IL BIFERNO “Liquore dal sapore delicato”

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BOIANO (CB), marzo 2014. Insegna pubblicitaria del “liquore Biferno” dipinta sulla storica sede della ditta Terriaca edificata nel biennio 1929-1930. Foto di Stefano Vannozzi.

Fino a pochi mesi fa ignoravo del tutto l’esistenza in un recente passato di una distilleria a Bojano e dei suoi liquori alpestri, un tempo ampiamente apprezzati a livello internazionale. Tutto è iniziato uscendo dalla stazione ferroviaria, con la casuale scoperta e osservazione di una vistosa scritta murale dei primissimi anni ‘30 del XX secolo (di cui auspico l’apposizione di un apposito vincolo di salvaguardia e tutela) posta in alto, su di un fabbricato all’angolo fra Via Guglielmo Marconi e Corso Francesco Amatuzio. Una breve ma attenta ricerca mi ha portato a riscoprire una già nota azienda molisana, che ha avuto la sua massima notorietà nel pieno del secolo scorso e si è inesorabilmente spenta verso la fine degli anni ‘70. È un vero peccato che la cittadina, nota per i suoi prodotti caseari, abbia perso un’ulteriore punta di diamante, che si sarebbe forse, volendo, potuto salvare.

Un amico boianese mi ha raccontato di come i liquori della ditta Terriaca (questo il nome dell’attività) fossero richiesti e spediti a casse in ogni continente, tanto che oggi è assai raro rintracciare qualche bottiglia ancora intatta e ripiena del prezioso distillato. Sul web si rintracciano inserzioni del tipo “Per collezionisti: liquore BIFERNO prodotto negli anni 1960 dalla distilleria del Cav. G. Terriaca di Boiano nel Sannio (Cb). La bottiglia è del 1966, in perfette condizioni (…)” o “Coppia rarissima ed introvabile dei ricercati liquori BIFERNO e MATESE, della distilleria Terriaca (Bojano CB)”, che attestano, per l’appunto, l’alto grado di ricercatezza.

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BOIANO (CB), marzo 2014. la storica sede della ditta di liquori Terriaca, all’angolo tra Via Guglielmo Marconi e Corso Francesco Amatuzio (1929-1930). Foto di Stefano Vannozzi.

Questa impresa commerciale ha coinvolto quattro generazioni della famiglia Terriaca, nascendo intorno al 1848 a Cameli (dal 1896 rinominata Sant’Elena Sannita) da Raffaele Terriaca, distillatore attento e perito che impiega le erbe del matese e antiche ricette; l’azienda  è poi ampliata e notevolmente accresciuta dal giovane e intraprendente figlio Giuseppe.  A questi si deve il salto di qualità da una piccola industria prettamente familiare a una piccola industria, ma moderna e attenta alle richieste del mercato e soprattutto alla promozione commerciale. Giuseppe intuisce le novità del momento e l’importanza di avere adatte vie di comunicazione, tra le quali la ferrovia. Intorno al 1908 si trasferisce a Bojano aprendo una prima distilleria a ponte S. Agostino (l’odierna Via Francesco Cavadini). Partecipa inoltre a varie Fiere commerciali regionali e nazionali nonché all’Esposizioni internazionale di Torino del 1911, realizzata per festeggiare il primo cinquantenario dell’unità italiana. Nella vecchia capitale savoiarda la ditta Terriaca si presenta già con 10 medaglie ed encomi vari e il suo famoso Elixir di Latte. La pubblicità è il pezzo forte della distilleria Terriaca, veicolata con ogni mezzo e per ogni luogo attraverso giornali, riviste, cartoline e calendari illustrati.

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Del 1913 è ad esempio una reclame pubblicitaria che recita: “Chi muore senza aver bevuto il Liquore Biferno non trova posto nemmeno all’Inferno. E chi non l’usa andrà da Boiano fino a Susa. Premiata unica Distilleria della Provincia G. Terriaca fu Raffaele. Grande Confetteria a contrazione elettrica”.

Nel 1923 è stampato un calendarietto tematico sugli Zingari della “Distilleria G. Terriaca fu Raff. Boiano nel Sannio”. Una cartolina pubblicitaria del 1930, recentemente apparsa su ebay e  indirizzata all’Ing. Prof. Francesco Lembo Via Mazzini n. 150 Campobasso (stampata dalla tipografia “F.lli Spina – Bojano”), recita: “Brindate al Fiero al Forte Sannio bevendo IL BIFERNO che della sua flora ne ricorda il grato profumo Liquore Inarrivabile della premiata ditta G. Terriaca fu Raff. – Boiano nel Sannio” A questo periodo risale lo spostamento della fabbrica nel nuovo fabbricato appositamente realizzato e che ancora porta evidenti tracce murali di uno slogan di cui scrivevo in apertura, che recita: “liquore BIFERNO/ Bo(iano?) (…).

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Per le illustrazioni delle etichette, come nel caso del liquore Matese (“Cav. G. TERRIACA fu RAFF./ BOIANO nel SANNIO, squisito igienico, liquore, ristoratore delle forze, intellettuali, G. D’Annunzio”), ci si affida a immagini gradevoli e di grande effetto estetico, opere di noti artisti e illustratori, fra cui è anche il celebre pittore e ritrattista molisano Arnaldo De Lisio (Castelbottaccio, 09.12.1869 – Napoli, 05.03.1949). Suo è l’acquerello di cm. 12,5 x 10,5 con due pastori entro tondo, stampata a Pescara dalla tipografia Ciglia mentre la dicitura porta la paternità (o comunque l’autorizzazione) nientemeno che del grande poeta Gabriele D’annunzio! Non mancano, infine, citazioni su apposite guide, che descrivono questa “perduta eccellenza” del Molise.

Nella Guida Gastronomica edita nel 1931 trovo che “In vari luoghi del Molise – e più particolarmente a Campobasso, Acquaviva Collecroce, Petrella Trifernina e Tavenna – si fabbrica un liquore chiamato «poncio», di grado alcoolico variabile fra 40° e 50°, profumato con diversi aromi, d’arancio, di limone, di mandarino, di vainiglia, del quale si fa  localmente largo consumo, o puro, o diluito in acqua o latte bollenti. È anche comune un liquore a base di latte, dal colore ambraceo, di sapore gradevole, discretamente alcoolico, che va sotto diversi nomi. A Boiano si preparano il Biferno e il Matese, il primo mediamente ed il secondo fortemente alcoolico, aromatizzati con erbe di montagna”. La ditta Terriaca è ancora ricordata in guide territoriali nel 1965: “ottimi liquori sono anche il Biferno e il Matese, prodotti a Boiano” e così pure tre anni dopo nel 1968: “Bifèrno è anche nome d’un liquore di media gradazione alcolica, aromatizzato con erbe di montagna, che si prepara a Boiano”.

Bibliografia minima di base:

Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro (…), Catalogo Generale Ufficiale, Ditta Grafica F.lli Pozzo,Torino, 1911, p. 452.

AA.VV., Guida gastronomica d’Italia-Introduzione alla Guida gastronomica d’Italia, Touring Club Italiano, Fondazione italiana Buon Ricordo, Mondaini e C., Milano, febbraio 1931, p. 353.

AA.VV., Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Abruzzo e Molise, Touring club Italiano, Milano, 1965, p. 83.

Bosco U., Lessico universale italiano, volume 3, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma, 1968, p. 205.

Tavone F., La Distilleria Terriaca da Sant’Elena Sannita a Bojano, in Nuovo Oggi Molise, anno 14, n. 46, lunedì 16 febbraio 2009, p. 9.

Tavone F., Bojano e oltre. Storia, Personaggi, Beni Culturali, Toponomastica, Recensioni, Quaderni di Porta della Torre, Imprimatur Editrice, Padova, 2011, pp. 93-95.

Per maggiore informazione:

http://www.treccani.it/enciclopedia/arnaldo-de-lisio_(Dizionario_Biografico)/

http://www.museotorino.it/resources/pdf/books/359.2/files/assets/downloads/page0051.pdf

http://almanaccoitaliano.tumblr.com/post/122668356917/liquore-biferno

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4 risposte a IL BIFERNO “Liquore dal sapore delicato”

  1. carmine baranello ha detto:

    Articolo interessante e bello. Posseggo una bottiglia quasi piena del liquore Biferno contenente liquido rossastro, tappo in sughero ed una bellissima etichetta un stile liberty.

    • stefanovannozzi ha detto:

      Gent.mo Sig. Baranello,
      La ringrazio per il commento e l’interesse dimostrato per il mio scritto che mi porta a scrivere sempre più per questo nostro Molise dimenticato. Se poi volesse, ma senza impegno, potrebbe inviarmi qualche buona immagine dell’etichetta e bottiglia in suo possesso che se crede, nel caso potrei inserire come contributo in un futuro ulteriore ampliamento.Cordialmente!

  2. Almanacco Italiano ha detto:

    Salve, per delle ricerche iconografiche relative al tumblr che sto curando, mi sono imbattuto in una pubblicità del Liquore Biferno: spero di fare cosa gradita segnalandone la pubblicazione:

    Ringrazio anche per il post molto interessante sulla storia del liquore stesso. Un saluto.

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