UN ANGOLO DI PACE E BELLEZZA… il chiostro del convento di Leonessa (RI)

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Di tanti conventi e complessi monastici di cui è ricca l’Italia e che per diverse ragioni degli uomini talvolta restano chiusi, o sono cadenti o ancor peggio completamente trasformati da cementificazioni e inutili ammodernamenti privi di ogni gusto estetico che  li ha snaturati dal loro aspetto e contesto originario da sembrare più degli anonimi e vuoti casermoni o santuari del deserto, piace anche  (e soprattutto) segnalare quei casi in controtendenza, dove l’oculatezza e la ragione ne hanno permesso, con minimi recuperi, l’ uso, la conservazione, mantenendo di fatto  inalterato l’aspetto originario dei luoghi quasi come quando sono nati… semplici e per questo belli. Questi sono i luoghi che senza grandi pretese possono ben dirsi centri di spiritualità e di pace, perchè per raggiungerla talvolta c’è anche il bisogno materiale di vedere, assaporare e contemplare… la semplicità, senza pretesa.

E’ questo il caso del convento di Leonessa (RI)e del chiostro annesso annesso (che invito a conoscere), a cui si unisce la nota cordialità più volte dimostrata dai frati presenti, che ne fanno un centro unico da visitare per il bene degli occhi e dello spirito!

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IL CONVENTO di MARIA SS.MA DI LORETO di LEONESSA (RI)

“Il convento fu fondato nel 1571, presso una chiesa risalente al 1520 su un terreno donato al Capitolo laterano da Cristoforo Gizzi, ai frati conventuali e da questi ceduto nel 1534 ai frati cappuccini della provincia umbra, alla quale esso appartenne fino al 1769. In quest’anno, a seguito di un decreto del re di Napoli Ferdinando IV, che non voleva nel suo regno sacerdoti dello Stato pontificio, il convento di Leonessa e quelli di Montereale e Amatrice – tutti ubicati nel territorio del regno di Napoli – furono forzatamente ceduti e legittimamente aggregati alla provincia cappuccina d’Abruzzo. Nella soppressione napoleonica, sotto il governo di G. Murat, il convento leonessano rimase abitato dai frati, che in qualche momento raggiunsero il numero di 16; ma con la soppressione piemontese le cose cambiarono: i frati cercarono di resistere per alcuni anni, finché nel 1891 furono costretti a uscire, per rientrare dopo circa tre anni nel loro convento riacquistato il 4 gennaio 1894 insieme alla parte di orto non occupata dal cimitero cittadino; la chiesa venne riaffidata con l’obbligo dei restauri e della manutenzione. Fu durante la forzata assenza de frati che le reliquie di San Giuseppe da Leonessa vennero trasferite al santuario omonimo, compreso il cuore del santo racchiuso in un magnifico ostensorio o reliquiario d’argento, dono dei Farnese ai cappuccini di Leonessa (1640). Il convento fu subito riscattato per la sollecita opera di P. Mauro Nardi da Leonessa e di P. Gianfrancesco da Pratola, con il fattivo appoggio di D. Roberto Pietrostefani. La biblioteca ha subìto dei “furti”, e molti volumi sono andati dispersi. Un pezzo dell’orto è stato occupato dal Comune per il cimitero civico. San Giuseppe da Leonessa dimorò saltuariamente nel convento patrio, dove si mostra ancora la sua celletta. Vi si conservava il Crocifisso che il Santo portò con sé nella missione di Costantinopoli e nelle predicazioni popolari; ma nella notte fra il 21 e il 22 giugno 1993 ignoti lo hanno trafugato. In una cappella laterale della chiesa è sepolto P. Francesco Chiodoli da Leonessa, nipote del Santo, morto nel 1644 anch’egli in concetto di santità. Durante la primavera del 1994 sono stati eseguiti nella Chiesa ampi lavori di restauro: pavimento e impianto di illuminazione nuovi, tinteggiatura, presbiterio del tutto rinnovato con opere in noce e, al centro, un tabernacolo ligneo di fine ‘500 proveniente dalla chiesa cappuccina di Amatrice. Durante l’estate del 1997 le pareti laterali e il fondo absidale del presbiterio-coretto, nonché la volta a botte e l’arco trionfale, hanno accolto vivaci graffiti di P. Ugolino da Belluno, ispirati a episodi taumaturgici della vita del santo leonessano. L’originario conventino ben conservato e restaurato offre una serena ospitalità a chi cerca un ristoro dello spirito. Nel 1967-68 furono rinnovati i tetti e bonificate le cantine con la realizzazione di un ampio salone, che può servire come sala per conferenze e da pranzo affiancata da cucina; nel 1975 fu ristrutturato il piano superiore con piccolo reparto per i frati e altro reparto (camerette, dormitorio, bagni) per gruppi giovanili o famiglie; nel 1985-86 vennero restaurati il chiostro e il refettorio dei frati, nonché sistemati un giardinetto interno e un campo da gioco. Dal 1964 la comunità dei frati cura la pubblicazione di Leonessa e il suo Santo, bimestrale di vita leonessana. Nell’estate del 1989 la provincia religiosa ha accettato l’affidamento della parrocchia cittadina e santuario “San Giuseppe da Leonessa”, per cui un confratello della fraternità cappuccina è nominato parroco e rettore.”.

(fonte tratta da : http://www.fraticappuccini.it/cappucciniabruzzo/cms/index.php/leonessa)

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Convento Maria Ss.ma di Loreto
Santuario di San Giuseppe di Leonessa
tel. e fax 0746 922154
email: leonessa@fraticappuccini.it 
E-mail suosanto@libero.it 
02016 LEONESSA (RI)

per maggiori notizie: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Leonessa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90380

http://www.padreorante.it/leonessa/giuseppe-bio.htm

http://www.leonessaeilsuosanto.it/conventoLeonessa.asp

http://www.leonessa.org/leo_sacra/doc/141-147.pdf

http://www.fraticappuccini.it/cappucciniabruzzo/cms/index.php/leonessa http://www.fraticappuccini.it/new_site/index.php/chi-siamo/dove-siamo/santi/127-san-giuseppe-da-leonessa-1556-1612.html

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