COME MESSAGGERO, DA ROMA A TORO … con l’Arte indosso

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Ho avuto la gradita occasione di conoscere il maestro Michele Paternuosto grazie alla comune amicizia con Giovanni Mascia che m’invitò alla splendida mostra Raccontare l’antico. Terra, acqua e fuoco tenutasi a Roma nell’ottobre del 2012 all’interno del prestigioso spazio espositivo offerto dalle aule del Museo della Civiltà Romana all’ E.U.R.. Da quell’incontro l’opportunità di visitare la bottega del maestro, nonostante i suoi numerosi e reiterati inviti si è fatta concreta solo dopo diversi mesi, quando, omaggiato mio malgrado dell’inaspettato dono di una sua pregevolissima opera, ho ricevuto la piacevole consegna di far pervenire all’amico conterraneo torese un’altra opera autografa.

MICHELE PATERNUOSTO Toro dedica encausto Giovanni Mascia

ROMA, Studio di Via del Cardello. Il maestro appone  la dedica autografa nel retro dell’opera, per l’amico  Torese: “M. Paternuosto / a Giovanni Mascia / Roma, 4.5.2013” . Foto di Stefano Vannozzi.

La “consegna” di cui mi sono sentito onorato messaggero non poteva meglio avvenire che in occasione della grande manifestazione popolare tenutasi poco tempo dopo nella chiesa di S. Maria di Loreto a Toro (CB) il 25 maggio 2013 ove numerosi cittadini e ben dieci associazioni toresi hanno risposto all’invito dei fedeli a fare qualcosa per l’antico convento autoconvocandosi insieme alla popolazione tutta contro la chiusura dello storico complesso.
Qual migliore evento per rimarcare il legame con Toro e il Molise in nome della cultura e della comune amicizia? Così proprio avanti all’altare, alla presenza di amici e autorità fra cui erano Dante Gentile Lorusso e Michele Petraroia, i presenti hanno potuto ammirare i due dipinti su lastra marmorea riproducenti amorini intenti a battere e coniare monete e alle prese con la caccia di un leggiadro cervo.

TORO, Chiesa di S.Maria di loreto

Convento di TORO (CB), 25.05.2013. Chiesa di S. Maria di Loreto. Giovanni Mascia insieme a Dante Gentile Lorusso e Michele Petraroia.

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L’attività del maestro che nulla a che vedere con quella di un bravo ma comune copista, (non me ne voglia) assurge invece a una vera commistione fra ricerca artistica e archeologia. Questa simbiosi è interamente apprezzabile nella sua bottega – atelier romano, dove non c’è distinzione fra le due scienze,  dove fra piacevoli e costruttive conversazioni sembra di essere immersi in una bottega artigiana dell’epoca fra immagini di matrone, imperatori, fiere e scorci floreali.

ALCUNE OPERE…

Della breve visita romana presento alcune mie foto che purtroppo non rendono i dipinti e le opere a encausto come sono veramente in tutta la loro reale bellezza e che vi invito a vedere di persona.

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Per restare in tema concludo segnalando al lettore la recente pubblicazione su l’ultimo numero della rivista Archeologia Viva in vendita in tutte le edicole di un articolo del nostro maestro, dal titolo:

ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA?

di Michele Paternuosto, in: Archeologia Viva, Anno XXXII, N. 160, Luglio – Agosto 2013.

…Egiziani Greci e Romani raggiunsero straordinari livelli nell’arte della “pittura a fuoco” lasciando tuttavia un vuoto di memoria nelle procedure che ora si è forse giunti a colmare. Non sappiamo chi abbia ideato l’encausto (énkaustos in greco, encaustus in latino), ovvero il dipingere a cera passandovi sopra il calore con apposti arnesi metallici detti cauterii. Taluni la credono un’invenzione di Aristeides poi perfezionata da Prassitele. Oppure di Pamphilos, maestro di Apelle, ricordato per aver dipinto encausti, ma anche per averne insegnato la tecnica. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia ricorda l’uso che ne fecero altri grandi artisti greci del IV sec. a.C., quali Apelle, Pausias, Polignoto di Taso, Kydias, ma non menziona l’origine o la provenienza della tecnica; dà quasi per scontato che essa sia d’origine greca e sembra ignorare che, molto prima, era stata praticata in Egitto, vedi i colori a cera del sarcofago in legno di Tutankhamon. Se pensiamo alla civiltà faraonica e alla facile reperibilità degli elementi naturali necessari per l’encausto che si trovano in Egitto, proprio qui si può ipotizzare la nascita di questa tecnica pittorica. Dalla valle del Nilo l’encausto si diffuse in Grecia e quindi a Roma, dove fu molto apprezzato. Augusto fece murare due dipinti a encausto sulle pareti della Curia. […] Rubrica su 2 pagine,”

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Per saperne di più:

MORENART, Studio di via del Cardello 21/B, 00184 (metro B, Colosseo), tel. 06 79840761,  mobile 347 4795244,  e-mail: morenart@libero.it

Per maggiore informazione:

www.morenart.it

www.encausticstyle.com

http://www.toro.molise.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1733

http://www.archeologiaviva.it/index.php/article/1955/ENCAUSTO:-UN’ARTE-RITROVATA?.html

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2 risposte a COME MESSAGGERO, DA ROMA A TORO … con l’Arte indosso

  1. Giovanni Mascia ha detto:

    Onorato, Stefano, di tanta commovente attenzione.
    Te ne sono grato assai.
    Un forte abbraccio.
    Giovanni

  2. paternuosto ha detto:

    Grazie Stefano, mi associo alle parole di Giovanni, sono contento e sorpreso per la vostra iniziativa e sono d’accordissimo. Come dice Ludovico Magrini “Il cemento ideale di una comunità è formato dalla coscienza della propria cultura e dalla capacità che abbiamo di conservarla e di accrescerla”

    e voi questo fate io ringrazio anche a nome di tutti i Molisani.

    Ciao ragazzi arrivederci a presto

    vostro amico

    Michele Paternuosto

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