LA CASERMA PICCININI DI VIA CASILINA . Quanta storia intorno alle “casermette” di Torre Spaccata

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Torre Spaccata (Roma) 4 giugno 1944, Caserma di Via Casilina. I Generali  Keyes e Clark davanti all’ingresso principale di via Casilina mentre su una jeep osservano una mappa cartografica. Foto pubblica tratta dal web ma da evidente derivazione da Archivio Life.

La caserma Piccinini XI Battaglione Trasporti “Flaminia” Via Casilina, 1014 è da decenni oggetto di una nostra curiosità e indagine personale per conoscerne la storia e l’origine ancora oggi in parte sconosciuta. Estesa su una superficie di ha 9,22 con un ingresso principale posto a nord sul fronte della Statale n.6 è in questi ultimi tempi al centro di un dibattito e inclusa nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili militari della città di Roma previsti dalla legge 23 dicembre 2009 n. 191. Ovviamente in questo caso il termine “valorizzazione” ha un’accezione tutta pecuniaria, rivolta all’area edificabile e alle possibilità d’introiti economici derivati dalle cubature, non certo alla valorizzazione di un bene culturale del ‘900 che conserva in se diverse memorie non solo archeologiche, ma anche della storia italiana più recente. La zona militare è costantemente definita in diversi e recenti studi architettonico urbanistici come un elemento estraneo al contesto urbano ignorandone l’origine e la storia dello stesso quartiere che è nato in seguito e intorno alla stessa. Non conosciamo l’anno esatto della sua fondazione che si colloca comunque fra il 1938 e il 1942. Da fonti orali non attestate da documentazioni ufficiali, il complesso delle “casermette” (come comunemente denominato dagli abitanti locali) sarebbe nato come caserma dei Granatieri di Sardegna. Saremmo pertanto lieti e grati se qualcuno volesse o potesse segnalarci altra documentazione apportando così nuovi contributi in tal senso. Durante la seconda guerra mondiale è comunque sede del 159° Reggimento di fanteria. Ne fornisce prova una comunissima cartolina illustrata recentemente rintracciata (ora in nostra collezione) e diretta a Napoli da un giovane militare in data “Roma, 20-3-1943” in cui il mittente invia la notizia di aver cambiato sede trovandosi allora a “una diecina di Km. fuore Roma”. “Mitt. Soldato Bianchini Dante 159° Reg. Fanteria 1° Bat. 4° Comp.  Torrespaccata (Roma)”.

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Nel travagliato periodo che va dalla caduta del fascismo all’11 settembre 1943 (data di abbandono dell’area militare), la caserma è luogo di diversi episodi raccontati in diversi memoriali storici.  Un soldato scrivendo a casa annota:  “(Torrespaccata 29 luglio 1943) Qui è tornata la calma dopo la caduta di Mussolini; del resto credo che anche lì non sia successo nulla di grave. Ieri l’altro, appena dopo la caduta di Mussolini siamo stati richiesti per l’ordine pubblico. Abbiamo dapprima piantonato Palazzo Venezia ove già la mano del popolo aveva scritto frasi come a morte Mussolini Viva Matteotti (…)”.

La storia della caserma di Torrespaccata s’intreccia anche con quella di due note figure d’intellettuali antifascisti che vi prestarono servizio di leva. Uno di questi è il Prof. Enrico Niccolini (1916 – 2011) il quale parteciperà poi alla Resistenza a Vicenza e nella sua provincia fino all’aprile del 1945. A Torrespaccata dall’estate del 1943, il 13 agosto si ritrova suo malgrado come lui stesso scrive nel bombardamento che incombeva in prossimità del vicino aereoporto a “Roma, o meglio tra Centocelle e Torrespaccata”.

L’altra figura è quella del Prof. Guido Quazza (1922 – 1996) il quale ai primi di agosto del l943 è chiamato alle armi dapprima a Rivoli al 30° fanteria; dal 6 settembre è in forza come caporal maggiore presso il l° battaglione Allievi ufficiali alla caserma di Torre Spaccata a Roma, dove è raggiunto dalla notizia dell’armistizio. Dell’arrivo alle casermette di via Casilina scrive : “Dopo altri trasbordi giungiamo alla Caserma di Torre Spaccata. Assegnati alla 3 Compagnia, 3 squadra, ma agli ordini del sergente maggiore Rotulli. Tremendo primo pomeriggio: mio infortunio al labbro e al ginocchio nel salto mortale”. Nelle sue memorie il Quazza annota inoltre che nel settembre del 1943 dopo una breve azione di difesa dell’aereoporto Francesco Baracca di Centocelle, il reparto si dissolse al sopraggiungere dei tedeschi nella caserma, il giorno 11(Quazza, pp. 133-134, Boccalatte, p.188).

Da questa data la caserma restò abbandonata e probabilmente rioccupata nel giro di pochi mesi da reparti della Polizia dell’Africa Italiana che avevano preso il controllo del vicino e storico posto di blocco (il numero 11) di via Casilina all’angolo con via di Torre Spaccata, purtroppo recentemente abbattuto per i lavori della metro C.

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Torre Spaccata (Roma) 4 giugno 1944, Caserma di Via Casilina. Il Generale Clark sulla soglia della finestra dell’edificio principale d’ingresso. Foto pubblica tratta dal web ma di evidente derivazione da Archivio Militare alleato.

Nel dicembre 1943 sono oggetto di un’azione della locale formazione partigiana: “Torre Maura, nei pressi della caserma, due militi della PAI vengono disarmati di due mitra e quattro caricatori. 23 dicembre. Mentre una nostra squadra eseguiva un’azione di reperimento di armi situate nella caserma di Torre Maura  (…)” (Berlinguer – Della Seta, Borgate di Roma, p. 266).

Al momento dell’ingresso delle truppe Alleate in Roma, l’area, nuovamente abbandonata diventa luogo stanziamento per le truppe americane. Di una breve sosta dei Generali Mark Wayne Clark e Keyes restano numerose foto scattate da fotoreporter di guerra al seguito della V armata.

TORRE SPACCATA Caserma Piccinini Casilina Torrespaccata Roma

Torre Spaccata (Roma) 4 giugno 1944, Caserma di Via Casilina, interno al piazzale principale . Soccorso a una ragazza ferita nel corso dei combattimenti, NARA 111 – SC – 3257-45.

Il centro nell’immediato dopoguerra diventa uno dei 109 campi di raccolta di profughi e sfollati sotto la direzione del Ministero dell’Interno. La riconsegna della caserma alle autorità militari avverrà solo in modo graduale a partire da un primo lotto di fabbricati nella seconda metà degli anni’50. Un primo verbale di consegna del 25 aprile 1956 “di parte dell’immobile denominato “Caserma Funzionale di Centocelle” in Roma, da parte del Ministero dell’Interno (ex Centro Profughi) all’Amministrazione Militare e per essa alla Direzioni Lavori Genio Militare di Roma” è del 25 aprile 1956 cui seguirà poi un successivo del 31 luglio del medesimo anno e l’ ultimo del 28 novembre 1966. In seguito a questa data il complesso fu recuperato e intitolato alla memoria della Medaglia D’Oro, Cap. Vittorio PICCININI, di Carlo e di Rossi Giulia, da Roma, classe 1914, Capitano in s.p.e. del 133° Rgt. Carrista.

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Fronte di raccomandata inoltrata dall’ufficio postale di Torrespaccata (oggi Torre Maura), allora posto in Via delle Rondini. Il mittente spediva dal campo profughi delle “casermette” di Via Casilina 1014 . Foto tratta da asta pubblica sul web.

 

Torrespaccata campo profughi via casilina  posta raccomandata II

Retro di busta lettera di raccomandata spedita dal campo profughi di Torrespaccata, Via Casilina 1014. Foto tratta da asta pubblica sul web.

Brevi note sulle scoperte archeologiche:

L’ingresso principale e gli edifici Nord della caserma insistono sul tracciato viario e su un area funeraria antichissima corrispondente pressappoco con la quinta pietra miliare antica della via Labicana dove fu sepolto il celebre pretore Q. Salvio Giuliano, famoso per il suo editto perpetuo e avo dell’imperatore Didio Giuliano. Secondo antichi autori il cadavere di quest’ultimo sarebbe poi stato ceduto alla moglie e alla figlia per essere sepolto proprio nel sepolcro del bisavolo, al quinto miglio della via Labicana.

Riportiamo il resoconto delle perlustrazioni che proprio qui fece l’Ashby agli inizi del novecento:

Shortly after passing the Torre di Centocelle the modern road turns slightly to the left a sit ascends the hill. The ancient road seems to have gone on in a straight line, running through a cutting which is still clearly visible, and keeping fifty yards or more S. of the modern road for a mile and a half beyond this point. At the top of the hill we reach the site of the fifth milestone of the ancient road. To the S. of the road at a distance of about 500 yards, are some ruins of an entirely mediaeval building, close to wich, however, are the remains of a rectangular water reservoir of Roman date. Here, a year or two ago, a large number of amphorae (I was told 200 or so) were discovered. (…) About 300 yards E. of the site of the fifth milestone, traces of tombs in opus quadratum are visible on both sides of the cutting of the ancient road. Only the large foundation blocks (in one case six feet long) remain, orientated with the line of the road. I was told, in fact, by a road-mender that bodies had been found there in October, 1899. The discovery (recorded in Bul. Com. 1899, 149) of a tomb inscription of the early Empire, in planting trees along the modern road, does not found in situ, as it would seem, and even if it had been, the belt of tomb lining the road may well have been fifty yard wide; or the tomb to wich the inscription belonged may have been erected on the line of a deverticulum. Paving stone were, as a matter of fact, discovered at the same time.The line of this deverticulum would be preserved by the modern track wich runs W. of the “Ruderi delle Bisacce” (a large open water reservoir) and thence due N. An ancient road probably ran E., starting from this track a little N. of the Due Casaletti (two modern farm – house); for here we have four tombs in line, one of which is a square chamber of opus quadratum”.

“Poco dopo aver superato la Torre di Centocelle la strada moderna gira leggermente a sinistra e risale la collina. L’antica strada sembra andare su in linea retta, che attraversa un taglio che è ancora ben visibile , e mantenendosi una cinquantina di metri o più a Sud della strada moderna per un miglio e mezzo al di là di questo punto . In cima alla collina si raggiunge il luogo della quinta pietra miliare della strada antica . A Sud della strada ad una distanza di circa 500 metri , sono alcune rovine di un edificio interamente medievale, vicino alla quale, però, sono i resti di un serbatoio d’acqua rettangolare di epoca romana . Qui, uno o due anni fa, sono stati scoperti un gran numero di anfore (mi hanno detto 200 o giù di lì ) . ( … ) Circa 300 metri a Est dal sito della quinta pietra miliare, tracce di tombe in opera quadrata sono visibili su entrambi i lati del taglio della strada antica. Rimangono solo dei grandi blocchi di fondazione ( in un caso sei metri di lunghezza ), orientati con la linea della strada. Mi è stato detto, infatti, da un stradino che i corpi erano stati trovati nell’ ottobre 1899. La scoperta (registrati in Bul. Com. 1899, 149) di una iscrizione tomba della prima età imperiale, nel piantare alberi lungo la strada moderna, ma non ha trovato in situ la tomba a cui l’iscrizione apparteneva che potrebbe essere stato eretto sulla linea di un deverticulum.  Come sembrerebbe, la fascia sepolcrale intorno alla strada potrebbe essere stata un’ampia cinquanta di metri, Pavimentazione in pietra sono stati, come un dato di fatto, scoperto presso la stessa linea. Traccia di questo deverticulum verrebbe preservato dalla strada moderna che corre a Ovest dei “Ruderi delle bisacce” (un grande serbatoio d’acqua aperta) e poi ad N . Probabilmente un’antica strada correva Est, a partire da questo tratto un po a Nord dei Due Casaletti (due moderne aziende agricole), perché qui abbiamo quattro tombe in linea, una delle quali è una camera quadrata di opera quadrata”.

Scoperta dell’iscrizione data da Gatti nel 1899:

“Facendosi piantagioni di alberi lungo la via Labicana, si è trovato al quarto chilometro un pezzo di grande blocco marmoreo, a superficie convessa, che apparteneva ad un sepolcro di quella via. Vi si legge il seguente avanzo epigrafico:

C. SERGIO. C. F (…)/

ANTISTIA. C.F. VXOR (…)/

 ET /

C. SERGIO. C.F. PAP. VE (…)/

SEXTILIAE (…) /

(C. SER) GIO (…) /

Le lettere sono di bella forma, e convengono ai primi tempi dell’età imperiale”.

Bibliografia minima:

Capitani, La difesa di Roma. Cronistoria dal 25 luglio al 29 settembre 1943, S.T.E.M – Mucchi, Modena, ottobre 1973.

Kurzman D., Obiettivo Roma, dall’Oglio editore, Varese, marzo 1978.

Benvenuti B., Pafi B., Roma in guerra. Immagini inedite settembre 1943 – giugno 1944, Edizioni Oberon, Roma, aprile 1985.

De Simone, Roma città prigioniera,. I 271 giorni dell’occupazione nazista, Mursia, Milano, 1994.

Chigi B., La tragedia della guerra nel Lazio (…), Bruno Chigi Editore, Rimini, 1995.

Gilardo R., PAI, Polizia dell’Africa Italiana, Italia Editrice, Campobasso, luglio 1996.

Bibliografia inerente la caserma di Torre Spaccata:

Gatti G., Notizie di recenti trovamenti di antichità, in “Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma”, a. XXVII, fasc. 1, Gennaio-Marzo, tipografia della R. accademia dei Lincei- Salviucci, Roma, 1899, p. 149.

Ashby T., The classical topography of the Roman Campagna, parte I, in “PBSR”,1902, pp. 230-231.

Quilici L., Collatia, Forma Italiae, Regio I, volume X, De Luca editore, Roma, 1974.

Ceva B., Cinque anni di storia italiana 1940-1945: da lettere e diari di caduti, Edizioni di Comunità, Milano, 1964, p. 234.

Quazza G., La Resistenza italiana, Appunti e discussioni, Università degli Studi di torino. Istituto di storia, G. Giappichelli Editore, Torino, 1966, pp.133-134.

Berlinguer G., Della Seta P., Borgate di Roma, Editori Riuniti, 1976, p. 266.

Niccolini E., Ricordanze, 1938-1945, Colla Editore, Vicenza, 2008, pp.118-127.

C. Di Sante, I campi profughi in Italia (1943-1947), in G. Crainz, R. Pupo, S. Salvatici, Naufraghi della pace. Il 1945, i profughi e le memorie divise d’Europa, Donzelli, Roma, 2008.

M. Micich, I giuliano – dalmati a Roma e nel Lazio, Edizioni Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, Roma, 2003.

AA.VV., 4 giugno 1944. La Liberazione di Roma nelle immagini degli archivi alleati, (catalogo mostra), Skira editore, Milano, maggio 2004.

Volpe P. (a cura di), Centocelle I.  Roma S.D.O. le indagini archeologiche, Volume 2, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2004.

Avagliano M. (a cura di), Generazione ribelle: diari e lettere dal 1943-1945, Giulio Einaudi, Torino, 2006, p. 434.

Boccalatte L. (a cura di),Guido Quazza: l’archivio e la biblioteca come autobiografia, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” Studi e documenti, FrancoAngeli Editore, Milano, 2008, p.   ISBN 978-88-464-9621-8.

Per saperne di più:

http://www.youtube.com/watch?v=pNtjUL3mkSo

http://intranet.istoreto.it/esodo/parola.asp?id_parola=19

http://www.anpi.it/donne-e-uomini/guido-quazza/

http://www.mariareginamundi.org/cultura/pp_pratone.html http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/24/vertice-tra-marino-il-ministro-mauro-cinque.html

http://carteinregola.files.wordpress.com/2012/12/areemilitari_relazione-generale-illustrativa.pdf

http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo_public/areemilitari/militari-stralcivarianti/variante_e7_casermapiccinini.pdf

http://www.roma5stelle.com/oldforum/forum/120-sviluppo/729-iniziativa-sulle-ex-caserme-a-roma.html

http://www.paesesera.it/Cronaca/VIII-municipio-aumentano-le-cubature-i-cittadini-non-ci-stanno-e-raccolgono-le-firme

http://www.urbanistica.comune.roma.it/riorganizzazione-areemilitari/areemilitarischede/areemilitarischedee7.html

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2 risposte a LA CASERMA PICCININI DI VIA CASILINA . Quanta storia intorno alle “casermette” di Torre Spaccata

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  2. daniele pagin ha detto:

    Non conoscevo la storia della caserma,io sono stato suo “ospite” dal 7/73 al 7/74 come autiere,esperienza positiva ed indimenticabile.

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