POSTAS, POSTARUM E …FARE LE POSTE. A proposito (e non solo) della scritta “POSTA” sulla buca d’impostazione di Monteleone di Spoleto

MONTELEONE DI SPOLETO prefilatelica collezione Vannozzi poste posta pontificio

MONTELEONE DI SPOLETO (PG). Prefilatelica della brigata dei Carabinieri Pontifici di Monteleone. Collezione privata di Stefano Vannozzi.

L’ultima manifestazione romana dedicata alla filatelia, la XII Edizione del Salone Internazionale del Francobollo – Romafil 2014, è risultata essermi veramente utile poiché, pur non avendo trovato quanto sperassi per l’accrescimento delle mie collezioni, mi ha tuttavia fornito l’impulso per sincerarmi meglio di una recente diceria sorta intorno all’iscrizione incisa sulla vecchia buca postale sotto la Porta dell’Orologio di Monteleone di Spoleto (PG), che, priva di una qualsiasi base storica, viene additata a molti visitatori.

L’iscrizione in questione, incisa sull’elemento lapideo, recita il seguente testo:

“AL COMMODO PUBLICO / POSTA / GASPARO ROSATI / DA

CALVI LUOGO.(tenen)TE / 1707”.

Nell’esposizione di un volenteroso cicerone, che talvolta ho avuto personalmente modo di ascoltare mentre s’improvvisava guida per il borgo monteleonese, l’iscrizione “POSTA”, estrapolata dal contesto e con un’erronea lettura, è stata sciolta con il significato equivalente di “inamovibile”, “fissa”, “apposta in luogo”, “posta per il comodo pubblico”.

È invece traducibile con un senso più corretto in: “Per la pubblica comodità, il Luogotenente Gaspare Rosati da Calvi (eresse questa buca) nel 1707”. In luogo della fessura è la dicitura “Posta”, termine lì applicato ad indicare essenzialmente l’elemento fisico.

Sotto la lastra è la cassetta con sportellino metallico per la raccolta delle lettere in partenza, la cui spesa o tassa postale di viaggio in periodo prefilatelico (ovvero prima dell’introduzione dei primi francobolli pontifici nel 1852) era a solo carico del destinatario.

MONTELEONE DI SPOLETO Posta buca postale calvi umbria

MONTELEONE DI SPOLETO (PG), Porta dell’orologio. Copia della piastra d’impostazione conservata nel Museo delle Poste e telecomunicazioni di Roma E.U.R. . Foto di Stefano Vannozzi.

La buca odierna è una buona riproduzione dell’originale, fiore all’occhiello del Museo Storico delle Poste e Telegrafi di Roma, dove il prezioso reperto confluì nel 1932 per opera della Direzione Provinciale delle P.T. di Perugia. Nei decenni passati si era persa la memoria di questo reperto che, smurato dalla sua collocazione originaria nel borgo, giaceva ormai danneggiato e quasi dimenticato nel museo romano. La riscoperta dell’importante cimelio storico si deve all’accurata indagine di ricerca del sig. Alberto Vannozzi, il quale, basandosi anche sui ricordi della madre, Annunziata Poli, è riuscito a ricostruire le vicende e i passaggi di questo elemento fino al museo postale. Dopo i preliminari contatti con le autorità locali e le istituzioni pubbliche, e le precise indicazioni fornite dallo studioso, i rappresentanti dell’Associazione ArcheoAmbiente onlus e del Comune di Monteleone di Spoleto hanno ottenuto un incontro chiarificatore con i rappresentanti del Museo, conclusosi con la richiesta di restituzione dell’oggetto, nell’ottica di una giusta valorizzazione e conservazione in loco dei reperti storici e archeologici. La direzione del museo, pur non potendo depauperare il prezioso patrimonio, ha riconosciuto le finalità presentate dalla comunità di Monteleone optando per la realizzazione e donazione di una copia della medesima piastra.

Il 28 aprile 2007, con una grande cerimonia presieduta dal Sindaco, alla presenza di autorità territoriali, locali e dei cittadini, la nuova buca della posta è stata ricollocata nell’antico sito, in sostituzione dell’originale traslata all’inizio degli anni ‘30 del XX secolo. Oggi è una delle maggiori attrazioni turistiche del centro storico.

Questa vuole dunque essere una risposta minimamente ragionata e documentata a quei signori, di qualsiasi età e ceto sociale, che in ogni piccolo o grande paese d’Italia trascurano o affrontano con la non dovuta serietà lo studio necessario per crescere e migliorarsi, dimenticando l’impossibilità di una conoscenza universale e trasmettendo racconti e supposizioni personali sotto forma di verità storica, con l’inevitabile insorgere di errori che vanno a scapito di loro stessi e degli ignari visitatori o concittadini.

POSTA postarum poste impostare

“Una delle prime lettere conosciute, risalenti alla fine del 1385, conservate nell’Archivio di Stato di Reggio Emilia, in cui figura l’indicazione “per postas” o “cavallarios postarum” (dettaglio in basso, insieme a una curiosità: la data in cifre romane minuscole)”. Così è scritto nella didascalia presente nel sito web dell’Accademia di Posta, da cui è tratta l’immagine.

IL TERMINE “POSTA”

La parola odierna nasce da “Le Poste”, termine usato per indicare i luoghi di tappa di viaggio che nascono in area padana intorno alla metà del XV, quando appositi gruppi di cavallari vengono disposti per l’invio delle lettere, plichi o dispacci lungo un preciso percorso di viaggio. Dalla stessa nasce forse l’odierno “fare le poste”, appostarsi. La più antica menzione finora rintracciata sembra essere quella scritta su una lettera di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano (Milano 16.10.1351 – Melegnano 3.09.1402) indirizzata ai Governatori di Reggio Emilia e datata al 23 settembre 1385. All’esterno riporta la scritta “portent(ur) per cavallarios postar(um)”, ovvero portata dai cavallari delle poste. È conservata nell’ Archivio di Stato di Reggio Emilia, ma ne ignoro la effettiva collocazione, che non è indicata in rete e manca completamente nella versione stampata su pannelli ed esposta a Roma E.U.R. per l’evento filatelico, ma potrebbe trattarsi forse del fondo Archivio del Comune, Registri, reg. “1385-1425”. Successivamente sulle sovracoperte di dispacci urgenti compaiono formule simili, in un latino volgarizzato, come “portentur die noctuque per cavallarios nostros postarum” o ancora in una lettera sempre del Visconti del marzo 1390, anch’essa portata “die noctuque per cavallarios postarum”. Già il Sassi agli inizi del Novecento pubblicava la notizia di quelle che erano allora reputate le più antiche attestazioni del termine “posta”, una del 1387 “per cavallarios postarum (…) et notentur hore” e una del 1389 con l’indicazione “portentur velociter dienoctuque”.

Bibliografia minima essenziale:

Sassi A., Cenni di storia postale dal secolo XIV al XVIII, estratto da «Il Francobollo», Milano, 1895, pp.8-9.

Comani F. E., I denari per la dote di Valentina Visconti, in «Archivio Storico Lombardo, Giornale della Società Storica Lombarda», Serie terza, vol. XV, anno XXVIII fasc. 29, 31 marzo 1901.

Clemente F., Gallenga M., Per servizio di Nostro Signore: strade, corrieri e poste dei papi dal Medioevo al 1870, quaderni di storia postale, Istituto di Studi Storici Postali, E. Mucchi Editore, Modena, 1988. p. 25 e sg. ISBN: 8870001326

Sturani E., Camilleri A., Buca delle lettere. Storia e immagini , Archivio Storico di Poste Italiane, Posteitaliane, De Luca Editori d’Arte, Roma, 2004, tav. 6.

Cito Citissime. La nascita dei servizi postali in Europa, in « The Postal Gazette», n.1, ottobre 2006, pp. 16-17.

AA.VV., I Tasso e le Poste d’Europa / The Tasso family and the European Postal services, Atti del 1° Convegno internazionale. Cornello dei Tasso, 1-3 giugno 2012, Comune di Camerata Cornello – Museo dei Tasso e della Storia Postale, Corponove Editrice, Bergamo, settembre 2012.

Arriva la posta, e pare che voli. Un primato tutto italiano, come il termine posta, mostra espositiva a cura dell’Associazione Filatelisti Italiani Professionisti, Palazzo dei Congressi, Roma 24-26.10.2014.

Monteleone, annullo postale con le scuole per la piastra d’impostazione, in «Il giornale dell’Umbria», 26 aprile 2007.

A Monteleone la copia dell’antica buca postale, in «Il giornale dell’Umbria», 29 aprile 2007.

Con grande onore ricevo:

January 22nd 2015 at 15:29

Davvero una sorpresa piacevole il suo articolo breve sulla buca di Monteleone. Ce ne sono altre in giro per il centro Italia, ancora al posto o meno, e la loro valorizzazione, e riscoperta, costituiscono azioni meritorie in quanto permettono a una comunità locale il recupero in chiave anche turistica di valori di postalità cancellati dal passare del tempo. Complimenti anche per la forma dello scritto.
Un cordiale saluto

http://www.webalice.it/silvio.sorcini/LA_STORIA_POSTALE_DI_SPOLETO.html

ATTI DEL I CONVEGNO INTERNAZIONALE – I Tasso e le poste d’europa

Per saperne di più sulla “POSTA”:

http://www.thepostalgazette.com/issues/4/Cito.pdf

http://www.accademiadiposta.it/it/posta-e-francobollo-una-storia-da-collezione/parte-prima-l-evoluzione-della-posta.html

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