JUGOSLAVI E MONTENEGRINI prigionieri a Ruscio (1942-1943)

Monteleone di Spoleto miniera IX quaderno Ruscio Jugoslavi campo prigionia Umbria

RUSCIO di Monteleone di Spoleto (PG), anteprima della copertina del IX quaderno della serie “I Quaderni di Ruscio”, Edizioni “La Barozza”; p.g.c. della Pro Ruscio.

Fra le anticipazioni delle attività estive promosse dalla Pro Ruscio di Monteleone di Spoleto (PG) ci giunge gradita la notizia dell’imminente preparazione del IX quaderno di studio delle edizioni “La Barozza” dal titolo:

PRIGIONIERI A RUSCIO (1942-1943)

La storia dimenticata del campo n°. 117 per prigionieri di guerra e internati civili

La nuova pubblicazione continua la grande e meritoria impresa editoriale e culturale di una Pro Loco forse unica in Italia per le tante , varie e documentate opere di divulgazione e riscoperta della memoria storica locale. Ma lasciamo ora spazio all’associazione:

Settanta anni or sono, Ruscio, fu testimone, suo malgrado, di uno degli aspetti piu’ terribili e disumani della guerra: la deportazione e la detenzione di civili in campi di prigionia  o di lavoro. Se da un lato la cattura e la successiva prigionia di militari rientra, per cosi’ dire nelle regole del gioco, nelle regole della guerra, tanto da essere codificate dalle norme internazionali della Convenzione di Ginevra, il mantenimento in prigionia di civili rappresenta un vero e proprio crimine. A Ruscio, presso la miniera di lignite per un breve periodo, che coincide con gli anni più tristi della nostra storia, si alternarono, dapprima un campo di lavoro per prigionieri di guerra militari, il campo n. 117, e successivamente, fino al 8 settembre 1943, un campo per internati civili, in gran parte di cittadini del Regno di Jugoslavia. Grazie all’eccellente lavoro di ricerca condotto dal Prof. Dino Renato Nardelli, dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, e alla sua gentile concessione dell’utilizzo di tale importante materiale storico, la Associazione Pro Ruscio, con il patrocinio della Regione dell’Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Monteleone di Spoleto, l’Isitituto per la Storia Umbra Contemporanea, l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia – Umbria, il Consorzio dei Possidenti di Monteleone di Spoleto, e’ in grado di ricordare quanto avvenne settanta anni fa. Si e’ costituito, gia’ operante da vari mesi, un Comitato, composto da Valeria Reali, Salvatore Paolini, Francesco Peroni, Manuela Di Martino, Sonia Angelini, Domenico Angelini con la supervisione del Prof. Dino Renato Nardelli, che curera’ la prossima pubblicazione di un nuovo Quaderno di Ruscio, l’organizzazione di una Giornata di Studi di respiro nazionale(con il coordinamento dell’ISUC), che si terra’ nell’ambito della Festa di San Felice (27 / 28 Luglio) e la realizzazione di una mostra documentale itinerante sul territorio. Invitiamo, quanti conservino materiale fotografico di Ruscio e Monteleone degli anni della guerra a contattarci per poterli utilizzare nella mostra documentale. Settanta anni sono trascorsi, e’ tempo che memorie e storia si ricongiungano”.

Brevi vicende storico-amministrative della Miniera di Ruscio

La miniera di Ruscio era amministrata in origine dalla romana  Società  anonima miniere lignitifere di Ruscio poi (dal 1920) trasformata in Società anonima miniere di Ruscio con sede in Roma, via Due Macelli n.66 con un capitale sociale interamente versato di L.1.6000.000  aumentato l’anno seguente a due milioni con l’emissione di nuove azioni . Nel 1930, l’impresa ottiene la proroga sulla concessione dei giacimenti ligniferi per altri 20 anni. Agli inizi degli anni ’40 la miniera viene rilevata da una nuova società perugina. La conferma del cambio di gestione è riportata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n.58 di mercoledì 11 marzo 1942 (pag. 974) dove troviamo sotto la dicitura Ministero delle corporazioni – 143° Elenco dei decreti Ministeriali di concessione mineraria emanati in virtù del R.decreto 29 luglio 1927, n.1443   la nuova concessione ottenuta con “ Decreto Ministeriale 29 gennaio 1942 – XX, registrato alla Corte dei conti il 12 febbraio 1942 – XX, registro 22 Corporazioni, foglio 145, con il quale la facoltà di coltivare la miniera lignitifera di Ruscio, sita in territorio dei comuni di Monteleone e Leonessa, provincia di Perugia e di rieti, è trasferita alla Società anonima Mineraria Umbra (S.M.U.) elettivamente domiciliata presso la direzione della miniera stessa”. Nell’agosto del medesimo anno nell’area adiacente all’impianto estrattivo viene istallato un campo per prigionieri di guerra (Campo di P.G. n. 117, P.M. 3300) ivi impiegati al lavoro obbligatorio, per diventare poi, come tristemente noto, a partire dal marzo-aprile del 1943 un Campo di lavoro Coatto per internati civili  Jugoslavi e Montenegrini sempre gestito dalla Società Anonima Mineraria Umbra.

Per maggiore informazione:

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La Pro Ruscio e la Redazione de “La Barrozza” possono essere contattate scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@proruscio.it, oppure al seguente indirizzo: Associazione Pro Ruscio – Ruscio, Viale della Grande Italia -06045 Monteleone di Spoleto PG.

Il recapito telefonico del Segretario e’: 335/8094665

Per saperne di più:

Bonardi P., Felino: dalla guerra alla pace, 1940 – 1945, Circolo il Grandevetro, 2005.

Battistella R., L’Umbria e le sue ligniti, A. Giuffrè, Milano, 1960.

Capogreco C.S., I campi del duce: l’internamento civile nell’Italia fascista,1940 – 1943, Einaudi, 2004.

Ivanović V., Memorie di un internato montenegrino: Colfiorito 1943, Editoriale Umbra, 2004.

http://www.icsim.it/lettera/lettera5/lettera_5pag29.htm

http://www.cnj.it/documentazione/campiconcinita.htm

http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=299

http://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=443

http://gonarsmemorial.eu/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=15

http://www.campifascisti.it/scheda_documento.php?id_doc=769&id_campo=443

http://www.proruscio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=619&Itemid=83dal http://www.proruscio.it/index.php?Itemid=48&id=2117&option=com_content&task=view

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