezzo €: 15,00  edizioni.apes@istitutospiov.it

Per maggiore informazione:

Segreteria Organizzativa – Dott.ssa Marta Leoni – Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, Corso Rinascimento, 19, 00186, Roma. Tel. 06.6879580 e-mail: segreteria.ricerca.spiov@gmail.com

Per saperne di più:

https://about.me/elred

http://enricogiovannini.blogspot.it/

http://www.editriceapes.it/apes/index.php

https://www.facebook.com/events/1560547017549140/ https://www.facebook.com/enrico.giovannini.elred?fref=photo

http://www.amazon.it/nome-storia-Toponomastica-suburbio-antica/dp/8872331161

http://www.libreriauniversitaria.it/nome-storia-toponomastica-roma-antica/libro/9788872330814

http://www.istitutospiov.it/pubblicazioni/nel-nome-la-storia-toponomastica-del-suburbio-di-roma-antica

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Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese

L’Italia è forse uno dei paesi con la maggiore concentrazione di castelli e centri fortificati disseminati su tutto il territorio, castelli a volte maestosi cinti da alte mura o da torri merlate come a Campobasso, massicce roccaforti come quella di Ferrazzano, o inusuali abitazioni come a Gildone o Mirabello dove un noto locale e ritrovo giovanile, sotto le “cantine del Palazzo” cela quel che resta dell’antico maniero. Anche Cerce, pur con i dovuti rimaneggiamenti dell’epoca, ha ancora il suo “Palazzo Baronale” che, non dissimile da una grande casa residenziale, nasconde nelle sue mura le origini militari e difensive addolcite dagli interventi attuati dapprima da Don Diomede Carafa all’epoca del breve passaggio della Terra di Cerciamaggiore a Ducato nel XVI secolo, dei Doria infine, fra il XVIII e i primi anni del XIX secolo. (…)”

S. Vannozzi, Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese, in «Millemetri», la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno VI, n. 3, maggio-giugno 2004.

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Vannozzi S., Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese, in «Millemetri», la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno VI, n. 3, maggio-giugno 2004. Parte I .

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Vannozzi S., Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese, in «Millemetri», la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno VI, n. 3, maggio-giugno 2004. Parte II .

S.Vannozzi, Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese, in «Millemetri», la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno VI, n. 3, maggio-giugno 2004. Parte III.

Vannozzi S., Il “Palazzo” di Cercemaggiore. Storia e recupero dell’antico castrum cercese, in «Millemetri», la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno VI, n. 3, maggio-giugno 2004. Parte III.

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IL MARCHESE DORIA E LA RIVOLTA DI CERCEMAGGIORE DEL 1719

CERCEMAGGIORE (CB), Palazzo Baronale. Arma in marmo della famiglia Doria. Foto di Valentina Marino.

CERCEMAGGIORE (CB), Castello o Palazzo Baronale. Arma in marmo della famiglia Doria un tempo apposta sul portone balconato. Foto di Valentina Marino, 2013.

IL MARCHESE E LA RIVOLTA DEL 1719. Storia di una sommossa popolare

The Marquis and the revolt of 1719: account of a popular upheaval

Articolo completo pubblicato su Millemetri, la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2, marzo-aprile 2002 con traduzione in inglese.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in "Millemetri", la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo - aprile 2002, parte I.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in “Millemetri”, la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo – aprile 2002, parte I.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in "Millemetri", la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo - aprile 2002, parte II.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in “Millemetri”, la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo – aprile 2002, parte II.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in "Millemetri", la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo - aprile 2002, parte III e ultima.

S. Vannozzi, Il Marchese e la rivolta del 1719. Storia di una sommossa popolare, in “Millemetri”, la rivista di Cercemaggiore, Anno IV, n. 2 , marzo – aprile 2002, parte III e ultima.

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LA MEDAGLIA DI ISABELLA CARAFA DUCHESSA DI CERCEMAGGIORE

Medaglia celebrativa di Isabella Carafa Duchessa di Cercemaggiore

Medaglia celebrativa di Isabella Carafa Duchessa di Cercemaggiore

Ho avuto notizia una prima volta, negli anni ‘90 dell’esistenza di una rara medaglia della Duchessa di Cercemaggiore da un noto perito numismatico di Campobasso, che ne aveva avuto fra le mani un esemplare venduto tempo prima a un collezionista. Da allora ho cercato di saperne qualcosa in più e di rintracciarne almeno un’immagine. Senza perdermi d’animo e insistendo nella ricerca, dopo aver lasciato ogni speranza sulla promessa di vedere prima o poi l’esemplare “molisano”, o almeno una sua foto, qualche anno fa sono finalmente riuscito in quello che sembrava ormai un’impresa perduta.

L’oggetto del mio lungo peregrinare e che mi accingo ora brevemente a illustrare è una medaglia coniata nel 1626, in occasione della donazione fatta da Isabella Carafa per l’ampliamento del Convento dei SS. Apostoli in Napoli.

Donna Isabella Carafa, figlia unica di Ottavio e Maria Tuttavilla, fu Signora di Baselice dal 1590 al 1613. Ottenne suo malgrado le terre paterne alla morte del genitore, a poco più di un anno di età.  Il 18 febbraio 1602, appena tredicenne, era andata in sposa al cugino Don Girolamo Carafa, patrizio napoletano e secondo Duca di Cercemaggiore, subentrato nel titolo e dominio di questa Terra a seguito della morte del padre Diomede, avvenuta nel 1601. Era molto ricca, avvenente e non poteva certo che sperare in un avvenire ancora più felice e, invece, tutto cambiò con la scomparsa prematura del giovane consorte. Rimasta vedova a soli ventidue anni, nel pieno fiorire della giovinezza (era nata nel 1589) e senza figli, dopo un breve periodo di meditazione sul cammino da intraprendere, decise per una vita dedicata al prossimo e alla preghiera. Nel 1616 prese i voti religiosi, entrando nel monastero della Sapienza a Napoli con il nome di Maria Maddalena, e nel 1617 fondò il monastero di Betlemme, dove passò più tardi gli ultimi anni della sua esistenza terrena. La religiosa dotò ampiamente la Chiesa dei SS. Apostoli dei Padri Teatini “i quali nel 1626 la rifabbricarono dai fondamenti a spese d’Isabella Carafa, Duchessa di Quercia Maggiore”. La posa ufficiale della prima pietra avvenne il 4 novembre del medesimo anno alla presenza dell’arcivescovo Francesco Boncompagni. Nella fossa di fondazione, all’interno di una cassetta, venne posta una lunga iscrizione con le informazioni sulla munifica donatrice: “in ampliorem augustiorem formam instaurandam curarunt, ad id opus piè, et liberalitèr legata pecunia ab Isabella Carafa Ducissa Cerciæ Majoris, quæ terreno sponso viduata sua omnia Ecclesiis, et pauperibus, se verò ipsam Mariæ Magdalena assunto nomine, Christo Cælesti Sponso in Sacro Monasterio S. Maria de Sapientia aeterno Connubio dedicavit”. La Duchessa si spense santamente nel convento delle suore domenicane riformate da lei fondato, il 17 dicembre del 1655, all’età di circa 66 anni.

La medaglia è in bronzo e misura un diametro di 70 mm. Presenta al dritto lo stemma della famiglia Carafa, entro uno scudo accartocciato e sovrastato da una corona ducale cimata da otto fioroni d’oro (cinque visibili) bottonati da una perla e sostenuti da punte, intorno al quale corre la dicitura ISABELLÆ . CARAFÆ . DUCISSÆ . CERCIÆ MAIORIS MUNIF(icentia), traducibile per “Munificenza di Isabella Carafa Duchessa di Cercemaggiore”; al verso, la figura di Maria Maddalena, in piedi e a capo scoperto, reggente con la mano sinistra un unguentario, mentre in basso a sinistra è il modello della erigenda chiesa dei SS. Apostoli. Intorno corre la legenda: «OPTIMAM . PARTEM . ELEGIT. SIBI . MARIA. = 1626», con chiaro riferimento al passo evangelico “Optimam partem elegit sibi Maria Quae non auferetur ab ea in Aeternum”, ovvero “Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta in eterno”. L’iconografia femminile qui rappresentata, documenta il persistere di un’ultrasecolare confusione e identificazione fra le diverse figure di Maria Maddalena, Maria sorella di Lazzaro e un’anonima peccatrice che asciuga con i propri capelli i piedi di Cristo (Lc 7, 36-50). Riportiamo il passo evangelico a cui si riferisce l’iscrizione presente nella medaglia (Lc 10: 38-42):

Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

CERCEMAGGIORE Isabella Carafa medaglia numismatica aldimari

Di questa medaglia “cercese” si conoscono due esemplari, conservati in raccolte pubbliche nei rispettivi medaglieri del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione Santangelo, e nel Museo Stefano Bardini di Firenze.

Bibliografia essenziale:

Silos G., Historiarum Clericorum Regularium (…), Vitale Mascardi, Roma, 1650, p.523.

Aldimari B., Historia genealogica della famiglia Carafa, parte 2, Stamperia di Giacomo Raillard, Napoli, 1691, pp. 440-442.

Salmon T., Lo stato presente di tutti i paesi, e popoli del mondo (…), vol. XXIII, Stamperia di Giambattista Albrizzi, Venezia, 1761, p. 48.

Sarnelli P., Nuova guida de’ forestieri. Curiosi di vedere ed intendere le cose più notabili della Real Città di Napoli (…), Erede di Saverio Rossi Librajo, Napoli, 1782, p. 96.

Pierro G., Storia di Cercemaggiore (Benevento), Francesco Sicignano & F., Valle di Pompei, 1924, p. 116.

«Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano», nuova serie, Anno XXXVI, Istituto della Stampa, Napoli, Gennaio – Dicembre, 1951, pp. 26-27 e seg.

Siciliano T., Memorie metalliche delle Due Sicilie (1600-1735), Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1957, p. 27, n. 26.

Morrone F., Storia di Baselice e dell’alta Valfortore, Arte Tipografica, Napoli, luglio 1992, pp. 226-232.

Cassani S., Civiltà del Seicento a Napoli, volume 2, Azienda autonoma di soggiorno e turismo a Napoli, Electa Napoli, Napoli, 1998, p. 350.

Toderi G., Vannel F., Medaglie e placchette del Museo Bardini di Firenze, Polistampa, 1998, p. 89.

Sulla figura iconografica della Maddalena:

http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Maria_Maddalena

http://ontanomagico.altervista.org/catari-approfondimento.htm

http://www.uccronline.it/2010/11/13/il-rapporto-tra-gesu-e-maria-maddalena/

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PIRZIO BIROLI UN ALTRO ILLUSTRE CAMPOBASSANO…NO ANZI, DUE!!!

ALESSANDRO PIRZIO BIROLI generale regio esercito fascismo campobasso

“Il Generale Pirzio Biroli”, cartolina fotografica edita dalla Casa Editrice Ballerini & Fratini di Firenze nel 1936 da un foto servizio del L.U.C.E in Africa Orientale (Etiopia).

Campobasso, forse perché ancora ritenuta il capoluogo di una regione “non luogo”, viene spesso volutamente o meno, defalcata e cancellata anche dalle bibliografie di quei personaggi noti o illustri nella storiografia nazionale e che pur (volenti o nolenti) vi sono nati.

Uno di questi casi riguarda i campobassani Alessandro e Francesco Pirzio Biroli, generali, cugini del sottosegretario alle Colonie Alessandro Lessona (Roma 09.09.1891 – Firenze 10.11.1991), che intrapresero una lunga e prestigiosa carriera militare come il padre e lo zio paterno, Luigi Nelson, ricoprendo le più alte cariche nel Regio Esercito Italiano. Il primo dei due fratelli è stato generale d’armata per meriti di guerra nella Campagna d’Etiopia, Governatore dell’Amhara, Governatore del Montenegro fra il 1941 e il 1943, Commendatore dell’Ordine Militare d’Italia con Decreto del 26.03.1945, e  ancora oggi è una delle figure più controverse della nostra guerra coloniale in Africa Orientale e  successivamente nei Balcani. Il luogo natale di tale personaggio è sostituito spesso (ne ignoriamo il motivo) con la più nota città di Bologna. In molti siti web si confondono addirittura le sue notizie biografiche con altri membri meno noti della medesima famiglia. Abbiamo sollevato il caso e segnalato l’omissione sui maggiori motori di ricerca con la speranza di ottenere (e presto) una rettifica. Non mancano inoltre errori anche in siti ufficiali di alcuni parenti, dove in luogo della nascita trovo ancora Bologna e la data 19 giugno 1877.

Queste brevi note hanno quindi solo l’intento di rimarcare il luogo della nascita di due figure di spicco del panorama italiano del Novecento, che passarono il resto della loro vita in tutt’altri luoghi. L’attestazione, ci sia permesso, della loro “campobassanità” è data dagli atti di nascita che abbiamo potuto rintracciare e visionare. Riportiamo qui sotto, completamente trascritto, quello relativo ad Alessandro:

l’anno milleottocentosettantasette, addì venticinque di Luglio, a ore pomeridiane una e minuti trenta, nella Casa comunale, Avanti di me Frangipani Duca Francesco Sindaco ed Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Campobasso è comparso Pirzio Biroli Carlo Alberto, di anni ventitré, impiegato domiciliato in Campobasso, il quale mi ha dichiarato che alle ore pomeridiane quattro e minuti trenta, del dì ventisei (ndr si tratta di un errore, il giorno di nascita sembra dover essere il ventitré) del corrente mese, nella casa posta in Strada Orefici, al numero – , da Rezzi Marianna quale legittima moglie gentildonna a seco lui convivente è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, e a cui da il nome di Alessandro Giuseppe Maria. A quanto sopra e a questo atto sono stti presenti quali testimoni Trotta Domenico, di anni ventotto; impiegato, e Cancellario Tommaso, di anni quarantotto; impiegato, emtrambi residenti in questo Comune. Letto il presente atto a tutti gl’intervenuti lo hanno meco sottoscritto.

Pirzio Biroli Carlo Alberto – Domenico Trotta – Tommaso Cancellario

Duca Frangipani”.

A lato, a margine del foglio, sono state successivamente annotate le seguenti informazioni: “A’ 6-7-1905 Sposato a Roma Marini Angela. C. Basso 19 luglio 1905 Cancelliere Colitto” (Comune di Campobasso, Atti di Nascita, 1879, n. 328 del 25.07.1877).

PIRZIO BIROLI Alessandro Campobasso molise

ALESSANDRO PIRZIO BIROLI (Campobasso 23.07.1877 – Roma 20.05.1962)

Nasce a Campobasso, dove il padre era impiegato nel costituendo distretto militare, in una famiglia piemontese di Nizza Marittima (oggi Nice, in Francia), dalla profonda tradizione militare. Primogenito di Carlo Alberto Pirzio Biroli, ufficiale pluridecorato degli  alpini (deceduto a Roma nel 1929), e di Marianna Rezzi di Giuseppe e Beatrice, che talvolta trovo citata anche come Anna Maria e con il cognome Rizzi (?), ha un fratello Giuseppe e le sorelle Beatrice, Maria e Matilda. Dopo il breve soggiorno nel capoluogo molisano, forse già dal 1882, ancora bambino, si trasferisce con tutta la famiglia a Roma. Intraprende giovanissimo la carriera militare e a soli 18 anni, nel 1895, è già Sottotenente  5 Reggimento Bersaglieri, XIV Battaglione, 2^ compagnia. A Roma, nel 1905 sposa Angela Marini (1899- ?) di Eugenio e Caroline Boakes, da cui ha avuto Eugenia Emilia Anna Maria (Torino, 15.05.1906 – Coyhaique, Aysen 22.02.2003); Carlo (Roma 15.06.1909 – Tirana 13.09.1943, Medaglia D’Oro al V.M.); Vittorio Emanuele (1911) e Alberta (1908-1921).

GIUSEPPE PIRZIO BIROLI (Campobasso 27.05.1879 – ?)

Anche Giuseppe nasce, sempre nel periodo del soggiorno molisano, a Campobasso, ed esattamente in “strada concerie al numero settanta”, il 27 maggio del 1879 (Comune di Campobasso, Atti di Nascita, 1879, n. 214 del 31.05.1879). Ignoriamo il nome attuale della strada, ma non nascondiamo che saremmo interessati a conoscerne il toponimo odierno. Nel registro comunale il nome completo è Giuseppe Alessandro Achille. Come il fratello maggiore, intraprende una brillante carriera militare e, divenuto capitano dei Lancieri di Novara, conosce a Treviso la nobildonna Idanna Savorgnan di Brazzà, che sposa il 27.06.1914. Da questa unione nascono Deltamo (1915 – 2006 famoso studioso e africanista), Giacomo (1920 – ?) e Marina (Roma 06.04.1922 – Losanna, 17.07.2002). Nel 1932 partecipa alle Olimpiadi di Los Angeles come capitano della squadra italiana di tiro al piattello.

Il contributo di un lettore:

Ringrazio e riporto quanto il Sig. Mario Gravina mi scrive da Campobasso il 30.03.2015: “Riguardo all’articolo sui due fratelli Pirzio Biroli posso, quasi con assoluta certezza, affermare che “Strada Concerie” a Campobasso è l’attuale Via Marconi, un tempo sede di numerose concerie e via centralissima del nostro capoluogo che, tra l’altro, termina innestandosi proprio su via Orefici, l’altra strada citata in uno degli atti di nascita lì descritti. Detta strada, prima di essere intitolata al famoso scienziato e, successivamente al toponimo “Concerie”, era stata chiamata via XX settembre, in omaggio alla risorgimentale presa di Roma del 1870. Complimenti per le notizie, molto interessanti”.

Video: Le nozze di Umberto Pirzio Biroli con Luisa Sambo di Cinecittà Luce

https://www.youtube.com/watch?v=2DXv4DA6UIM

Bibliografia minimissima:

AA.VV., Annuario Militare del Regno d’Italia, Ufficiali in servizio attivo permanente ed impiegati civili aggiornato al 31 dicembre 1909, vol. I, Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma, 1910.

Spreti V., Enciclopedia storico-nobiliare italiana: famiglie nobili e titolate viventi riconosciute dal R. Governo d’Italia compresi: città, comunità, mense vescovili, abazie, parrocchie ed enti nobili e titolati riconosciuti, Volume 2, Forni, Bologna, 1935, p. 180.

Savino E., La nazione operante. Albo d’oro del fascismo, profili e figure, 3000 illustrazioni, Istituto geografico De Agostini, Novara, 1937, p.156.

Formiggini A. F., Chi è? Dizionario degli Italiani d’oggi, Casa Editrice Cenacolo, Roma, 1940, p.755.

Araldi V., Generali dell’Impero. I condottieri della guerra in A. O., Editrice Rispoli Anonima, Napoli, 1940, pp. 57-63.

Pirzio Biroli A., ….perchè i combattenti del montenegro sappiano!, Governatorato del Montenegro, Ufficio Militare, Cettigne, gennaio, 1942 – XX.

Del Boca A., Gli Italiani in africa Orientale. La caduta dell’Impero, Laterza, 1982, p. 116.

Scotti G., Viazzi L., Le aquile delle Montagne nere: storia dell’occupazione e della guerra italiana in Montenegro (1941-1943), Milano, Mursia, 1987, p. 75.

Conti C., L’occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della “brava gente” (1940-1943), Odradek, Roma, 2008.  ISBN 978-88-96487-92-6.

Von Hassell F., I figli strappati: 1932-1945 : dall’Ambasciata di Roma ai lager nazisti, Edizioni dell’Altana, 2001.

Per saperne di più:

http://archives.eui.eu/en/isaar/359

http://www.criminidiguerra.it/ElenCrimDett.shtml

http://netlibrary.net/articles/alessandro_pirzio_biroli

http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Pirzio_Biroli

http://www.anpi.it/donne-e-uomini/carlo-pirzio-biroli/ http://www.ippocampoviserba.it/sottopagine/nelson.htm http://www.laziowiki.org/wiki/Pirzio_Biroli_Luigi_Nelson

http://www.castellodibrazza.com/casa-delle-rose/il-progetto-habitat-brazza http://www.quirinale.it/elementi/Onorificenze.aspx?pag=0&qIdOnorificenza=8 http://italianmonarchist.blogspot.it/2013/11/general-alessandro-pirzio-biroli.html

http://www.sports-reference.com/olympics/athletes/pi/alessandro-pirzio-biroli-1.html http://www.rivistadirittosportivo.coni.it/it/atleti/scheda-atleta/scheda_atleta/682.html

http://wikipedia.sapere.virgilio.it/wikipedia/wiki/Discussione:Alessandro_Pirzio_Biroli  http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2006/04/01/UD_05_UDE1.html

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