C’ERA UNA VOLTA… LA BIBLIOTECA POPOLARE, l’esperienza di Cercemaggiore.

Un breve intervento sulla storia e chiusura della  Biblioteca Popolare di Cercemaggiore, istituzione che agli inizi degli anni ’20 del XX secolo contava un repertorio fra libri e pubblicazioni composto di circa 700 titoli poi dispersi nel tempo e sulle vicende del nuovo centro di lettura istituto dopo il secondo dopoguerra … e da tempo scomparso.

Vannozzi S.,C'era una volta... la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattio-culturale, in "Millemetri, la rivista di Cercemaggiore", (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005.

Vannozzi S., C’era una volta… la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattico-culturale, in “Millemetri, la rivista di Cercemaggiore”, (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005. Parte I.

CERCEMAGGIORE Millemetri Biblioteca popolare bibliofilia cultura Molise II

Vannozzi S., C’era una volta… la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattico-culturale, in “Millemetri, la rivista di Cercemaggiore”, (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005. Parte II.

CERCEMAGGIORE Millemetri Biblioteca popolare  bibliofilia cultura Molise III

Vannozzi S., C’era una volta… la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattico-culturale, in “Millemetri, la rivista di Cercemaggiore”, (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005. Parte III.

Vannozzi S.,C'era una volta... la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattio-culturale, in "Millemetri, la rivista di Cercemaggiore", (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005.

Vannozzi S., C’era una volta… la Biblioteca Popolare. Dal Circolo Giovanile al Centro di Lettura. Storia e fine di un esperienza didattico-culturale, in “Millemetri, la rivista di Cercemaggiore”, (vecchia serie), Anno VII, n.1, Gennaio-Febbraio 2005. Parte IV.

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.

Dario Fo, drammaturgo italiano, Premio Nobel L’utilità e il valore dei libri Come un corpo sano ha bisogno un sostentamento corretto e nutriente, così una mente sana trae sostentamento dalla lettura. L’educazione a una buona lettura che segua le nostre esigenze e inclinazioni, apre le nostre menti verso nuove vedute, e al contempo arricchisce il nostro bagaglio culturale, il nostro modo di pensare e di esprimerci fra e verso gli altri. Ovviamente come per tutte le cose è bene indirizzarsi verso buoni testi (fra la tanta carta stampata in Italia di basso o addirittura infimo contenuto), che, ci possano accompagnare nella crescita come un amico fidato o un insegnante o un genitore. La forza della lettura, in effetti, risiede nel fatto che permette di sviluppare la propria immaginazione e la capacità di pensare autonomamente e capire il mondo circostante. Leggere permette di scolpire un qualcosa nella propria mente, nella propria vita. Dà sostanza alla crescita della persona. Non ci sono limiti all’accrescimento del nostro potenziale, se la terra della nostra mente è ben coltivata e nutrita. Dentro di noi ci sono infinite possibilità e la lettura è uno dei principali strumenti con cui dissodare questa terra senza confini per crescere culturalmente in tutti i campi della vita. La cultura non è solo una questione di metodo o di presentazione o di migliore espressione verbale rivolta a chi ci sta di fronte, ma apre le porte a una migliore comprensione e ragionamento su tutto quello che ci circonda, dal sociale alla politica rendendoci pienamente cittadini. In una nazione che viaggia o arranca (a secondo dei casi) su binari plurimi e a diverse velocità ancora oggi costatiamo situazioni diagonalmente opposte anche sul lato culturale. Vi sono centri e comuni anche fra i più minuti provvisti di biblioteche locali con ogni comodità e tipologie di servizi e altri che non ne hanno né sembra ne abbiano alcun sentore di una qualche pratica utilità. Ovviamente una biblioteca, archivio o centro di lettura non è assolutamente un ramo dispendioso di un ente istituzionale come molti politici odierni vogliono farci credere; lavorando e trasmettendo dialoghi e saperi ad altre persone, perché luogo di scambio, per funzionare e continuare la sua azione sociale nel tempo ha bisogno di persone capaci che “amano” questo lavoro stimolando gli utenti alla voglia continua di crescere e alla ricerca mai appagata di conoscere e sapere sempre più. Una società acculturata paga con il tempo i suoi effetti positivi migliorando l’ambiente in cui si diffonde a tutto vantaggio del bene comune, togliendo piccoli e grandi abusi secolari e radicando nella gente il rispetto per l’altro. Gli effetti e le differenze di un paese privo di un qualsiasi centro di aggregazione culturale, per quanto si vogliano spesso ipocritamente nascondere, si vedono nel costume sociale e nel degrado cui nei decenni si può giungere, dalla mancanza di civismo al senso comune d’insoddisfazione che coinvolge soprattutto i più giovani. Un paese senza cultura è un luogo senza possibilità di voci alternative, senza alcuno che possa realmente concorrere a una comune dialettica democratica. E’ un paese che, anche e soprattutto nella sua politica locale non può dare che i soliti frutti…  mordendosi la coda. Per maggiore informazione: http://scrignoletterario.it/ http://digilander.libero.it/scienzamarcia/mezzi.htm http://figuredelpotere.altervista.org/commento_foucault.php http://www.caligiuri.it/tesi/tesi2009/tesi%20elisabetta%20borda.pdf http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/pplatone7ujgs.htm http://manzoniamo.blogspot.it/2011/06/volere-e-sapere-e-potere_07.html http://www.inventati.org/sofiaroneyproductions/images/Sapere_e_potere_nel_pensiero_di_Socrate.pdf

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