RITORNO AD ARNARA …

Il piccolo paese di Arnara (FR) sorge su una collina appartenente alla catena degli Ernici, a circa 265 m. s.l.m., da cui domina un territorio di circa 1233 ettari. Il Borgo antico è costruito su di un colle tufaceo, ricca di piccole cave a cielo aperto, ed ambienti ipogei. Secondo alcuni l’etimologia del toponimo Arnara risale al sostantivo harena, da cui poi il termine  arenaria – aranaria – arnaria con cui si identificava la sabbia, ma con maggiore probabilità il termine le derivava dalle cave di tufo su cui sorse il primitivo agglomerato di case. Secondo alcuni studi il nome deriverebbe dal longobardo Arnhari, latinizzato in Arnarius, da cui Arnara, appellativo geografico laziale che indica genericamente un luogo chiuso (anche artificialmente) come sono per l’appunto le grotte ed alcuni ripari per gli animali.

Per una storia di Arnara

È difficile datare la nascita del primo nucleo del paese, certamente altomedioevale. Secondo alcuni studiosi, sulla base di quanto affermava Svetonio, sembra che l’origine dell’abitato debba essere fatto risalire alla tarda età repubblicana, quando Cesare distribuì le terre dell’attuale Arnara, tra il suoi 2000۠0 veterani. Ad ogni modo il territorio arnarese è stato da sempre interessato dalla presenza umana ; ne sono a testimonianza i diversi ritrovamenti archeologici di epoca romana capillarmente distribuiti nelle campagne ed attribuiti a piccole comunità (o pagi) interessati dai rapporti di passaggio con la viabilità antica della zona per la vicinanza del tracciato della vecchia via per Capua (Casilinum), l’antica via Latina (ripresa nel medioevo dall’odierna Casilina).  Nella contrada Colle Romano sembra, infatti, da dover identificare una stazione di posta per il cambio dei cavalli. All’interno del borgo antico, si segnala invece, murata sopra l’architrave con l’iscrizioni E. TAMBURINIS. A. D. 1687 , una testina muliebre frammentaria in terracotta di epoca romana (probabilmente un ex voto) proveniente da qualche area sacra presente nel territorio circostante.

ARNARA (FR), Porta Nuova, testa in terracotta ex voto di epoca romana murato sopra un caseggiato rimaneggiato nel 1687. Foto di Stefano Vannozzi.

Il vero e proprio nucleo urbano risale all’epoca Longobarda, verso la metà dell’ VIII secolo, anche se, alcuni, retrodatano la presenza di un insediamento nella zona all’anno 536, mettendolo in diretto collegamento con lo sfruttamento delle cave di tufo per la costruzione delle mura della vicina Ceccano per opera di Papa Silverio (Ceccano, 480 c.a. – Palmarola, 2 dicembre 537). È probabile che la prima fortificazione dell’insediamento debba invece essere attribuita al 755 con la costruzione della prima Torre. Questa supposizione si basa sul trattato di pace steso quell’anno tra Pipino il Breve e il re dei Longobardi, Astolfo, in cui Ceccano risulta essere tra i luoghi che quest’ultimo deve riconsegnare al Papa. Nel documento non si fa alcuna menzione dell’Arnara o della sua esistenza, ma alcuni ritengono che fosse comunque compresa nella trattativa. E’ indubbio che solo con una serie di campagne archeologiche e ricerche metodologiche più appropriate si potrà in futuro dissipare ogni dubbio sulla fondazione del primitivo castrum.

Difatti, ancora oggi è difficoltoso indicare con esattezza l’epoca di costruzione dell’antica torre longobarda, nucleo base dell’odierno castello, di cui oggi non rimane alcuna traccia se non quella del cosiddetto muro longobardo che si differenzia notevolmente dal resto della successiva fortificazione. L’edificio attuale infatti, è il risultato dei diversi restauri e rinnovamenti intercorsi fino al XII secolo. La struttura castellana che vediamo è quella costruita dai Conti di Ceccano tra la fine dell’XI secolo e gli inizi del successivo, ma sia l’andamento quasi tondeggiante che la forma trapezia della torre longobarda, fanno giustamente pensare ad una origine ben più antica. Il primo documento che menziona espressamente il toponimo Arnara è conservato presso l’Archivio Capitolare di Veroli, è datato 20 gennaio 1097 e riguarda una vendita: “Id est omnia et in omnibus quantumcumque emit et fuit de Albertus Bocca Lepore filius de Saraceno quod abuit in castello della Arnara”;* ciò dimostra, quindi, che in questo periodo esistono già il centro abitato e il castello e conferma inoltre l’ipotesi dell’appartenenza del castrum al territorio di Veroli prima del completo assoggettamento alla Signoria ceccanese avvenuto non prima della seconda metà del XII secolo. A riprova è un’ulteriore documento datato al 1106, che ricorda un “…Benedictus nobili vir, filius de Barone seum Lea nomine et havitator in castro qui nominatur Arnara commanente de civitate verulane…” Sempre nel medesimo archivio sono inoltre conservati una serie di documenti risalenti al secolo XIII, (soprattutto bolle papali confirmatorie dei beni posseduti dal Vescovo di Veroli), che menzionano l’ Arnara nelle sue varianti toponomastiche (Larnaria, Arnarea, Harenaria).

Nella Cronaca di Fossanova (Chronicon Fossae novae), vera e propria raccolta cronologica  di notizie e fatti accaduti troviamo notizia per l’anno 1121 riguardante l’assedio del castello di Arnara da parte delle truppe di Papa Callisto II. In quell’anno troviamo scritto che “Calistus Papa cum Romanis, et cum maxima gente venit super Arenariam”. Il pontefice, difatti, cercava di ricongiungersi ai Normanni, suoi alleati, per sconfiggere l’imperatore Enrico V e l’antipapa Gregorio VII ma, dopo aver attaccato Arnara, possedimento dei filo imperiali Conti di Ceccano, non riesce a prenderla.

Nel 1125 un terremoto devasta il Ducato di Benevento con le zone limitrofe, e certamente lesiona la torre.
Nel 1143 la Cronaca di Fossa Nova riporta la caduta della “turrus arenaria” (il mastio del castello) probabilmente a causa di un evento naturale ed è sempre la stessa cronaca, che, nel 1165, ci attesta di un’altra disgrazia occorsa all’abitato con l’incendio dell’intero paese (“Hoc anno Arenaria incensa est”) probabilmente sempre ad opera dei Normanni, che, alleatisi nuovamente con il Papa, avevano invaso Ceccano. La resistenza di Arnara importante caposaldo a controllo della vicina via Casilina costrinse comunque gli alleati del Papa a ritirarsi e, l’anno seguente, fornì ai ceccanesi l’occasione di contrattaccare.

Arnara ricompare in alcuni documenti del primo ventennio del Duecento, conservati nell’archivio Colonna: nel testamento del Conte Giovanni, datato al 5 aprile del 1224, il villaggio risulta essere tra i lasciti fatti al primogenito Landolfo, assieme ad altri feudi, tra cui Ceccano, Patrica, Santo Stefano e Pisterzo. Dalle carte conservate negli archivi Vaticani risulta che Landolfo si sposò con una certa Maccalona da cui ebbe dei figli. Nel testamento del 18 agosto 1264 (Archivio Sforza – Cesarini) egli dispose che la consorte disponesse a suo piacimento dei beni che le lasciava, trasmettendoli a quello dei figli che meglio le piacerà (secundum quod ipsa voluerit). Morendo, Maccalona lasciò alcuni beni, tra cui Arnara, ad uno dei suoi figli Annibaldo, capostipite di quel ramo dei conti di Ceccano che assunse in seguito il nome di Annibaleschi.

In realtà, secondo Gregorovius, le proprietà di Landolfo furono lasciate ai figli Giovanni, fino al 1286, e poi ad Annibaldo fino al 1291. Il figlio di quest’ultimo, Giovanni, congiurò contro papa Bonifacio VIII con l’appoggio dei Colonna. Dopo il 1308 un terzo di Arnara passa a Goffredo di Ceccano insieme ad altri feudi e da lui al figlio Tommasello (prima del 1328); quest’ultimo si impegna a cedere i frutti del possedimento di S. Stefano per liberare la propria metà di Arnara che darà in garanzia della dote conferita a sua figlia Maria. Nelle lista dei pagamenti delle decime alla chiesa romana per gli anni 1328-1329, 1331-1333 e 1333-1335 compare anche Arnara con le sue due chiese, appartenenti alla diocesi di Veroli (sono rispettivamente usati i nomi di De Arenaria, Castrum Arenarie, Castrum Aranarie, Aranaria). In questo periodo alcuni beni dell’Arnara sono divisi in più parti fra i De Ceccano ed i Colonna. Nel XIV la famiglia colonnese vi possiede dei beni e difatti già nel testamento del 22 dicembre 1344 di Pietro Colonna, figlio di Agapito, compaiono alcune proprietà ad Arnara; molto probabilmente i discendenti di Landolfo di Ceccano dilapidano talmente tanto il loro patrimonio nelle continue guerre contro i pontefici, che una buona parte dei loro beni, tra cui anche Arnara, viene a poco a poco alienata.

Nel 1379 l’antipapa Clemente VII la conferma a Giovanni di Ceccano e ai suoi eredi.  Essa compare di nuovo in un testamento, e precisamente in quello di Margherita di Ceccano, rogato nel 1384, che lascia al figlio Raimondo Capanna, o de Cabanis, alcuni feudi, tra cui un quarto di Arnara. A quest’ultimo vengono confiscati i beni dal pontefice Bonifacio IX alla fine del’ 300 per aver aderito, insieme con la madre, allo scisma e all’antipapa Clemente VII.

Giovanni Antonio di Ceccano, di cui non si conosce quasi nulla, è l’ultimo rappresentante della famiglia dei Conti (o De Ceccano) nonché l’ultimo proprietario del castello arnarese; difatti nel 1432 egli viene infeudato da Eugenio IV (1431-1437) di Arnara e di S. Stefano e, l’anno successivo, compra dallo stesso pontefice la quarte parte del primo feudo, dal momento che ne possiede già le altre parti rimanenti, come si legge nella bolla. Nel 1435 Giovanni Antonio necessita di una nuova investitura per il feudo di Torrice, confinante con Arnara, a causa del fatto che egli ha perso la documentazione “nella ruina del castello di Arnara” che molto probabilmente è la sua residenza abituale.

Dai documenti noti il castello dopo una breve parentesi con la famiglia Caetani nel 1462 passa in integro tra le numerose proprietà della famiglia Colonna, alla quale apparterà fino agli albori del XX secolo. E’ in quest’anno la donazione di questo feudo fatta da parte di Sveva Caetani, moglie di Lorenzo Colonna, a Vittoria figlia del Prefetto di Roma, Antonio Colonna e proprio nel testamento di quest’ultimo, del 26 marzo1470, ritroviamo Arnara tra i feudi che vengono concessi al figlio naturale Girolamo. Questi effettua le ultime sostanziali modifiche difensive e strutturali della fortificazione e, da questo momento in poi, il castello rimane sempre alla famiglia Colonna – tant’è che oggi è conosciuto come castello Colonna – di cui segue le sorti, ad eccezione di brevi periodi, durante i quali questo feudo viene tolto ai suoi proprietari per essere dato agli alleati del papa. Con la bolla del 1 settembre 1500, il pontefice Alessandro VI approva la donazione fatta da sua figlia Lucrezia Borgia a Roderico e Giovanni, figli di quest’ultima, di terre e beni confiscati ai nemici, ed in particolare concede “Arrenariam Roderico pro se, suisque haeredibus, et successoribus.” L’anno successivo il Papa espugna molti luoghi appartenenti ai Colonna e con la bolla del 20/08/li scomunica, privandoli dei loro beni. Con la successiva bolla del 17 settembre, egli divide le terre e i castelli confiscati tra i suoi figli e nipoti.

ARNARA (FR), Via Marconi, tracce di scritte murali del secondo dopoguerra. Foto di Stefano Vannozzi.

Nel 1503, alla morte di Alessandro VI i Colonna recuperano i loro beni e rioccupano il castello di Arnara. Nel 1541, invece, la fortezza arnarese viene confiscata, questa volta da papa Paolo III, al suo proprietario Ascanio Colonna il quale è dichiarato ribelle ma, nel 1549, ritorna di nuovo alla famiglia di appartenenza. Arnara è ancora una volta tolta ai legittimi proprietari – in questo momento a Marco Antonio – nel 1556 dal pontefice Paolo IV e data ai Carafa, suoi alleati, come si legge da una bolla del 24 maggio dello stesso anno.

ARNARA (FR), Chiesa di San Sebastiano, statua lignea del santo titolare. Foto di Stefano Vannozzi.

Nel 1562 Pio IV la restituisce nuovamente alla famiglia Colonna e rimane loro fino alla fine del secolo scorso quando il castello viene alienato insieme ad altri beni. Dal 1643 in poi Arnara è una fra quattordici comunità che fanno parte della giurisdizione del principato Colonna. Di questo periodo è una bella immagine del paese  raffigurato insieme ad altri feudi e patrimoni colonnesi nel loggiato del Castello Colonna di Genazzano (RM). Nel 1702, l’Arnara ora baronia del Contestabile Colonna viene visitata da Mons. Ricci.

Dopo il motuproprio del 6 luglio 1816 di Pio VII, con il quale si opera la riorganizzazione dello Stato pontificio, il paese entra a far parte della delegazione di Frosinone, Governo distrettuale di Frosinone, compresa nelle provincie riunite di Campagna e Marittima.

Successivamente, come si può vedere dal riparto territoriale annesso al motuproprio del 21 dicembre 1827 di papa Leone XII, compare  come comunità podestarile, soggetta al Governo di Ceccano, distretto e delegazione di Frosinone. Con l’unificazione e la creazione del Regno d’Italia, Arnara viene annessa al nuovo Stato e segue le sorti di quei Comuni, facenti parte della vecchia provincia pontificia di Campagna e Marittima, riuniti nella nuova provincia di Roma.

ARNARA (FR), Panorama di Frosinone visto da via Piagge. Foto di Stefano Vannozzi.

Anche il  paese fù investito da episodi  di brigantaggio attestati dalla comparsa nel 1868 di alcuni personaggi armati presso alcune case rurali. Come in molte altre Comunità il pascolo ed territorio coltivato ed arborato era regolato da apposite leggi di servitù ed usi civici. Ancora nel 1893 troviamo infatti  che esiste il solo diritto di pascolo a favore della popolazione pei fondi macchiosi appartenenti al pricipe Colonna, pei prati seminativi che in essi si trovano nelle epoche nelle quali nei boschi la raccolta, sono soggetti alla servitù del pascolo a favore dei possidenti di bestiame, e del principe Colonna che vi pascolano il bestiame forestiero.

Nel 1927, infine, dalla aggregazione di aree territoriali di Roma e Caserta (la vecchia Terra di Lavoro,già quest’ultima, appartenente all’ex Regno delle Due Sicilie)viene creata la nuova provincia di Frosinone in cui Arnara entra a far parte e a cui tutt’oggi appartiene.Durante la seconda guerra mondiale il paese fu investito e danneggiato da un un’incursione aerea americana ancora oggi percepibile nel vuoto esistente nel tessuto urbano prospiciente la chiesa madre di S.Nicola. Nel bombardamento del 22 gennaio 1944 persero la vita i seguenti civili   :

  • CAVESI                    TOMMASO
  • DE FILIPPIS             MARIO
  • FIORI                        AMBROGIA
  • FIORI                        GIUSEPPE
  • GIORGI                    TELESFERO
  • GIULIANI                DOMENICO
  • GIULIANI                NICOLINA
  • INGALLINA            SALVATORE
  • MANCINI                 MARIA G.
  • RINALDI                  ROSA
  • ROMA                      CARMELO
  • SALVATORI            ROBERTO
  • SALVATORI            UMBERTO
  • SANTORO               MARIO
  • TARQUINI               ELISA
  • TATANGELI            LIBERATORE
  • TROCHEI                 AGOSTINO

Riguardo alla storia d’Italia più recente e al periodo di transizione dalla Monarchia alla Repubblica anche all’Arnara si conservavano fino a non anni fà diverse scritte murali (Frettolosamente tracciate a pennnello con vernice rossa o bianca) inneggianti a questo o a quel partito. Qualcuna si scorge ancora in Via Marconi, mentre recente (Marzo 2012) è la scomparsa di quella posta su un caseggiato di Via Borgo Cave e presente in una cartolina in bianco e nero della metà degli anni ’50 del secolo appena trascorso. Il testo di chiara propaganda monarchica era il seguente: “PER RICOSTRUIRE / UN’ITALIA VINTA / LO SAPETE COSA CI / VUOLE? LA MONARCHIA”. E’ un peccato che certe scritte che sono ormai parte integrante della storia sociale e civile di un paese vadano frequentemente perdute a seguito di moderne  ristrutturazioni, che nulla tolgono alla possibilità di una tutela e conservazione.

ARNARA (FR), Via Piagge, una delle torri circolari dell’antica cinta muraria. Foto di Stefano Vannozzi.

Dati essenziali:

Abitanti: 2395 residenti nell’ultimo censimento del 31 dicembre 2010

Patrono: San Sebastiano (festa il 20 gennaio)

Frazioni: Campo d’Amelia, Colle Castagno, Colle Cellorco, Colle Ciardi, Colle Mola, Colle Orso, Costa Cannucce, Costa Grande, Le Sterpare (Sterparo), Risari, San Clemente, Santa Maria, Siali, Starnelle.

Per saperne di più :

http://it.wikipedia.org/wiki/Arnara

http://www.comune.arnara.fr.it/ http://www.maas.ccr.it/progettorinasco/inventarionline/html/frosinone/Arnara.html

http://www.diocesifrosinone.com/luoghi/parrocchie/arnara.html http://www.cadutipolizia.it/fonti/1943-1981/1944ingallina.htm http://www.laciociaria.it/comuni/arnara.htm

http://www.controluce.it/giornale-rubriche/giornale/rubrica-storia/item/10605-il-castello-colonna-di-arnara.html

http://www.prolococeccano.it/

http://www.ceccanoonline.it/it/storia/genealogia-da-ceccano.html

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