PIO IX, L’INFALLIBILITA’ PAPALE E… IL CLERO DI CERCEMAGGIORE

PIO IX poste vaticane francobollo

Il dogma dell’infallibilità del papa e la sua assolta supremazia in materia di fede fu voluto da Pio IX e definito solo nel 1870: per proclamarlo fu convocato un  apposito concilio, il Vaticano I, iniziato il 18 luglio 1870 e poi sospeso il 20 settembre, in seguito alla presa da parte delle truppe piemontesi che segnò la fine del potere temporale dei papi, e mai più concluso. In un’interessante pubblicazione che vi propongo, trovo una corposa raccolta di lettere di parroci e prelati, indirizzate al pontefice e già parzialmente pubblicate dal giornale torinese de L’Unità Cattolica. I testi vennero editi in due volumi intitolati Voti del Clero Italiano per la definizione dommatica dell’infallibilità pontificia (…). Fra le lettere riporto per la prima volta quelle inviate dal sacerdote Saverio Salvatore, a nome anche del parroco di Cercemaggiore l’Arciprete Luigi Bozza, e quella spedita dal vicino convento domenicano di S. Maria della Libera dal padre Antonino De Notaris.

CERCEMAGGIORE domenicani convento madonna della Libera Pio IX

 “                                                                Cercemaggiore (diocesi e provincia di Benevento)

                                                                                               3 giugno 1870.

Voglia Dio che la definizione dommatica della Infallibilità del Papa spunti finalmente sulla cima del Vaticano ora che la Chiesa vi è radunata a Concilio, e venga a consolare tutti i cattolici del mondo, che l’aspettano ansanti in questi tempi tristissimi. Spunti e venga, ora che i nemici di Dio e del Cristo, conscii a qual pietra si regga la religione nostra santissima, s’affaticano a tutto potere per mezzi diretti ed indiretti a schiantare, se il potessero, sin dalla pietra fondamentale che è il Papato, l’edificio divino della Chiesa. Spunti e venga, ora che da due secoli e più la filosofia errando e vagando tra i sistemi differenti e molti dei filosofi, dà opera principale a cercare il principio supremo, a cui si legano e da cui discendono le verità sue. Così dirimpetto alla vetta della filosofia, su cui, a vece di luce, i filosofi gittarono e sparsero caligine, farà bella mostra la vetta cattolica, illuminata di luce fulgidissima, sulla quale sta scritto a perpetuità il suo nome – Il Papa Inerrante –  

P. Antonino De Notaris dei Predicatori”

CERCEMAGGIORE arciprete  Bozza Pio IX  sacerdote  Salvatore molise

E ancora quella del sacerdote partecipante della chiesa ricettizia di Santa Maria della Croce:

                                                                                      Cercemaggiore, 8 giugno 1870.

Aderendo al giudizio e sentimento della maggior parte dei Vescovi. Che sono radunati al Concilio nel Vaticano, i quali presentarono petizione, che si dichiarasse Infallibile il Papa nel dare giudizi di fede e di costumi, mi fo ad indirizzarle questa mia, professandomi concorde a detto giudizio e sentimento. E questa mia adesione mi sembra doverosa, come la è scritturale e divina. Poiché se S. Paolo, come si legge negli atti degli Apostoli, diceva ai Vescovi: Attendite vobis et universo gregi, in quo spiritus Sanctus vos posuit episcopos regere Ecclesiam Dei, ne emerge che noi, sottostando al governo loro, dobbiamo seguirli in ciò, che i più credono, che sia secondo la verità. Ed ecco perciò la causa, per cui pensai doverle dirizzare questa mia, facendo voti che il venerando e santo Consesso del Vaticano pronunzi finalmente la sua parola, e dica unanime che il Papa è Infallibile nei suoi pronunziati ex Cathedra sulla fede e sui costumi. A questo mio voto unisco l’offerta che Le mando di L.5. Aderendo agli stessi sentimenti esposti dal mio Luigi arcipr. Bozza. Le mando L. 3 pel Papa Infallibile.

Sac. Saverio Salvatore”.

Bibliografia minima:

Voti del Clero Italiano per la definizione dommatica dell’infallibilità pontificia con offerta de’ sacerdoti al S. Padre Pio IX (…), volume II, L’unità Cattolica, Torino, 1870, pp. 297-298 e 314-315.

Gualco D., L’infallibilità del Papa: dissertazione, Tipografia della gioventù, Genova, 1870.

Culmann O., Il primato di Pietro nel pensiero cristiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna, 1965.

Kung H., Infallibile? Una domanda, Queriniana, Brescia 1970.

Franco G. G., Appunti storici sopra il Concilio Vaticano, Miscellanea Historiae Pontificiae, 33, Pontificia Universitas Gregoriana, Università Gregoriana Editrice, Roma, 1972.

Kung H., L’infallibilità, Mondadori, Milano,1977.

Hasler A. B., Pio IX. L’infallibilità del Papa e il Concilio Vaticano I, 2 voll., Stuttgart, 1977.

Hasler A. B., Come il papa divenne infallibile. Retroscena del Vaticano I, prefazione di H. Kung, orig. 1979, Torino, 1982.

De Rosa P., Vicario di Cristo. Il lato oscuro del papato, Armenia editore, 1985.

Velocci G., Incontrando Newman, Jaka Book, Grafiche Flaminia, Foligno (PG), settembre, 2009, pp. 101-107. ISBN 978-88-16-30474-1 .

Gazzaneo L., Il pontificato di Pio IX nella cultura dell’Ottocento e nello scenario del Risorgimento, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, luglio 2000, pp. 47-96. ISBN 88-8101-080-1 .

Stancati S. T., Ecclesiologia biblica e dogmatica. Lezioni universitarie, Editrice Domenicana Italia, Napoli, 2008.

Milaneschi C., Il vecchio Cattolicesimo in Italia, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2014. ISBN 978-88-6822-163-8.

Per saperne di più:

http://camcris.altervista.org/infallib.html

http://www.papapionono.it/infallibilit.html

http://it.cathopedia.org/wiki/Concilio_Vaticano_I

http://it.wikipedia.org/wiki/Infallibilit%C3%A0_papale

http://www.conciliovaticanosecondo.it/articoli/il-vicario-di-cristo-natura-e-limiti-della-sua-infallibilita/

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BIASE FLORA DA RIVELLO, CALDARARO IN CERCEMAGGIORE

Comune di Cercemaggiore (CB), Atto di Morte di

Comune di Cercemaggiore (CB), Atto di Morte di Biase Flora di Rivello (PZ), “caldararo”.

Le scoperte nel campo della storia minuta e delle connessioni a volte impensabili fra uomini e luoghi spesso distanti e apparentemente scollegati fra loro sono sempre a portata di mano. Non è molto che fra le varie cose ritrovate, mi è capitato fra le mani anche un documento di morte di un certo Biase Flora appartenente alla medesima famiglia che ha poi dato origine a un ramo in Colle Sannita. Prima di questa presentazione ne ho comunicata notizia, purtroppo tardiva, anche all’amico e studioso, Fabio Paolucci, e sarebbe stato bello se questo rinvenimento fosse avvenuto prima, per poterlo inserire nella sua pubblicazione su Francesco Flora e l’origine di questa famiglia. Per la curiosità e l’importanza locale che riveste ne riporto il testo integrale, segnato al num. trentanove del registro dei defunti o Atti di Morte del Comune di Cercemaggiore:

N°. D’Ordine 39

L’anno mille ottocento ventisei il dì deciotto del mese di Ottobre alle ore ventidue avanti di noi Domenico Zappone Sindaco ed Uffiziale dello Stato civile del Comune di Cercemaggiore Distretto di Campobasso Provincia di Molise sono comparsi Saverio Testa, conoscente il defunto, di anni trentanove, di professione Spedaliere regnicolo domiciliato in detto comune e Patrizio Petraroja conoscente il defunto, di anni cinquantadue, di professione contadino, regnicolo domiciliato in detto comune, i quali han dichiarato, che nel giorno diciotto del mese di Ottobre anno corrente alle ore ventuno è morto nel suo proprio domicilio (n.d.r. nella sua propria casa, era originariamente scritto) Biase Flora di anni – nato a Rivello, di professione Caldararo, domiciliato in Cercemaggiore, figlio di Antonio Flora, di professione Caldararo, domiciliato in detta Comune di Rivello, di Teresa Branno, domiciliata in detto Comune di Rivello. (…)”.

Bibliografia minima:

Paolucci F., Francesco Flora: le radici, l’uomo, la storia, Ritratti Meridionali, Fausto Fiorentino Editrice in coedizione con Kairòs edizioni. ISBN 978-88-98029-16-7 .

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COLLE SANNITA (BN) e la I Mostra di arte Presepiale Napoletana

COLLE SANNITA Terrae Collis mostra sannio benevento presepe arte presepiale napoletana

MOSTRA DI ARTE PRESEPIALE NAPOLETANA

Chiesa della SS. ma Annunziata di Colle Sannita (BN)

Inaugurazione venerdì 12.12.2014, ore 18.00 – ingresso gratuito

(fino al 6 gennaio 2015)

Organizzata dall’associazione Terrae Collis o.n.l.u.s di Colle Sannita (BN) la mostra si apre nella preziosa cornice del centro storico. “Le opere, che verranno esposte al pubblico presso la chiesa dell’Annunziata in Colle Sannita, sono state realizzate dai maestri dell’Associazione Italiana Amici del Presepio” – sez. di Napoli. Nell’ambito della mostra verrà riservato un ampio spazio agli artisti locali e alle scuole del territorio”. Fra gli espositori e artisti napoletani che partecipano sono presenti opere di:  Vincenzo Catalano; Beatrice De Simone; Gaetano Ercolano; Giulio Errico; Susy Gatto; Maria Iappelli Mugione; Carmine Iodice; Susy Iodice; Assunta Monetti; Carla Papa; Carolina Pasquariello; Franca Patriarca; Bruno Perchiazzi; Michele Perchiazzi; Antonio Piscopo; Graziella Rea Vitozzi; Claudia Altavilla; Sabatino Di Nuzzo; Marco Miele; Giusy Rignanese; Gennaro Scisciola; Gianluca Sorgente; Sergio Sorrentino; Rosaria Tancredi Pulcino; Luigi Tramontano; Marco Catalano.

Da Colle Sannita (BN) partecipano ed espongono le proprie opere: Nista Claudio, Nista Antonio, Palmiero Rodolfo, Cooperativa La Quercia, Pozzuto Maria, Martuccio Mario, Del Grosso Mariella. Da Circello (BN) : Orso Annassunta,Orlando Vincenzo, Maggio Guido, Garofalo Nicola, Iannella Padre Ildefonso, Nava Davide; con opere su granito sono presenti da San Marco dei Cavoti (BN), Ricci Antonio e da Colle Sannita (BN), Luciano Don Gaetano e Stavola Liliana. Nella sezione ceramica, proveniente da Castelpagano (BN): Fiore Salvatore.

Gli orari di apertura della mostra al pubblico saranno i seguenti: dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle 19,00.

L’evento artistico è stato reso possibile grazie alla sinergica collaborazione delle: Associazione Terrae Collis o.n.l.u.s., Associazione Italiana Amici del Presepio – Sez. di Napoli e Associazione Culturale Colle Sannita 2000, con il patrocinio del Comune di Colle Sannita e il contributo di BCC Credito Cooperativo di San Marco dei Cavoti e del Sannio – Calvi; Amministrazione Colonia di Decorata e Ital Bilding, Costruzioni Edili Stradali di Circello (BN).

Per maggiore informazione:

Associazione Italiana Amici del Presepio – Sede di Napoli,Via Dei Griffi, 4 – 80133, Napoli. Tel: 081.195.69.927

Web: http://www.amicidelpresepionapoli.it – info@amicidelpresepionapoli.it

Associazione Terrae Collis O.N.L.U.S.

Tel: 373.873803 – 366.6590571, e – mail . terraecollis@libero.it

Per saperne di più:

http://www.comune.collesannita.bn.it/                              http://www.amicidelpresepionapoli.it/                http://it.wikipedia.org/wiki/Colle_Sannita            http://www.realtasannita.it/articoli/articolo.php?id_articolo=13183 http://www.ilsannioquotidiano.it/attualita/item/23244-prima-edizione-della-mostra-di-arte-presepiale-napoletana.html                                      https://www.facebook.com/pages/Mostra-di-Arte-Presepiale-Napoletana-a-Colle-Sannita-BN/818170941568125?fref=photo

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CARLO MAGNO E S. VINCENZO AL VOLTURNO. Convegno di studi a Campobasso

IRESMO campobasso convegno studi molise storia medioevo S. Vincenzo volturno

 “Le radici d’Europa: Carlomagno e San Vincenzo al Volturno”  Convegno internazionale di studi, 25 novembre 2014  ore 16,  Campobasso, l’auditorium del palazzo ex – G.I.L.  via Milano 15.

Il convegno è organizzato dall’ IRESMO – Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise “Vincenzo Cuoco”  e dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Campobasso, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Molise, della Soprintendenza Architettonica del Molise e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e prevede la partecipazione di un prestigioso parterre, con gli interventi, tra gli altri, di Giuliano Volpe – Presidente del Consiglio Superiore dei BBCC, di Andreas M. Steiner – Direttore delle riviste Archeo e  Medioevo e di François Bougard – dell’Università di Parigi X – Nanterre La Défense.

VOLTURNIA edizioni basilica maior s. vincenzo volturno molise

Nel corso dell’evento saranno presentate l’opera “La Basilica Maior di San Vincenzo al Volturno. Scavi 2000 – 2007” e la Guida agli scavi nel sito di San Vincenzo al Volturno, a cura di Federico Marazzi e pubblicate dalla Volturnia Edizioni in collaborazione con la Soprintendenza ai beni Architettonici del Molise.

Per maggiore informazione sulle pubblicazioni:

Volturnia edizioni, Piazza Santa Maria n. 5, 86072, Cerro al Volturno (IS), tel. e fax 0865 953593.

 http://www.volturniaedizioni.com/ 

http://www.iresmo.it/

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FELICE “BENVENUTO”, DA MONTELEONE DI SPOLETO (classe 1812). Una caso poco chiaro di un infante abbandonato…

MONTELEONE DI SPOLETO (PG) Panorama da Ruscio, foto di Stefano Vannozzi.

MONTELEONE DI SPOLETO (PG) Panorama dal piano di Ruscio, foto di Stefano Vannozzi, settembre 2011.

Presento un mio breve studio pubblicato su «La Barrozza», notiziario quadrimestrale dell’associazione Pro-Ruscio, su un episodio (fra i tanti) di abbandono di neonati dati alla ruota o a istituzioni preposte, nei secoli scorsi. Tutto è nato dalla lettura di una “fede di battesimo” di un infante esposto, di Monteleone di Spoleto (PG) risalente al 1821. Quello che mi ha colpito, a un primo controllo e verifica dei dati attestati sulla carta è stata l’incoerenza di certe affermazioni scritte dal latore della missiva. Sembra infatti di ritrovarsi qui di fronte a una di quelle situazioni del passato, descritte anche dalla Canepari, in cui, talvolta “il parroco è colui che può aiutare a nascondere un parto compromettente o un battesimo che svelerebbe al paese l’esistenza del nuovo arrivato” o per coprire momentaneamente una situazione delicata fintanto che la madre non si potesse sposare e riconoscere quindi anche il figlio, davanti alla comunità.

Eccone il testo: “In questa sede mi prometto d’illustrare  un documento viaggiato per posta, molto particolare, una sorta di “fede di battesimo” di un presunto trovatello di Monteleone di Spoleto che è recentemente entrata a far parte della mia piccola collezione privata. Il documento, presenta un certificazione autografa di Don Agostino Poli (Monteleone 1751- ivi 1820) prevosto di San Nicola, ed è indirizzata alla direzione dell’ospedale di San Carlo degli esposti o dei proietti (1), per chiedere l’accettazione e l’ingresso di un infante nell’istituto spoletino. In caso di bisogno, era questa una prassi comune a cui le pubbliche istituzioni erano tenute a rispondere tenendo conto del reciproco bisogno. Alla spesa di mantenimento ed educazione della gioventù abbandonata concorrevano tutti i comuni attraverso una periodica elargizione dalle casse municipali al più vicino brefotrofio del circondario, distretto o delegazione. Talvolta capitava l’opposto, ovvero che lo spedale di Spoleto inviasse propri esposti da tenere a balia nei comuni circostanti e sotto la vigilanza della locale municipalità.

Felice Benvenuto MONTELEONE DI SPOLETO 1812 Vannozzi Stefano

MONTELEONE DI SPOLETO (PG), 26.08.1812. Richiesta autografa (con risposta) di Don Agostino Poli, Parroco di S. Nicola, per l’accoglimento di un trovatello (?), nell’ Ospedale di S. Carlo degli Esposti di Spoleto – Collezione Privata di Stefano Vannozzi, Roma.

La richiesta in oggetto venne fatta dal parroco tenendo conto della difficoltà di trovare una nutrice e permettere al piccolo di superare i primi mesi di vita, visto che non era stato svezzato ma esposto immediatamente dopo la nascita, secondo una crescente consuetudine che prenderà sempre più piede nel corso del XIX secolo. Per accedere nell’ospedale di Spoleto o in ogni altro istituto era comunque necessario un atto di registrazione civile e un battesimo religioso che il parroco prontamente si premura di attestare con la seguente scrittura:

“Io infrascritto attesto come il giorno venticinque d’agosto 1812. fù trovata una Creatura di sesso mascolino: quale fù Battezzata: e gli furono imposti i Nomi di Felice, Benvenuto: come costa non solo dal Libro Battesimale, ma ancora dal libro Civile. E non potendola far’ notrire; perciò si manda all’Ospedale (etc).
In Fede  Monteleone
Questo di 26 .Agosto 1812
Agostino Poli Curato

MONTELEONE Spoleto storia  Felice Benvenuto esposto balia ruota infante Pontificio Vannozzi

Vannozzi S., Felice Benvenuto da Monteleone, in «La Barrozza», notiziario quadrimestrale dell’associazione Pro – Ruscio, anno XXII, n.2 , Estate 2014. parte I

La missiva partita da Monteleone venne accolta favorevolmente e probabilmente rispedita da Spoleto al mittente, come sembra testimoniare l’aggiunta della seguente risposta:

Il Sig. Giuseppe Tardelli (2) Ministro dello Spedale degli Esposti di Spoleto potrà ricevere il Bambino Projetto Felice Benvenuto giacchè questo è stato registrato sugli atti dello Stato Civile di Monteleone
Spoleto dalla Maire li 22 ag(os)to 1812
Luigi Galli Comm: allo Stato Civile

Sotto la firma segue l’impronta poco leggibile di un sigillo napoleonico del comune di Spoleto con aquila imperiale.

MONTELEONE Spoleto storia   esposto balia ruota abbandono infanzia cognome Pontificio Vannozzi

Vannozzi S., Felice Benvenuto da Monteleone, in «La Barrozza», notiziario quadrimestrale dell’associazione Pro – Ruscio, anno XXII, n.2 , Estate 2014. parte II.

Su questi delicati argomenti esiste oggi una discreta letteratura di saggi e studi, fra cui, segnalo, per interesse cronologico e geografico, quella del Prof. Eugenio Sonnino (Roma 1938 – ivi 2012) (3) che, non è un caso, si soffermi molto sul vaglio delle fonti statistiche e demografiche. Riguardo al periodo di nostro interesse l’illustre studioso scrive che “La consistenza degli esposti all’inizio  del periodo e il successivo flusso decennale di bambini abbandonati corrispondono a cifre di notevole consistenza: alla data del 31/12/1822 gli esposti a carico delle istituzioni dello Stato pontificio (escluso Pontecorvo ndr) sono oltre diecimila e nel corso del decennio 1823-1832 se ne aggiungono altri trentamila. In termini relativi ciò corrisponde a dire che gli esposti esistenti alla fine del 1822 rappresentano il 4,1 per mille della popolazione calcolata con riferimento a tale data  e che nel corso del decennio successivo ha operato un tasso medio annuo di esposizione di 1,2 per mille, calcolato in base alla popolazione media del decennio”.

Da vari e importanti studi si  ricava, pur con una certa approssimazione, una media di circa 3 esposti ogni cento nati. Ancora nel 1856 addirittura lo stesso pontefice Pio IX, che ben conosceva i luoghi e le persone per essere stato vescovo di Spoleto, annotava che “Nelle diocesi di Spoleto e d’Imola vi sono, come altrove, ospedali per gli esposti. Ora in una popolazione di ottantamila anime si contavano pochi anni indietro ottanta o novanta esposti all’anno. Uno ogni mille”.
Di questa situazione sociale restano  i cognomi dati nel passato a bambini esposti, che sottolineano e “marcano” ancora oggi (ma senza costituire necessariamente una regola)  l’origine di una famiglia. È il caso di quelli che rammentano chiaramente il momento dell’abbandono o del ritrovamento come taluni Benvenuto, Benvenuti, Bonaventura, Buonaventura, Della Ventura, Diotallevi, Esposti, Esposito, Degli Esposti, Innocenti, Innocente, Projetti, Proietti, Trovatelli, Trovato, Ventura, Venturini, … Non sappiamo che fine fece il nostro Felice, ovvero se sopravvisse ai primi anni dell’infanzia ed ebbe poi modo di metter su famiglia e continuare la genia dei nuovi “Benvenuto” o se intraprese un’altra strada o una carriera ecclesiastica. È curioso annotare, invece, che a Monteleone di Spoleto non figuri registrato alcun battesimo alla data attestata dal Parroco. Mistero? (4)”.

Annotazioni al testo:
(1) L’ospedale di San Carlo è un antico ente d’assistenza fondato dal vescovo di Spoleto Bartolomeo Accorramboni nel lontano 1254, con lo scopo appunto di dare un ricovero agli orfani e bambini abbandonati, e gestito dalle suore di clausura dell’Ordine di Sant’Agostino fino al 1726. Seguì poi un periodo di decadenza in cui i proietti vennero addirittura trasportati all’archiospedale di Santo Spirito in Saxia di Roma con grande dispendio delle casse erariali. Pertanto nel 1739 venne rifondato e trasferito in una nuova sede, in contemporanea con l’apertura a Narni (sempre nella medesima delegazione di Spoleto) di un altro ospizio denominato Ospedale Beata Lucia dei proietti (oggi sede dell’omonimo Istituto di assistenza all’infanzia), che accolse anche gli esposti di Viterbo. A seguito di gravi difficoltà finanziarie, nel 1798 il S. Spirito divenne titolare della struttura ospedaliera che fu unita alla Congregazione degli eremiti di Monteluco. Nel 1861 l’amministrazione dell’ospedale passò alla Congregazione di Carità di Spoleto.

(2) Potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione o quindi, invece, di quel più noto Serafino Tordelli (Spoleto 1787 – ivi 1864), direttore generale dell’Ospedale di San Carlo degli Esposti dal 1824 e, dal 1861, membro della Commissione Artistica Provinciale per la città di Spoleto (?).

(3) Studioso e Professore di Demografia Storica presso la Facoltà di Scienze Statistiche, fu tra i fondatori della Società Italiana di Demografia Storica (istituto che ha diretto dal 1984 al 1991) e Direttore del Centro di Ricerca su Roma (CISR) dell’Università di Roma La Sapienza.

(4) Nel Libro dei battezzati della parrocchia di S. Nicola di Monteleone di Spoleto, non esiste alcun battesimo registrato alla data del 25 agosto 1812. Nello stesso volume il foglio 61r chiude al 24 agosto e continua nella facciata sul verso con la data del 7 di ottobre. Forse il mistero è svelabile con un infante registrato al n. 337 e battezzato il 24 del mese predetto, guarda caso con il nome di Felice. Si potrebbe ipotizzare che, immediatamente dopo il battesimo, la mamma (che risulta nubile e orfana di padre) abbia deciso di lasciare e non riconoscere il neonato o che vi sia stato un accordo con il curato  per risolvere in qualche modo la triste situazione, affidando la povera creatura, con una richiesta non del tutto veritiera, all’istituto spoletino.

Bibliografia essenziale:

Collosi G., L’ospedale della Beata Lucia dei Proietti di Narni (Brefotrofio), Edizione O. Valenti, Narni, 1938.

Sansi A., Storia del comune di Spoleto, dal secolo XII al XVII: seguita da alcune memorie dei tempi posteriori, Volume 2, Volumnia Editrice, 1972, pp. 286-288.

Pellegrini L., Gorni M.G., Un problema di storia sociale. L’infanzia abbandonata in Italia nel secolo XIX, pubblicazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Sudi di Milano, La Nuova Italia, Firenze, 1974.

Schiavoni C., Gli esposti (o proietti) alla ruota dell’Archiospedale di santo Spirito in Saxia di Roma dal 1700 al 1824, in «La demografia storica delle città italiane», Clueb, Bologna, 1982.

Tittarelli L., Gli esposti all’ospedale di S. Maria della Misericordia in Perugia nei secoli XVIII e XIX, in «Bullettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria», LXXXII, Perugia, 1985.

Squadroni M., Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza dell’Umbria. Profili storici e censimento degli archivi, Pubblicazione degli Archivi di Stato 108, Soprintendenza archivistica per l’ Umbria, Roma 1990.

Sonnino E., Esposizione e mortalità degli esposti nello Stato Pontificio agli inizi dell’Ottocento, secondo le statistiche raccolte da Leopoldo Armaroli, in «Enfance abandonnée et société en Europe, XIV – XXe siècle». Actes du colloque international de Rome (30 et 31 janvier 1987), Publications de l’École Française de Rome, Roma 1991, pp. 1065-1096.

Di Bello G., L’identità inventata. Cognomi e nomi dei bambini abbandonati a Firenze nell’Ottocento, Centro editoriale toscano, Firenze, 1993.

Sensi M., Storie di Bizzocche tra Umbria e Marche, raccolta di studi e testi 192, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1995.

Baggieri G. (a cura di), Mater, incanto e disincanto d’amore, MBAC, Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, École pratique des hautes Études “la Sorbona” – Paris, MelAMi, Roma, 2000.

Surdacki M., Il brefotrofio dell’ospedale di Santo Spirito in Roma nel XVIII secolo, Accademia polacca delle scienze, Biblioteca e centro di studi a Roma, Roma 2002.

Canepari E., Svelare o occultare? L’eco delle nascite illegittime (Roma, XVIII secolo), in Quaderni Storici, Quadrimestrale 121, a. XLI, n.1, Università degli Studi, Urbino – Istituto di Storia e Sociologia, Il Mulino, Bologna, aprile 2006.

Per saperne di più:

http://www.rigocamerano.it/besposti.htm

http://storicamente.org/infanticidio_olivieri  http://www.studiumanistici.unimi.it/files/_ITA_/Filarete/074.pdf

http://www.bibliotecaviterbo.it/biblioteca-e-societa/1997_1-2/Norbiato.pdf

http://www.mpv.org/home_page/iniziative/00001822_Il_ritorno_della_Ruota.html http://www.pediatria.it/storiapediatria/p.asp?nfile=storia_abbandono_infanticidio_3 http://www.academia.edu/2950423/Svelare_o_occultare_Leco_delle_nascite_illegittime_Roma_XVI_secolo_

https://www-persee-fr.bibliopam-evry.univ-evry.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr_0000-0000_1991_act_140_1_4458

https://www-persee-fr.bibliopam-evry.univ-evry.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr_0000-0000_1991_act_140_1_4487

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PALESTRINA (RM), LE CARTOLINE DELLA DITTA SCACCO DAL 1930 AL 1945. Presentazione del libro e inaugurazione della mostra di cartoline d’epoca di Angelo Pinci.

 PALESTRINA cartofilia pubblicazione  cartoline  Ditta Scacco Angelo Pinci

PALESTRINA. LE CARTOLINE DELLA DITTA SCACCO DAL 1930 AL 1945

 di Angelo Pinci

presentazione libro e Mostra di cartoline d’epoca

Ristorante Baficchio, Palestrina, Via Prenestina Nuova 161

09 novembre 2014, ore 18.00

Ricevo dal caro amico e fine studioso Angelo Pinci la notizia della presentazione di una sua nuova pubblicazione che continua la rassegna degli editori prenestini di cartoline illustrate del XX secolo iniziata qualche decennio fa:

Questo volume è dedicato alle cartoline prodotte dalla Tabaccheria Scacco tra il 1930 e il 1945. La tabaccheria dal 1926, per settanta anni ininterrotti, è stata gestita da Lelio Scacco, fino al 1946 insieme al fratello Valentino, per passare nell’ottobre 1996 ad Antonio Busca.

Lelio Scacco, nato il 7 aprile 1912, ha ricevuto nel 1983 la medaglia d’oro della Camera di Commercio, Industria ed Artigianato di Roma con la seguente motivazione: “Premio per la fedeltà al lavoro ed il progresso economico a Scacco Lelio, perché gestisce una tabaccheria in Palestrina da 57 anni”. Nel 1992 ricevette anche un attestato dalla FIT Federazione Italiana Tabaccai, con un diploma di benemerenza e l’insegna della T d’onore “per la lunga attività e fedele militanza nella categoria”.

In settanta anni di attività, Lelio Scacco ha stampato migliaia di cartoline che hanno accompagnato l’evoluzione urbanistica di Palestrina, riproducendone  gli angoli più belli. In questo volume ne riproduciamo, in ordine cronologico di stampa, 120, tutte diverse le une dalle altre, stampate negli anni che vanno dal 1930 al 1945; quelle che vanno dal 1946 al 1996 saranno oggetto di una futura pubblicazione.


Le cartoline sono riprodotte alcune nello stesso formato originario (cm 9×13) altre in formati maggiori per far meglio apprezzare i particolari e per far gustare meglio al lettore questa passeggiata a ritroso nel tempo, in una Palestrina, in gran parte trasformata o sparita in seguito ai bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale e ai mutamenti fisiologici del tempo; per molte di esse è stato redatto un commento, una storia, un aneddoto e di molte altre sono stati riprodotti i retri perchè scritte da personaggi locali
”.

PALESTRINA Angelo Pinci mostra cartoline storia collezionismo baficchio

MOSTRA DI CARTOLINE D’EPOCA

Ristorante Baficchio, Via Prenestina Nuova 161 , 00036 Roma

www.ristorantebaficchio.com

Bibliografia minima di Pinci sulle cartoline illustrate di Palestrina :

Pinci A., Palestrina. Le cartoline della Ditta Scacco dal 1930 al 1945, Palestrina (RM), 2014, pp. 82.

Pinci A., Palestrina. Le cartoline della Ditta Lena dal 1931 al 1980, Ingrosso Giovanni Lena s.r.l., Palestrina (RM), 2011, pp. 160.

Pinci A., Palestrina. Le cartoline della Ditta Lena dal 1900 al 1930, Ingrosso Giovanni Lena s.r.l., Palestrina (RM), 2010, pp. 112

Pinci A., Palestrina. Le cartoline prodotte dallo Stabilimento Dalle Nogare & Armetti (1926 – 1935), Collana “Conoscere Palestrina”, V, Dott. Massimo Guerrini, Studio di consulenza fiscale tributaria e del lavoro, Palestrina (RM), 2005, pp. 64.

Pinci A., Un saluto da Palestrina. 50 anni di cartoline d’epoca 1899-1949, “Studi e fonti per la storia della Regione Prenestina”, V, Biblioteca Comunale Fantoniana, Circolo Culturale Prenestino”R. Simeoni”, Provincia di Roma Assessorato Cutura, Sport, Turismo e Spettacolo, Palestrina (RM), 1989, pp. 88.

Per saperne di più:

http://www.angelopinci.it/

http://www.lanotizia2.it/palestrina-le-cartoline-della-ditta-scacco-dal-1930-al-1945/

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RUSCIO in festa 2014. La ricorrenza per la Madonna Addolorata e la celebrazione per i caduti di tutte le guerre.

RUSCIO monumento caduti combattenti monteleone di spoleto foto Stefano Vannozzi

L’estate è finita ormai da un pezzo ma non possiamo per questo dimenticare la festa della Madonna dell’Addolorata a cui quest’anno abbiamo potuto presenziare e che per varie ragioni non avevamo avuto prima modo di raccontare, neanche sommariamente. I festeggiamenti hanno avuto un prologo a Monteleone di Spoleto (PG) il 23 agosto scorso con l’incontro fra le due Bande Musicali, la “Carlo Innocenzi” e la Banda di “Stroncone” (TR), con le sue majorettes. alle ore 17,00  sul Corso Vittorio Emanuele II (al Borgo nuovo) e in Piazza Regina Margherita. Sabato 24 agosto, in occasione dei festeggiamenti per la Madonna Addolorata che si celebrano nella chiesa omonima di Ruscio appositamente ridipinta nelle facciate esterne per il fattivo interessamento di Nena Cicchetti, le bande si sono riunite per una sveglia mattutina (ore 9.00) intorno alle vie della villa, a cui ha fatto seguito un corteo civile con la presenza delle diverse Autorità. La cerimonia in onore dei Caduti di tutte le Guerre, si è aperta con la commovente poesia composta nel 1949 da Nicola Marchetti che viene letta annualmente dal figlio Omero, e da un lungo e bel discorso tenuto dal Sindaco Marisa Angelini. I festeggiamenti sono stati allietati da varie marce e da esibizioni in attesa della S. Messa. Nel pomeriggio dopo una breve sosta, intorno alle ore 19.00, sono riprese le attivita, con varie marce in apertura della processione che ha avuto inizio alle ore 20.30; la serata si è conclusa con la cena sociale all’aperto “aspettando Garibaldi…” e la grande tombolata, che ha visto la presenza e partecipazione attiva di alcune centinaia di persone.

RUSCIO Fulvio Compagnucci caduti reduci bandiera tricolore Marisa angelini monteleone

RUSCIO monteleone gonfalone Renato Peroni comune Marisa Angelini sindaco Angelo Cioccolini

RUSCIO monteleone Omero Marchetti sindaco Marisa Angelini  comune Rita vannozzi

RUSCIO monteleone Renato Peroni forestale Dario Bellachioma Domenico Angelini  foto vannozzi

RUSCIO monteleone iachetti massimo festa addolorata 2014

RUSCIO bellachioma ottaviani proruscio paolo peroni monteleone di spoleto angelini

RUSCIO monteleone di spoleto vittorio ottaviani  stemma marisa angelini

RUSCIO monteleone di spoleto majorette stroncone foto Vannozzi

RUSCIO monteleone sindaco angelini foto Vannozzi

RUSCIO monteleone festa addolorata foto  Stefano Vannozzi

RUSCIO festa madonna addolorata 2014 monteleone di spoleto

RUSCIO festa addolorata forestale ottaviani  perelli

RUSCIO monteleone di spoleto chiesa addolorata festa 2014 foto Vannozzi

Ruscio madonna Addolorata stendardo peroni isidoro monteleone di spoleto

Fra le Autorità erano presenti Marisa Angelini Sindaco di Monteleone  di Spoleto, il vicesindaco Angelo Cioccolini e i consiglieri comunali Domenico Angelini, Paolo Peroni e Rita Vannozzi, Dario Bellachioma comandante della locale stazione del corpo della Forestale e Massimo Iachetti Ispettore onorario del Mibact. Fra le file dell’associazione Pro Ruscio (tutta al completo) segnaliamo Vittorio Ottaviani presidente, Guerino Perelli vice presidente, Renato Peroni, Isidoro Peroni,Fulvio Compagnucci, Lillo Argentieri, Franco Sbarrini,Omero Marchetti, Mario Perelli, e tanti altri ancora…

Il testo iscritto sulla lastra di marmo del monumento ai caduti di Ruscio di Monteleone di Spoleto recita:

RUSCIO

AI SUOI FIGLI CADUTI PER LA PATRIA
GUERRA 1896
DE ANGELIS GIUSEPPE MED. D’ORO
GUERRA 1915 – 1918
LOTTI PIETRO
PERELLI GIUSEPPE
PERELLI RAFFAELE
CARASSAI GIOVANNI
CICCHETTI RAFFAELE
CICCHETTI FRANCESCO
PERONI RINALDO
PASQUALI ATTILIO
ANGELINI MARCO
GUERRA 1940- 1944
VANNOZZI ALFREDO
VANNOZZI PRIMO
PERONI ADORNO
MARCHEGIANI BENEDETTO
MENEGON ERNESTO
BERNABEI BIAGIO
ANGELINI MARCO
anno 1952
RUSCIO monteleone di spoleto Mario Perelli Franco sbarrini Isidoro Renato Peroni  Guerino Perelli proruscio Lillo Argentieri

RUSCIO di Monteleone di Spoleto(PG), Domenica 24.08.2014. Sede  dell’Associazione Pro Ruscio. Da sinistra Mario Perelli , Franco Sbarrini, Isidoro Peroni, Renato Peroni,  Guerino Perelli, Lillo Argentieri. Foto come tutte le altre, di Stefano Vannozzi.

Ringrazio ancora l’Associazione Pro Ruscio e tutti i soci e collaboratori per la grande ospitalità che mi hanno dato nella mia breve visita estiva (vista l’impossibilità di prenotare una camera libera), invitandomi alla bellissima “cena sociale” e permettendomi di pernottare nella nuova sede associativa, con tutte le accortezze e confort del caso, così da poter passare due giorni di festa e reale socialità. Per l’occasione ho fatto alcuni scatti fotografici per immortalare l’evento, un piccolo modo per ricambiare l’aiuto e la grande cordialità, mai venuta meno.

Bibliografia minima:

Peroni F., Peroni S., I caduti di Ruscio nelle guerre coloniali e nella Grande Guerra, I Quaderni di Ruscio, n. 3, 2003.

Peroni F., Peroni S., I caduti di Ruscio nella II Guerra Mondiale, I Quaderni di Ruscio, n. 4, 2004.

Peroni R. , Comitato festeggiamenti (a cura di), Chiesa della Madonna Addolorata, Patrocinio del Consorzio dei Possidenti di Monteleone di Spoleto e dell’Associazione FARRO di Monteleone di Spoleto, I Quaderni di Ruscio, n. 6, 2009.

Per maggiore informazione:

https://it-it.facebook.com/MajoretteDiStroncone

http://www.carloinnocenzi.it/corpo-bandistico-monteleone-spoleto

http://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-ruscio/ http://www.proruscio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=110&Itemid=44 http://sindacomarisaangelini.blogspot.it/2014/08/ruscio-24-agosto-2014-festa-della.html

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DE BREVITATE VITAE (Sulla brevità della vita) … solo una riflessione

ROMA CIMITERO MONUMENTALE DEL VERANO, ara in ricordo di tutti i defunti.

ROMA CIMITERO MONUMENTALE DEL VERANO 01.11.2014. Fiaccola in ricordo di tutti i defunti posta sull’ossario comunale. foto di Stefano Vannozzi.

Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere. È così: non riceviamo una vita breve, ma breve l’abbiamo resa noi, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come ricchezze grandi e degne di un re, venute in mano di un cattivo padrone, in un momento sono dissipate, mentre invece quelle quanto si voglia modeste, se sono state consegnate ad un buon cusode, crescono con l’impiego: così il nostro spazio di vita, per chi sa ben disporlo, molto si estende.

da Lucio Anneo Seneca – De brevitate vitae 

Una semplice riflessione con tutte le sue derivabili accezióni e prese di posizioni,da portare con noi sempre, non solo in ricorrenza di una data simbolica come quella della Commemorazione cattolica dei defunti ( Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), perché tutti,di qualunque confessione religiosa, chiesa o pensiero filosofico, atei e non, siamo parte di una interazione globale e innumerevoli sono le persone che vivono in noi, nei nostri ricordi. Molti vicendevolmente  hanno avuto (nel passato e nel presente) correlazioni con le nostra vite, contribuendo nel bene, o nel male, a formare e crescere le nostre persone, in uno scambio continuo e reciproco che nessuno può arrestare e che in qualche modo continua anche dopo la soglia di questa vita.

Bibliografia minima sull’argomento:

D’Angelo B., Ricordo del ben morire, dove s’insegna a’ vivere, et ben morire, et il modo d’aiutare à ben morire gl’infermi, et di consolare, e confortare gli condannati à morte,Tomaso Bozzola, Brescia,1574.

Courcelle P., Tradition platonicienne et tradition chrétienne du corps-prison, in «Comptes rendus des stance de l’Académie des Iscriptions et Belles-Lettres»,vol. 109, n. 2, 1965, pp. 341-343.

Courcelle P., La prison de l’âme, in «Connais-toi toi-même. De Socrate à saint Bernard», Studi agostiniani, Parigi 1975.

Markale J., Halloween. Storia e tradizioni, L’Età dell’Acquario, Torino, 2005. ISBN 978-88-7136-219-9.

Bellosi G., Baldini E., Halloween. Nei giorni che i morti ritornano, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 88-06-18496-2 .

Seneca L. A., La tranquillità dell’animo –  La brevità della vita, piccoli saggi, Oscar Mondadori,  Milano, ottobre 1993. ISBN 88-04-37336-9 .

Di Giuseppe R., La teoria della morte nel Fedone platonico, Volume 37, Istituto Italiano per gli Studi Storici, Società editrice Il Mulino, Bologna, 1993. ISBN 9788815037817 .

Fabietti U., Matera V., Memoria  e identità. Simboli e strategie del ricordo, gli Argonauti, Meltemi editore, Roma, maggio 2000. ISBN 88-86479-98-0 .

D’Alpa F.,  Dov’è finita l’anima cristiana. Piccola contro storia di un mito, Edizioni Laiko.it, Catania, 2007. ISBN 8895357035 .

Amoroso G. G., Che cosa è l’uomo? Toccata e fuga sulla condizione umana, Alinea Editrice s.r.l., Firenze, 2007. ISBN 978-88-6055-153-5 .

Dionigi I., L’inconveniente dell’immortalità, in «Bullettino delle scienze mediche», a. CLXXX, fasc. 2,  Ed. Soc. Medica Chirurgica, Bologna, 2008, pp. 39-46.

Traina A., (a cura di), Seneca L. A., La brevità della vita, Classici latini e greci, BUR Rizzoli, Milano, 2010.

Per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Halloween

http://www.laparola.it/laparoladioggi.php

http://www.aforismario.it/aforismi-vita-e-morte.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Commemorazione_dei_defunti http://www.treccani.it/enciclopedia/immortalita_(Dizionario_di_filosofia)/  http://www.mentelocale.it/61633-halloween-festa-demonio-tradizione-celtica/ http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/commentilit/defuntikronstadt.htm http://www.famigliacristiana.it/articolo/se-i-figli-vogliono-festeggiare-halloween.aspx http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/oltre-l-anima/oltre-l-anima-cristiana.html

http://www.tempi.it/cari-cattolici-halloween-l-abbiamo-inventata-noi-non-lasciamocela-scippare-da-streghette-e-satanisti

http://www.foglimariani.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=381:la-morte-e-i-morti-nella-liturgia-cristiana-e-cattolica&catid=39:il-mio-apostolato-laico&Itemid=64

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POSTAS, POSTARUM E …FARE LE POSTE. A proposito (e non solo) della scritta “POSTA” sulla buca d’impostazione di Monteleone di Spoleto

MONTELEONE DI SPOLETO prefilatelica collezione Vannozzi poste posta pontificio

MONTELEONE DI SPOLETO (PG). Prefilatelica della brigata dei Carabinieri Pontifici di Monteleone. Collezione privata di Stefano Vannozzi.

L’ultima manifestazione romana dedicata alla filatelia, la XII Edizione del Salone Internazionale del Francobollo – Romafil 2014, è risultata essermi veramente utile poiché, pur non avendo trovato quanto sperassi per l’accrescimento delle mie collezioni, mi ha tuttavia fornito l’impulso per sincerarmi meglio di una recente diceria sorta intorno all’iscrizione incisa sulla vecchia buca postale sotto la Porta dell’Orologio di Monteleone di Spoleto (PG), che, priva di una qualsiasi base storica, viene additata a molti visitatori.

L’iscrizione in questione, incisa sull’elemento lapideo, recita il seguente testo:

“AL COMMODO PUBLICO / POSTA / GASPARO ROSATI / DA

CALVI LUOGO.(tenen)TE / 1707”.

Nell’esposizione di un volenteroso cicerone, che talvolta ho avuto personalmente modo di ascoltare mentre s’improvvisava guida per il borgo monteleonese, l’iscrizione “POSTA”, estrapolata dal contesto e con un’erronea lettura, è stata sciolta con il significato equivalente di “inamovibile”, “fissa”, “apposta in luogo”, “posta per il comodo pubblico”.

È invece traducibile con un senso più corretto in: “Per la pubblica comodità, il Luogotenente Gaspare Rosati da Calvi (eresse questa buca) nel 1707”. In luogo della fessura è la dicitura “Posta”, termine lì applicato ad indicare essenzialmente l’elemento fisico.

Sotto la lastra è la cassetta con sportellino metallico per la raccolta delle lettere in partenza, la cui spesa o tassa postale di viaggio in periodo prefilatelico (ovvero prima dell’introduzione dei primi francobolli pontifici nel 1852) era a solo carico del destinatario.

MONTELEONE DI SPOLETO Posta buca postale calvi umbria

MONTELEONE DI SPOLETO (PG), Porta dell’orologio. Copia della piastra d’impostazione conservata nel Museo delle Poste e telecomunicazioni di Roma E.U.R. . Foto di Stefano Vannozzi.

La buca odierna è una buona riproduzione dell’originale, fiore all’occhiello del Museo Storico delle Poste e Telegrafi di Roma, dove il prezioso reperto confluì nel 1932 per opera della Direzione Provinciale delle P.T. di Perugia. Nei decenni passati si era persa la memoria di questo reperto che, smurato dalla sua collocazione originaria nel borgo, giaceva ormai danneggiato e quasi dimenticato nel museo romano. La riscoperta dell’importante cimelio storico si deve all’accurata indagine di ricerca del sig. Alberto Vannozzi, il quale, basandosi anche sui ricordi della madre, Annunziata Poli, è riuscito a ricostruire le vicende e i passaggi di questo elemento fino al museo postale. Dopo i preliminari contatti con le autorità locali e le istituzioni pubbliche, e le precise indicazioni fornite dallo studioso, i rappresentanti dell’Associazione ArcheoAmbiente onlus e del Comune di Monteleone di Spoleto hanno ottenuto un incontro chiarificatore con i rappresentanti del Museo, conclusosi con la richiesta di restituzione dell’oggetto, nell’ottica di una giusta valorizzazione e conservazione in loco dei reperti storici e archeologici. La direzione del museo, pur non potendo depauperare il prezioso patrimonio, ha riconosciuto le finalità presentate dalla comunità di Monteleone optando per la realizzazione e donazione di una copia della medesima piastra.

Il 28 aprile 2007, con una grande cerimonia presieduta dal Sindaco, alla presenza di autorità territoriali, locali e dei cittadini, la nuova buca della posta è stata ricollocata nell’antico sito, in sostituzione dell’originale traslata all’inizio degli anni ‘30 del XX secolo. Oggi è una delle maggiori attrazioni turistiche del centro storico.

Questa vuole dunque essere una risposta minimamente ragionata e documentata a quei signori, di qualsiasi età e ceto sociale, che in ogni piccolo o grande paese d’Italia trascurano o affrontano con la non dovuta serietà lo studio necessario per crescere e migliorarsi, dimenticando l’impossibilità di una conoscenza universale e trasmettendo racconti e supposizioni personali sotto forma di verità storica, con l’inevitabile insorgere di errori che vanno a scapito di loro stessi e degli ignari visitatori o concittadini.

POSTA postarum poste impostare

“Una delle prime lettere conosciute, risalenti alla fine del 1385, conservate nell’Archivio di Stato di Reggio Emilia, in cui figura l’indicazione “per postas” o “cavallarios postarum” (dettaglio in basso, insieme a una curiosità: la data in cifre romane minuscole)”. Così è scritto nella didascalia presente nel sito web dell’Accademia di Posta, da cui è tratta l’immagine.

IL TERMINE “POSTA”

La parola odierna nasce da “Le Poste”, termine usato per indicare i luoghi di tappa di viaggio che nascono in area padana intorno alla metà del XV, quando appositi gruppi di cavallari vengono disposti per l’invio delle lettere, plichi o dispacci lungo un preciso percorso di viaggio. Dalla stessa nasce forse l’odierno “fare le poste”, appostarsi. La più antica menzione finora rintracciata sembra essere quella scritta su una lettera di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano (Milano 16.10.1351 – Melegnano 3.09.1402) indirizzata ai Governatori di Reggio Emilia e datata al 23 settembre 1385. All’esterno riporta la scritta “portent(ur) per cavallarios postar(um)”, ovvero portata dai cavallari delle poste. È conservata nell’ Archivio di Stato di Reggio Emilia, ma ne ignoro la effettiva collocazione, che non è indicata in rete e manca completamente nella versione stampata su pannelli ed esposta a Roma E.U.R. per l’evento filatelico, ma potrebbe trattarsi forse del fondo Archivio del Comune, Registri, reg. “1385-1425”. Successivamente sulle sovracoperte di dispacci urgenti compaiono formule simili, in un latino volgarizzato, come “portentur die noctuque per cavallarios nostros postarum” o ancora in una lettera sempre del Visconti del marzo 1390, anch’essa portata “die noctuque per cavallarios postarum”. Già il Sassi agli inizi del Novecento pubblicava la notizia di quelle che erano allora reputate le più antiche attestazioni del termine “posta”, una del 1387 “per cavallarios postarum (…) et notentur hore” e una del 1389 con l’indicazione “portentur velociter dienoctuque”.

Bibliografia minima essenziale:

Sassi A., Cenni di storia postale dal secolo XIV al XVIII, estratto da «Il Francobollo», Milano, 1895, pp.8-9.

Comani F. E., I denari per la dote di Valentina Visconti, in «Archivio Storico Lombardo, Giornale della Società Storica Lombarda», Serie terza, vol. XV, anno XXVIII fasc. 29, 31 marzo 1901.

Clemente F., Gallenga M., Per servizio di Nostro Signore: strade, corrieri e poste dei papi dal Medioevo al 1870, quaderni di storia postale, Istituto di Studi Storici Postali, E. Mucchi Editore, Modena, 1988. p. 25 e sg. ISBN: 8870001326

Sturani E., Camilleri A., Buca delle lettere. Storia e immagini , Archivio Storico di Poste Italiane, Posteitaliane, De Luca Editori d’Arte, Roma, 2004, tav. 6.

Cito Citissime. La nascita dei servizi postali in Europa, in « The Postal Gazette», n.1, ottobre 2006, pp. 16-17.

AA.VV., I Tasso e le Poste d’Europa / The Tasso family and the European Postal services, Atti del 1° Convegno internazionale. Cornello dei Tasso, 1-3 giugno 2012, Comune di Camerata Cornello – Museo dei Tasso e della Storia Postale, Corponove Editrice, Bergamo, settembre 2012.

Arriva la posta, e pare che voli. Un primato tutto italiano, come il termine posta, mostra espositiva a cura dell’Associazione Filatelisti Italiani Professionisti, Palazzo dei Congressi, Roma 24-26.10.2014.

Monteleone, annullo postale con le scuole per la piastra d’impostazione, in «Il giornale dell’Umbria», 26 aprile 2007.

A Monteleone la copia dell’antica buca postale, in «Il giornale dell’Umbria», 29 aprile 2007.

Con grande onore ricevo:

January 22nd 2015 at 15:29

Davvero una sorpresa piacevole il suo articolo breve sulla buca di Monteleone. Ce ne sono altre in giro per il centro Italia, ancora al posto o meno, e la loro valorizzazione, e riscoperta, costituiscono azioni meritorie in quanto permettono a una comunità locale il recupero in chiave anche turistica di valori di postalità cancellati dal passare del tempo. Complimenti anche per la forma dello scritto.
Un cordiale saluto

http://www.webalice.it/silvio.sorcini/LA_STORIA_POSTALE_DI_SPOLETO.html

ATTI DEL I CONVEGNO INTERNAZIONALE – I Tasso e le poste d’europa

Per saperne di più sulla “POSTA”:

http://www.thepostalgazette.com/issues/4/Cito.pdf

http://www.accademiadiposta.it/it/posta-e-francobollo-una-storia-da-collezione/parte-prima-l-evoluzione-della-posta.html

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CASTELPAGANO (BN) UN PICCOLO CENTRO DEL SANNIO. Novità, scoperte e studi in corso.

CASTELPAGANO Benevento convegno storia GAL alto Tammaro

“ALLA RISCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI: STORIA, SOCIETÀ E RELIGIOSITÀ POPOLARE”

20 settembre alle ore 10:30 – Centro di Aggregazione sociale di Castelpagano (BN)

La manifestazione tenuta in occasione della 18ª edizione della “Sagra del fungo porcino” di Castelpagano (BN) è stata promossa dal GAL “Alto Tammaro: Terra dei Tratturi”, che nell’ambito dello PSL ha in programma la continua valorizzazione e la promozione delle risorse territoriali attraverso la realizzazione di conferenze culturali, mostre tematiche e fiere, con un particolare riguardo alla rilevazione delle emergenze territoriali produttive e paesaggistico-ambientali. Nel pubblico in sala, fra le personalità sono intervenuti alcuni studiosi molisani e beneventani, fra i quali Michele Carroccia di Ferrazzano, la scrittrice Marisa Miele di Circello e, in quanto originario del piccolo centro, Rosario De Matteis, Presidente della Provincia di Campobasso.

Al termine del convegno si è tenuto un interessante dibattito con diverse e acute domande da parte del pubblico. Uno dei presenti ha tenuto a precisare di avere in suo possesso una “importante carta del Ducato di Troia” rendendosi disponibile a farla visionare agli studiosi. Peccato che la detta pianta si è poi appurato essere una banalissima copia (precisamente una vecchia e ingiallita fotocopia) della nota carta della Terra di Capitanata di Giovan Battista Pacicchelli (Roma, 1634 – Roma, 1695).

A breve termine è previsto che le relazioni presentate nell’incontro siano postate online sul sito del Gruppo di Azione Locale, cui farà poi seguito la pubblicazione integrale a stampa degli atti di studio dei relatori.

Il convegno si è articolato nel seguente modo:

SALUTI:

Ing. Michelino Zeoli: Sindaco di Castelpagano

Dott. Giuseppe Bozzuto: Assessore alla cultura del Comune di Castelpagano

Ing. Narciso Pasquale  – Presidente del G.A.L.

Avv. Massimo Di Tocco – coordinatore del G.A.L.

INTERVENTI:

Prof. Luigi CIELO – Le origini di Castelpagano

Prof. Giuseppe SANTONI – Pregi e limiti delle precedenti ricerche storiche su Castelpagano

Sig. Stefano VANNOZZI – Castelpagano nella storia e negli archivi

Prof.ssa Maria Libera BOZZUTO – Aspetti locali di religiosità popolare

MODERA:

Ing. Del Grosso Giuseppe – responsabile tecnico del Gal

Al termine del convegno sarà offerto un agri-break ai partecipanti.

CASTELPAGANO sannio Pacicchelli capitanata 1703

Ristampa anastatica della pianta della Terra di Capitanata dedicata a D. Giovanni D’Avola (D’Avalos) Principe di Troia  tratta da Pacicchelli G. B., Il Regno di Napoli in prospettiva, III, Muzio e Parrino, Napoli, 1703.  Fra le località di confine compare C. Pagano, lo Colle, La Riccia (questa ultima in Contado di Molise).

Il GAL “Alto Tammaro: Terre dei Tratturi” ha partecipato alla manifestazione con uno stand espositivo. L’attenzione è stata incentrata sui quattro progetti finanziati dello stesso Gal nell’ambito della misura 124 del PSR Campania. I progetti ammessi a finanziamento, con soggetto capofila l’Università degli Studi del Sannio, riguardano le filiere agroalimentari dell’olio, del miele, dei cereali-pasta e della carne suina, prodotti che, unitamente ad altre filiere di pregio, caratterizzano il sistema agroalimentare locale. Questi progetti rientrano in un ampio processo di promozione e valorizzazione territoriale avviato dal GAL Alto Tammaro. 

GRUPPO DI AZIONE LOCALE

ALTO TAMMARO : TERRE DEI TRATTURI s.c.a.r.l.

Sede operativa: Largo Municipio – 82020 Santa Croce del Sannio (BN)

Telefono: 0824950394

Fax: 0824950900

e – mail: info@galtammaro.it

Pec: galtammaro@pec.it

Per saperne di più:

http://www.galtammaro.it/

http://www.comune.castelpagano.bn.gov.it/ http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=73271

http://www.ntr24.tv/it/news/Tammaro/storia-e-tradizione-al-servizio-dello-sviluppo-a-castelpagano-va-in-scena-il-convegno-%E2%80%9Calla-scoperta-delle-nostre-radici%E2%80%9D.html

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