NELLA CHIESA DI S. MARIA DELLA LIBERA DI CERCEMAGGIORE (CB) Fra nuovi scavi e riscoperte, la tomba dei cercesi Francesco Marcucci, Domenico Leone e di tanti altri ancora…

CERCEMAGGIORE (CB), interno della chiesa di S.Maria degiovedì 13 febbraio 2014.

CERCEMAGGIORE (CB), giovedì 13.02.14 : interno della chiesa di S. Maria della Libera, nella prima cappella di sinistra si intravede l’originaria sede della tomba di Francesco Marcucci, appena rimessa in luce e ancora chiusa dalla sigillatura del 1970 (l’antica lastradi copertura con iscrizione è andata dispersa con i lavori edili qui operati per i tagli e aperture nelle cappelle laterali nel nov-dic. 2007).

Da due settimane è iniziato l’atteso e chiacchierato cantiere per il rifacimento integrale del pavimento interno della chiesa-santuario di S. Maria della Libera a Cercemaggiore (CB), sebbene si presentasse in buono stato di conservazione secondo l’opinione comune. L’intervento è dunque risultato poco gradito ad una parte della popolazione, che lo ritiene, a torto o ragione, un’opera superflua, frutto di un impiego erroneo del denaro pubblico, soprattutto nel momento delicato e di generalizzata crisi sociale ed economica che attraversa il nostro Paese.

Com’era prevedibile, trattandosi di un complesso antico e quindi di un bene storico architettonico (e non di un moderno caseggiato, come trattato da alcuni), appena rimossa la moderna pavimentazione, insieme al precedente pavimento è emersa la prima di una serie di tombe occupanti tutta l’area interna della chiesa, documentate dalle fonti archivistiche.

CERCEMAGGIORE (CB), S. Maria della Libera, interno della chiesa.

CERCEMAGGIORE (CB), 13.02.2014, S. Maria della Libera, interno della chiesa, con il moderno pavimento già rimosso.

La rimozione meccanica delle lastre del piano di calpestio ha rimesso in luce, la già nota tomba terragna di Francesco Marcucci del quale già nel 2008) scrivemmo “il quale , per l’erezione della prima cappella di sinistra nel 1611 commissionò l’anno successivo al pittore Sebastiano Pascale da Capua la pittura per la pala d’altare raffigurante se medesimo orante ai piedi della Madonna del Carmelo, S. Francesco d’Assisi e S. Caterina da Siena. Alla sua morte sopraggiunta nel 1629 lasciò 15 ducati per la spesa della sepoltura ed altrettanti per le messe perpetue divise fra 120 piane e 20 cantate a cura dei padri Domenicani. La lastra tombale ai piedi della prima cappella di sinistra, una delle poche superstiti ai vari restauri e rifacimenti della chiesa fino al dicembre del 2007 (quando è andata distrutta insieme ad altre opere) presentava ben leggibile la seguente iscrizione funebre: “Marmoreum / hoc Franciscus/ Marcutius sibi/ prop terea stru/xit monumentum”. Nei primi anni Settanta durante i rifacimenti del pavimento, secondo quanto testimonia il Geom. Sig. Fiorentino Cirelli, la lastra venne momentaneamente rimossa e si appurò della presenza composta dei poveri resti senza purtroppo documentare in alcun modo tale evento (…)”.

CERCEMAGGIORE (CB), 13.02.14, interno della chiesa di S. Maria DELLA lIBERA

CERCEMAGGIORE (CB), 13.02.14, interno della chiesa di S. Maria della Libera. Prima cappella di sinistra, la tomba del Marcucci ancora chiusa dalla sigillatura operata nel cantiere del 1970 e con tracce di pavimentazione antica in mattoni fra questa e il muro di fondo.

Venerdì 14 febbraio 2014, la tomba e stata riaperta e indagata, rimuovendo la moderna soletta di chiusura apposta negli anni ‘70 del secolo scorso e, immediatamente sotto il piano pavimentale (in luogo della scomparsa lastra funebre), fra il riempimento moderno di detriti e residui edili del precedente cantiere, è emerso in giacitura già secondaria e compromessa un gruppo di resti ossei appartenenti ad almeno tre individui (due crani adulti e uno d’infante), racchiusi in una busta di plastica; parte residua di tessuti di vestimenta e alcune borchie metalliche, crocefissi e rosari pertinenti alle deposizioni funebri. I materiali sono stati recuperati alla presenza di un archeologo.

Non mancheranno presto, nei prossimi giorni, nuovi ritrovamenti, specie se i lavori dovranno necessariamente interessare una quota inferiore dell’intero piano di calpestio per il posizionamento di una rete di riscaldamento.

Intanto lunedì 17 sono emerse nel frattempo una botola anepigrafe (nella navata centrale) di accesso a un più vasto ossario e a sinistra di questa immediatamente di fronte alla terza cappella di sinistra, già intitolata all’ Addolorata ed oggi dedicata a San Giuseppe, è riemersa integra, la botola di chiusura con l’iscrizione DOMINICO / LEONE / A. D. 1626  notata e descritta a suo tempo dal Pierro.

CERCEMAGGIORE (CB), chiesa di S.Maria della Libera (interno), botola di chiusura in pietra di Domenico Leone

CERCEMAGGIORE (CB), 17.02.2014, chiesa di S. Maria della Libera (interno), botola di chiusura in pietra della fossa o tomba del cercese Domenico Leone (1626).

È iniziato quindi un controllo da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise, che speriamo continui, come dovrebbe essere di norma e per tutto il tempo necessario, senza pressioni di sorta e che, nel caso di un approfondimento dello scavo, porti a decidere per uno scavo archeologico corretto e integrale. Stessa sorte di tutela e controllo auspichiamo da parte della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise per quanto attiene invece agli elementi  lapidei presenti e che per le operazioni necessiteranno sicuramente di tutte le delicate e appropriate operazioni di temporanea movimentazione, con buona pace dei “faciloni” e di chi non vede di buon occhio, ma come impedimento, il recupero etico e la valorizzazione dei beni culturali locali e della propria storia.

CERCEMAGGIORE (CB), 17.02.14, interno della chiesa di S.Maria della Libera con in primo piano la botola spaccata che da accesso ad un o

CERCEMAGGIORE (CB), 17.02.14, interno della chiesa di S. Maria della Libera con in primo piano la botola spaccata che da accesso ad un ossario, mentre in secondo piano, di fronte all’odierna cappella di San Giuseppe, è la tomba del cercese Domenico Leone.

Speriamo che almeno in questa situazione predomini il buon senso e il rispetto per i defunti e per le memorie storiche di questa chiesa, troppo spesso defraudata, e che, dopo i lavori, queste e altre ossa possano tornare al loro posto originario con i rispettivi poveri oggetti devozionali (magari con una nuova chiusura in pietra che imiti le botole antiche, dove mancanti), anziché restare chiusi in un magazzino-deposito.

Restiamo fiduciosi che sia l’occhio dei mass media (finora assente) sia quello delle istituzioni preposte, vigili, ognuna secondo la propria competenza, affinché non si ripetano l’ennesima storia e le tristi situazioni accadute nel recente passato.

Bibliografia essenziale:

Pierro G., Storia del Santuario e del Convento S. Maria della Libera in Cercemaggiore, Napoli, Tipografia R. Batelli, 1924, pp. 56-47;

Miele M., La chiesa e il convento di S. Maria della Libera di Cercemaggiore (CB), Napoli,1980, pp. 106, 112.

Vannozzi S., Marcucci (famiglia), in Nomi e cognomi. Le famiglie di Cercemaggiore nei secoli, Editore Associazione Millemetri onlus, Ripalimosani (CB), maggio 2 008, pp. 125-128.

Vannozzi S., I Marcucci. Una ricca famiglia di “locati” del XVII secolo, in «Millemetri», a. V, n. 5, Ripalimosani (CB), Arti Grafiche La Regione, settembre-ottobre 2003, pp. 31-32.

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2 risposte a NELLA CHIESA DI S. MARIA DELLA LIBERA DI CERCEMAGGIORE (CB) Fra nuovi scavi e riscoperte, la tomba dei cercesi Francesco Marcucci, Domenico Leone e di tanti altri ancora…

  1. Giovanni Mascia ha detto:

    Caro Stefano,
    Innanzitutto grazie per il pronto e dettagliato resoconto sullo stato dei lavori.
    Nella tua esposizione molti impliciti spunti di discussione, a cominciare dalla manomissione di monumenti storici. Ne accenno due o tre:
    – perché smantellare e sostituire a caro prezzo per la collettività un pavimento in decoroso stato?
    – Ma allora i soldi ci sono?
    – E come vengono assegnati?
    Un caro saluto.
    Giovanni

    • stefanovannozzi ha detto:

      Caro Giovanni,
      personalmente quello che più mi interessa è la tutela e conservazione di quanto stà uscendo e la cura che dovrebbero avere quei pochi e caratteristici elementi originari rimasti nel complesso, troppe volte manomesso. Il resto lo lascio ai lettori…
      Stefano

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