CAMILLO VITELLI E CIRCELLO, nella campagna militare nel Regno di Napoli del 1496.

CAMILLO VITELLI Circello Sannio Molise Storia cultura angioini aragonesi araldica genealogia Campobasso stampa xilografia incisione da Paolo Giovio 1575

Elogio a Camillo Vitelli, medaglia iconografica con brevi note biografiche. Xilografia tratta da Giovio P., Elogia virorum bellica virtute illustrium, libro, Pietro e Perna, Basilea 1575, pag. 182

Recentemente è apparsa sulla rete in un asta pubblica un incisione xilografica tratta da un edizione del 1575 del libro di Paolo Giovio: “Pauli Iouii Novocomensis Episcopi Nucerini Elogia virorum bellica virtute illustrium, Septem libris iam olim ab Authore comprehensa, Et nunc ex eiusdem Musaeo ad viuum expressis Imaginibus exornata” Petri Pernae Typographi, Basil 1575. La pagina a stampa intitolata a Camillus Vitellius riporta una breve sintesi biografica e un immagine corniciata del noto condottiero di ventura tratta da un ritratto su tavola (misura cm. 42,9 x 33)  a opera di Luca Signorelli e datato agli anni tra il 1493-1496 c.a. appartenente alla collezione B. Berenson e conservato a Villa I Tatti, presso The Harvard University Center for Italian Reinaissance Studies di Firenze. La pagina completa di margini misura cm.: circa 32 x 20 e riporta il seguente testo:

Camillus Vitellius

Camillus huic proximus, in Apulia Circellum oppi dum apposita scala conscendere  & capere contendens, molari prope lapide superne deiecto, nequicquam proteggente galea  oppressus est. Is tum Gallis, Virginioque duci operam navata, & multis bello forti bus factis, pugnacissimi ducis laudem, eo præsentim die fuerat consequutus, quo non procul à Luceria Germanorum integram phalangem Aragonijs militantem, inductis & sæpe circumductis in orbem sagittarijs equitibus deleverat. Primus in Italia sclopettariorum equitum turmam instituit, quod equitum genus postea intermissum est, quum nimia atque inhabili scloppettorum longitudine præpedirentur; sic ut hodie non miremur breviores & leviores, aptiore industria à Gérmanis iustitutos, qui nostris nuper hastatis equitibus maximo terrori in Germania fuerint.”.

CAMILLO VITELLI capitano di ventura circello sannio molise dipinto tavola  Luca Signorelli Firenze

CAMILLO VITELLI. Ritratto su tavola di Luca Signorelli ( 1493-1496 c.a.), collezione B. Berenson, The Harvard University Center for Italian Reinaissance Studies di Villa I Tatti, Firenze. Fonte: foto pubblica tratta dal web.

Camillo Vitelli (Città di Castello (PG), 1459 c.a. – Circello (BN), maggio 1496)

Appartenente al nobile casato dei Vitelli, era figlio di Niccolò, fratello di Paolo, Giulio, Giovanni e Vitellozzo, cognato di Giampaolo Baglioni. Per i suoi meriti militari venne nominato da Carlo VIII marchese di Sant’Angelo dei Lombardi (AV) e duca di Gravina in Puglia unitamente alla concessione di altri feudi. Condottiero di grande valore, fu il primo nella storia a introdurre e usare gli archibugieri a cavallo, durante una battaglia nei pressi di Lucera (FG). Qui nell’aprile del 1496 con Virginio Orsini ed il Montpensier alla testa di 800 lance, 500 cavalli leggeri e 4000 fanti, sorprese un quadrato di 700 fanti tedeschi che da Troia si dirigevano verso la predetta località agli ordini dell’ Helderlin;  dove attaccò gli avversari con 400 archibugieri a cavallo respingendoli fino al margine del fiume Chilone con una intelligente combinazione di combattimento a distanza e ravvicinato. Fece scendere i suoi uomini da cavallo ed utilizzò per la prima volta in combattimento il sistema della caracolla, consistente nell’apertura di fuoco della prima riga, della sua successiva retrocessione alle spalle dello squadrone per ricaricare l’arma, dell’intervento di una seconda riga e così via fino all’annientamento degli avversari. Operò  anche in Terra di Lavoro con 100 uomini d’arme. Nel maggio dello stesso anno mentre era intento con i suoi uomini a un’attacco sotto le mura di Circello (BN) viene precipitato da una scala da un sasso lanciatogli contro da una donna. Muore tre giorni dopo.

LA BATTAGLIA DI CIRCELLO (BN)

Circello è un piccolo centro del Sannio beneventano (già appartenuto alla Capitanata e poi al Contado e alla Provincia di Molise) rinomato per gli eventi che lo hanno visto al centro di importanti operazioni militari nel corso dell’ ultima campagna di guerra fra Angioini e Aragonesi nel Regno di Napoli e per la omonima battaglia ivi vinta dal marchese di Mantova, da Giovanni Sforza, Signore di Pesaro e dai veneziani alleati di Ferdinando I d’Aragona contro i Francesi, svizzeri e tedeschi, comandati dal celebre Giliberto di Borbone, duca di Montepensier, vicerè per Carlo VIII, e contro le compagnie di ventura dei principi Orsini e dei famosi fratelli Vitelli, capitani fra i primi del secolo XV. La battaglia di Circello è narrata da diversi storici e cronisti fra cui il Guicciardini, Giovio e Filippo di Comines, cavaliere francese, che era della spedizione di Carlo VIII, nel libro settimo delle sue memorie. Dopo la famosa congiura dei baroni nel Regno di Napoli, sotto Ferdinando I di Aragona, alcuni nobili emigrarono in Francia, e questi principalmente persuasero il giovane Carlo VIII a venire a conquistarlo. Il sovrano, rimarcando i diritti di casa d’Angiò, (un ramo collaterale della sua famiglia), e senza ascoltare i consigli contrari di una parte della Corte, si accinse a questa impresa. Scrive a tal proposito il Meomartini:

“Seguito da meglio che quarantamila armati, numero enorme a quei tempi (1494), giunse quasi in trionfo fino a Napoli, dopo pochi scontri sul Garigliano ed a Capua. Abdicò Alfonso II d’Aragona e fu proclamato Re il giovine Ferdinando II, che indi a poco fu costretto ad esulare. Il regno ubbidì quindi a Carlo VIII. Ma, e le prepotenze dei francesi da una via, ed i partigiani di casa d’Aragona dall’altra, ed il risollevarsi dei vari potentati italiani contro quella novella straniera invasione, determinarono Carlo VIII a tornarsene in Francia con metà dell’esercito. E la sua fu piuttosto fuga che ritirata, se se ne eccettui lo splendido fatto d’armi al Taro, dove la nobiltà francese si copri di gloria per aprire il passo all’esercito e al re attraverso le schiere nemiche, Nel regno di Napoli rimase adunque mezzo esercito sotto il comando del valoroso Gilberto di Borbone, duca di Montpensier, giovanissimo, dei signori D’Aubigny e di Persil; ma privo di aiuti e di denari Ferdinando Il d’Aragona ritornò a Napoli, ebbe gli aiuti di vari stati italiani, del duca di Mantova, dei veneziani, dello Sforza di Pesaro, e alcuna cosa anche dal parente Ferdinando il Cattolico Re d’Aragona, che indi a poco rimaner dov’era padrone di tutto. Con varia fortuna si combatté di qua e di là, ed anche nella valle beneventana e nelle Puglie; finché, venuta meno ai francesi la possibilità di esigere le rendite del Tavoliere di Puglia, saccheggiarono Guglionesi ed altre terre vicine, e poscia si diressero a Campobasso; donde, rinfrancati al quanto da loro partigiani, sboccarono nella piana di Morcone, con un triplice concetto militare: impadronirsi di Circello, dove erano accampati parte degli aiuti Aragonesi per chiudere i fianchi dell’inimico, liberare Fragneto Monforte dall’assedio messovi da Ferdinando in persona, aprirsi un passaggio verso Napoli, se la vittoria avesse arriso alle loro armi. Tutto ciò fallì completamente, parte per caso e parte per nequizie degli uomini; imperciocché i tedeschi e svizzeri ai soldi di Francia voleano quelle paghe che non era possibile dar loro per mancanza di danari. Le truppe francesi, che vivevano di rapine e saccheggi, distrussero alla lettera molti borghi ed oppidi; tanto che il Comines, testimone oculare, dice: < nam et Aquitani et Elvetiis et Germanis, multis iam mensibus nihil erat depensum, atque hi direptis aliquot oppidulis se sustentaverant». Infine i francesi assaltarono Circello; ma, respinti in sette assalti, costretti indi a togliere l’assedio, dovettero accettar battaglia. Messi in rotta, ed obbligati a prendere di sbieco la via di Puglia, le reliquie dell’esercito furono costrette rendersi in Auletta a 24 luglio 1496. Circello era un luogo munito, aveva il castello, che per le artiglierie di quei tempi dovea esser fortissimo. I francesi non lo espugnarono, ma vi fecero mancar l’acqua, a segno che durante la battaglia i cittadini uscirono per attingere l’acqua alle fonti vicine ed al sottoposto fiume (il torrente Torti). Ed appunto in uno di questi attacchi mori Camillo Vitelli «mentre, dice il Guicciardini, a lato alle mura fa egregiamente l’ufficio di capitano e di soldato, percosso nella testa da un sasso terminò la vita sua». La battaglia fu combattuta il 3 giugno 1496 in giorno di venerdi; e Ferdinando d’Aragona, che incendiò Fragneto, ne diede grazia ad una immagine della Madonna che ivi rimase incolume dal fuoco. Riportiamo però sui fatti d’arme relativo a Circello poche parole del Giovio (vol. 1 pag. 168): «Il di seguente la terra di Circello fu infelicemente combattuta dai francesi; perciocché Camillo Vitelli, mentre i guasconi andavano molto lenti e pigri a dar l’assalto e che riprendendo i soldati di viltà, fatto con esso lui smontare molti da cavallo, troppo arditamente passò sotto le mura, ricevuto un gran colpo di sasso su l’elmetto si fu morto. Uomo veramente per le singolari doti del corpo e dell’animo suo degno d’essere annoverato fra pochi capitani dell’età nostra; s’egli non avesse fatto allora l’ultimo sforzo dell’onorata vita sua per la grandezza d’un re straniero, ma per difendere la libertà d’Italia la quale era to’stc: : farsi serva». Ed in seguito: «Poi che Camillo fu morto nel fiore dell’età sua (aveva appena 27 anni), le fanterie occupate dalla paura e richiamate dal comandamento dei capitani si ritirarono addietro, perciocché allora il marchese di Mantova, assaltando d’improvviso il campo con tutti i cavalli leggieri e ritenuti d’ogni parte i vivandieri e presi e morti molti soldati sbandati, aveva per tutto messo grande spavento». E che di prigioni ve ne furono moltissime risulta dalle parole di un cronista anonimo napoletano, il quale senza darsi conto delle ragioni, e parlando dell’anno 1496, scrisse: «A di 8 e 9 de jugno, Mercoledì, Jovedì sono intrati a Napoli de multi presuni Franzisi, alcuni per la Galea, alcuni per presuni in Castiello»”.

Bibliografia essenziale:

Giovio P., Elogia virorum bellica virtute illustrium, libro IV, Firenze 1551, pag.165.

Giovio P., Elogia virorum bellica virtute illustrium, libro, Pietro e Perna, Basilea 1575, pag. 182.

Lucano G.A., De Bello Gallico Ferdinandi II. Aragonei liber sextus, in De Gestis Regum Neapo. Ab Aragonia, Napoli 1589, pagg. 149-151.

Domenichi L., Delle Istorie di mons. Giovio, Prima parte, Venezia 1564, pagg. 167-170.

Stefani F., (a cura di), Sanudo M., I Diari, tomo I, Venezia 1879.

Sanudo M., La spedizione di Carlo VII in Italia, Venezia 1883.

Meomartini A., Circello, in i Comuni della Provincia di Benevento, Storia – Cronaca- Illustrazioni, ristampa, Benevento 1985.

Visconti D. (a cura di), Pauli Jovi, Historiarum sui temporis, Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1957, pagg.145- 147.

Miele F.G., “ l’evento delle cose”, Circello e Fragneto nel 1496, Pro loco Circello – Pro loco Fragneto Monforte, dicembre 1996.

Per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Vitelli

http://www.treccani.it/enciclopedia/camillo-vitelli/

http://www.paganica.it/storia/condottieri/camillo%20vitelli.htm http://www.condottieridiventura.it/index.php/lettera-v/2583-camillo-vitelli-di-citt-di-castello

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