GILDONE (CB) Un esempio di mancata tutela su una memoria storica collettiva

GILDONE (CB) la torre civica dell'orologio

GILDONE (CB) l’antica torre civica dell’orologio (secc. XVI-XIX) recentemente ristrutturata. Sopra la porta di accesso all’immobile pubblico è dal 1936 la storica targa delle sanzioni.  Foto di Stefano Vannozzi, settembre 2014.

Gildone è un incantevole centro del Sannio con una storia ancora tutta da scrivere e un’architettura tradizionale in buona parte non ancora trasformata da manomissioni e pretesi “restauri”, che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli enti statali preposti alla tutela del patrimonio storico, architettonico e artistico e un’approfondita campagna d’indagini per l’università del Molise.

Sono di recente tornato con piacere a Gildone per documentare il ricco ma fatiscente patrimonio edilizio, il cuore vero e cadente del paese. Sono tuttavia rimasto sbigottito alla vista dell’antica torre civica (XVII-XIX secolo), interessata da una recentissima ristrutturazione post sisma 2002 che non solo le ha conferito una nuova colorazione gialla di forte impatto visivo, ma che ha soprattutto alterato, forse irrimediabilmente, una storica lapide da me segnalata già nel 2002. Reputo infatti uno scempio l’atto ignorante di chi, non conoscendo le proprie radici, ha permesso o comunque concesso di far ricoprire l’oramai storica targa “delle inique sanzioni” (un pezzo di storia d’Italia e di Gildone degli anni Trenta del secolo scorso) con delle mattonelle smaltate raffiguranti l’odierno stemma comunale.

GILDONE Soprintendenza tutela beni culturali  lapide sanzioni Molise maggio 2008

GILDONE (CB), Torre civica o dell’Orologio. La Targa delle sanzioni con iscrizione volutamente abrasa per “damnatio memoriae” dopo la caduta del regime fascista. Foto di Stefano Vannozzi, maggio 2008.

GILDONE (CB),

GILDONE (CB),, Torre civica o dell’Orologio. La Targa delle sanzioni come si presenta oggi dopo la recente ristrutturazione edile. Foto di Stefano Vannozzi, settembre 2014.

Il poco o mancante interesse per questa memoria locale era del resto già ravvisabile quando, nei decenni passati, nella ricostruzione e sopraelevazione di un precedente fabbricato affiancato all’antica torre dell’orologio, nessuno esitò a permettere la realizzazione di un balcone che danneggiò parte della lapide marmorea per fare spazio alla struttura sporgente. Nei recenti lavori, effettuati su un immobile pubblico con fondi statali, nessuna delle parti interessate nell’intervento ha reputato di segnalare e chiedere procedimenti del caso alla soprintendenza preposta. Se poi così invece fosse, visto il risultato, sarebbe ancor più grave…

Forse il problema vero è l’assenza in Italia di un funzionante sistema di figure istituzionali e di singoli privati che abbiano a cuore e siano veramente in grado di trasmettere l’amore, la cultura e la conoscenza della propria terra, il valore del paesaggio e del territorio, che non è assolutamente il nostro, ma ci è solo temporaneamente affidato nel passaggio ai posteri. Nell’ignoranza sarà poi normale che si possano commettere danni al nostro patrimonio culturale convinti di aver fatto bene, se non addirittura benissimo! Evidentemente non siamo poi dei buoni amministratori se questi sono i risultati…

SANT'ANGELO IN GROTTE frazione di S. MARIA DEL MOLISE (CB).

SANT’ANGELO IN GROTTE frazione di S. MARIA DEL MOLISE (IS). La Lapide delle sanzioni collocata in Via Roma sullafacciata del vecchio municipio, danneggiata all’epoca della caduta del regime, ma con buona parte del testo ancora leggibile. Foto di Stefano Vannozzi.

La targa iscritta gildonese è composta da una lastra incorniciata su mensole, in marmo bianco di Carrara della misura di 160 cm x 80, per lungo tempo ignorata e annerita dal tempo. L’iscrizione testimoniava l’applicazione parziale di sanzioni economiche, poste all’Italia dalla Società delle Nazioni nel 1935 in occasione dell’invasione dell’Etiopia (la nostra c.d. guerra d’Africa). Il testo unico per tutti gli esemplari recita:

“18 – NOVEMBRE -1935 – XIV / A RICORDO DELL’ASSEDIO / PERCHE’ RESTI DOCUMENTATA NEI SECOLI / L’ENORME INGIUSTIZIA / CONSUMATA CONTRO L’ITALIA / ALLA QUALE / TANTO DEVE LA CIVILTA’ / DI TUTTI I CONTINENTI “.

Per la sua valenza storica e comparativa l’iscrizione (con la sua gemella di Cercemaggiore, andata a suo tempo distrutta), che presentava tracce ben evidenti di damnatio memoriae documentanti il passaggio di regime all’indomani del 25 luglio 1943, fu oggetto di un mio articolo pubblicato nel 2002 sulle pagine della rivista cercese Millemetri e ripubblicato su questo blog il 12 dicembre 2011. Nel testo presentavo anche l’esemplare ottimamente conservato sulla parete del Municipio di San Massimo (CB). All’epoca ebbi la premura d’informare le tre comunità molisane sulle ricerche e scoperte della loro storia più recente, inviando una copia cartacea del mio modesto studio ai rispettivi Sindaci di Cercemaggiore, Gildone e San Massimo, ma ebbi inaspettata e lodevole risposta solo da quest’ultimo.

SAN MASSIMO (CB), Palazzo del Comune.

SAN MASSIMO (CB), Palazzo del Comune. Una delle poche targhe delle sanzioni maggiormente tutelata e conservata in area molisana, come vera memoria storica. Foto di Stefano Vannozzi, settembre 2014.

Altri esemplari simili (oltre quelli dei due comuni molisani già menzionati di Gildone e San Massimo), talvolta completamente rilavorati e nuovamente iscritti per onorare i caduti civili o la memoria di formazioni partigiane, sono stati da me personalmente individuati a Sant’Angelo in Grotte (fraz. di S. Maria del Molise, CB), Sassinoro (BN), Pietrelcina (BN), Volturara Appula (FG), Morro Reatino (RI), Cascia (PG), Radicondoli (SI), Sernaglia della Battaglia (TV), Ceva (CN).

La Targa, la sua storia, perché è stata apposta anche a Gildone (CB)

L’11 ottobre 1935 la Società delle Nazioni delibera le prime sanzioni e un embargo economico contro l’Italia per punirla dell’aggressione all’Etiopia (iniziata ufficialmente nove giorni prima) ma queste vengono effettivamente applicate solo dal 2 novembre seguente, ad un mese esatto dall’inizio delle ostilità. Il Gran Consiglio del Fascismo, il 16 novembre 1935, risponde con un’imponente campagna propagandistica nella quale si ordina che in “tutti i Comuni del Regno fosse murata una pietra ricordo dell’assedio economico” per tramandare ai posteri le “inique sanzioni” imposte da 52 stati, contrari all’impresa coloniale italiana. Il clima sanzionistico e soprattutto la sua percezione all’interno della società che vede tutte le nazioni civili avverse al “bel paese” ha un effetto boomerang sulla popolazione italiana, che aderisce appieno e con forte consenso al regime. Dagli inizi del 1936, tutte le Prefetture diramano disposizioni in ogni Comune e predispongono programmi affinché lo scoprimento delle lapidi venga eseguito in maniera simultanea in tutta Italia, alle ore 17.00 di lunedì 18 novembre 1936. La cerimonia viene seguita da tutta la popolazione con tre minuti di silenzio annunciati e conclusi da uno squillo di tromba. Targhe identiche con la medesima epigrafe vennero quindi murate su tutte le sedi municipali o torri civiche, seguendo alterne vicende.

VOLTURARA APPULA (FG), Palazzo del Comune

VOLTURARA APPULA (FG), Palazzo del Comune. La lastra delle sanzioni con testo completamente abraso per dannarne la memoria, ma in loco e in perfette condizioni. Foto di Stefano Vannozzi.

Una buona parte di queste è stata rimossa o distrutta all’epoca dei tragici eventi, ma ne restano ancora oggi al loro posto molti esemplari che presentano vari stadi di conservazione; in alcuni il campo epigrafico è stata approssimativamente scalpellato, in altri perfettamente eraso o addirittura riutilizzato per onorare caduti civili o di bande partigiane; alcuni restaurati e altri lasciati in stato di totale abbandono. Speriamo fiduciosi in un celere e coordinato intervento della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise e delle rispettive competenze della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise e della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise, affinché la lapide di Gildone sia ripristinata nella forma originaria.

L’esempio positivo e la volontà di recupero a Palazzolo Acreide (SR)

“Circa vent’anni fa, durante i lavori di restauro del palazzo comunale scoprimmo per caso quella lapide, che alla caduta del regime era stata coperta da uno strato di calce, come tante altre scritte fasciste sui muri di Palazzolo”, racconta uno degli amministratori dell’epoca. “Eravamo curiosi di vedere che cosa ci fosse scritto. Diciamo che la considerammo una sorta di reperto storico. Per questo l’abbiamo fatta restaurare e poi lasciata al suo posto davanti al Municipio. Non c’era alcun intento celebrativo. Serviva solo per comprendere meglio il nostro passato. A futura memoria”.

Il dovere della conservazione di un passaggio storico deve prescindere dal giudizio personale sul suo colore o indirizzo politico: va conservato in quanto memoria.

CASCIA (PG),

CASCIA (PG), base della torre civica con la lapide delle sanzioni con campo epigrafico e fasci erasi nel 1945, riscritta  e riutilizzata per onorare la memoria dei caduti “vittime del piombo nazi-fascista”. Foto di Stefano Vannozzi.

Bibliografia essenziale:

Masciotta G., Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Vol. II, Il Circondario di Campobasso, Stabilimento Tipografico Luigi Pierro e figlio, Napoli, 1915, pp. 185-190.

Ricciardelli S., Gildone. Profilo storico, l’Airone Editrice, Officine Grafiche Emmezeta, Campobasso, luglio 1992, pp.99-103, 142.

Vannozzi S., La lapide delle “inique sanzioni” di Piazza S. Rocco. Origine, storia e distruzione di una pietra scomoda, in «Millemetri» la rivista di Cercemaggiore, (vecchia serie), Anno IV, n. 5, Settembre – Ottobre 2002.

Moscetti  E., La lapide delle “inique sanzioni” di Guidonia. La riscoperta di un’iscrizione scomoda, in Annali 2011, nuova serie, n. 12, Comune di Monterotondo – Associazione Nomentana di Storia e archeologia onlus, pp.8-11. ISSN 1827-3823.

Saluppo G., Il Molise nel ventennio fascista, Blob edizioni, Sprint Italia, Torre Annunziata, Settembre 2012, pp. 286-294.

Comune di Gildone (CB) Delibera di giunta n. 7 del 07.03.2008 “messa in sicurezza torre civica danneggiata dal sisma del 31.12.2002 – Approvazione progetto preliminare per richiesta contributo alla Regione Molise – post sisma”.

Comune di Gildone (CB) Delibera di giunta n. 28 del 21.06.2012 “lavori di messa in sicurezza “Torre Civica” – danneggiata dal sisma del 2002. Approvazione del progetto esecutivo”.

Moscetti E., lapide inique Sanzioni di Guidonia – Annali 2011 -Associazione Nomentana di Storia e archeologia onlus

GILDONE Protezione civile – opere pubbliche torre civica messa in sicurezza

GILDONE Agenzia Regionale Protezione Civile saldo lavori torre civica 12.03.2013

Video caricato da SuperMTDM:

https://www.youtube.com/watch?v=9xXescW1Ex4

Foto della Torre civica di Gildone 26.11.2009:

http://www.flickr.com/photos/gildonetv/4161647319/

Per maggiori informazioni:

http://www.canicatti-centrodoc.it/nuovocentro/sezI/storia/Immagini%2053/LapideSanzioni1935/index.html http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9890 http://ricordare.wordpress.com/perche-ricordare/070-la-conquista-dellimpero/ http://www.viveremacerata.it/index.php?page=articolo&articolo_id=194867 http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=11648 http://www.homolaicus.com/storia/contemporanea/novecento/par36.htm http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article371  http://www.associazionenomentana.com/annali_2011/8-11.pdf http://www.memorieincammino.it/documento.aspx?idDoc=186 http://www.roangelo.net/molise/gildone.html

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3 risposte a GILDONE (CB) Un esempio di mancata tutela su una memoria storica collettiva

  1. Giovanni Mascia ha detto:

    Ottimo lavoro, Stefano.
    Un altro buon tassello della storia molisana da te messo al posto che gli spetta,
    ad onta del colpevole disinteresse delle istituzioni.
    Complimenti.
    Giovanni

    • stefanovannozzi ha detto:

      Caro Giovanni, ti ringrazio per il commento e tengo a sottolineare che, per quanto mi riguarda, Gildone (come altri centri storici molisani) meriterebbe da parte di tutti (Istituzioni e cittadini, ciascuno secondo le proprie capacità), una maggiore attenzione e tutela per le sue peculiarità e i pregi storico, artistici e architettonici, senza i quali siamo piante senza radici, senza un vero futuro.
      Stefano

  2. francesco ha detto:

    Davvero incredibile la vicenda di Gildone, una vergogna!!!

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