SCRITTE E SIMBOLI CHE FANNO ANCORA PAURA… I “ricordi” del fascismo, fra conservazione e contestazione

CLES (TN)

CLES (TN), Palazzetto storico in via  Lanza (civ. 80/84) ancora non toccato da ristrutturazioni edili con diverse scritte murali politiche (e non) e tabella amministrativa. Foto  di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

La breve furia iconoclasta del secondo dopoguerra e la necessità per molti di cancellare presto il più recente passato hanno portato alla sistematica distruzione di molti simboli del vecchio regime oggi ritenuti in modo non sempre univoco come semplici frammenti della storia italiana, ormai decontestualizzati da ogni aurea politica e in quanto tali, da restaurare o almeno tutelare. In effetti, nel dopoguerra sono stati distrutti o ricoperti molti simboli e scritte del ventennio a portata di mano (o di scala); tranne ovviamente quelli posti su tombini, lampioni e altre strutture o impianti pubblici, necessari alla vita di ogni giorno, la cui rimozione avrebbe comportato enormi disagi e un notevole dispendio di denaro pubblico e la ricostruzione in vasta scala su tutto il territorio nazionale. Nel caso degli slogan e delle scritte murali, si è invece proceduto in molti casi all’obliterazione con una semplice ed economica imbiancatura. In altre situazioni, molte scritte furono lasciate a vista, semplicemente, abbandonate all’inesorabile trascorrere del tempo e al lento dilavamento degli agenti atmosferici. Da alcuni decenni molte di queste scritte sono riapparse sotto le velature dell’intonaco specie, in occasione di restauri, ponendo il dilemma sull’utilità o meno di un loro ripristino o della loro eventuale conservazione. È doveroso il dover riscontrare ancora oggi che, proprio dove la guerra assunse i connotati più crudi di vera guerra civile, siano più vive e contrastanti le posizioni e le polemiche nel caso di recuperi conservativi o di restauri di scritte a carattere propagandistico di chiara matrice fascista. Nelle regioni settentrionali l’occasione accende ogni volta la miccia fra una miriade (direi un arcobaleno) di posizioni che vanno da un estremo all’altro: dai pochi nostalgici, ai fautori del recupero di un pezzo appartenente (nel bene o nel male) alla nostra storia, ai possibilisti fino ai demagoghi della politica estrema. Altrove, specie nel centro Sud la maggioranza delle scritte murali sopravvive al tempo e alla noncuranza degli uomini, riducendosi di anno in anno solo per ragioni legate all’attività umana (ritinteggiature delle facciate, ristrutturazioni edili, demolizioni) e alla conseguente espansione dei centri abitati. Molte persone neanche le notano e pertanto ogni volta che capita l’occasione, vista la facilità della loro progressiva sparizione, piace documentarle con uno o più scatti fotografici, come parte integra della memoria, storia di un’intera comunità. Stessa sorte ovviamente accade per tutte le scritte murali, insegne d’epoca o commerciali, per i graffiti dei partiti della prima repubblica, per le falci e martello, per i plausi a De Gasperi o a Togliatti e per le scritte delle tifoserie ciclistiche inneggianti a Bartali o Coppi. Ricordo ancora quelle romane, talvolta sgrammaticate, appartenenti ad anni più recenti come “Regan boia, ricordati del Vietnam”, sarcastiche, giocate sul doppio senso come “Amato noi non ti amiamo più” o a tono ironico dialettesco “Certo che cò tutto sto cardo ce voleva proprio un bel Governo Ombra”. Riguardo alle diciture del ventennio possiamo fare il caso di Campobasso e di alcuni paesi della sua provincia (ma così anche per tanti altre province) dove scritte del genere insieme a simboli e scritte monarchiche, comuniste e democristiane del primissimo dopoguerra convivono minacciate perennemente e solo dalla piccozza e dal pennello distruttore. Nel Lazio, in Abruzzo, in Molise e nelle regioni ancora più economicamente depresse queste scritte sopravvivono solo perché in giro vi è una generale crisi economica e sociale che non permette grandi lavori e ristrutturazioni. Negli ultimi  anni sono stato semplice testimone di sparizioni di diverse di queste memorie storiche (distruzioni ripeto, attuate senza alcuna motivazione politica o ideologica).

CLES trentino ventennio storia fascismo scritta

CLES (TN), scritte murale del ventennio e del secondo dopoguerra. Sotto il davanzale della finestra, con un colore bianco è scritto “W Coppi –  ʍ Bartali”. Foto di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

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CLES (TN), Via Tiberio Claudio 41, insegna commerciale di vendita legname a cui venne sovrapposta (e poi cancellata) un’ulteriore scritta murale. Foto di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

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CLES (TN),scritta murale del periodo della R.S.I. inerente forse alla leva del 1944 (?).Dipinto su fabbricato nella strettoia di Via Tiberio Claudio, di fronte al civ. 25. Foto di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

CLES fascismo restauro beni culturali storia duce  ventennio murale

CLES (TN), via Gianbattista Lampi 9, doppia scritta quasi sovrapposta con la dicitura “DUCE DUCE” ormai evanescente. Foto di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

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CLES (TN), via Gianbattista Lampi 6 /a, scritta parzialmente conservata  “W IL (…)”. Foto di Stefano Vannozzi, gennaio 2013.

A Leonessa (RI) un “testone” si salvò in extremis dalle mani di un operaio (peraltro di quell’area politica) solo per l’intervento di uno studioso, che spiegò l’importanza di mantenere anche queste memorie. Recentemente a Campobasso una (reputo) rarissima scritta in lingua Polacca, memoria del passaggio delle truppe alleate nella città, è scomparsa nel rifacimento degli intonaci e tinteggiatura di una palazzina in Corso Giuseppe Mazzini, dove all’originario disegno a listatura dell’intonaco è stata proposta una superficie liscia color pesca. A Roma circa due anni fa, dopo la rimozione di alcuni vecchi cartelloni pubblicitari a Ponte Casilino, sopra un vecchio muro di cinta emerse una grossa scritta commerciale dei primi anni venti del XX secolo. Rimase in vista per due o tre giorni prima di essere imbrattata da writer e in seguito ignorata e ricoperta da un’imbiancata eseguita da alcuni addetti anti-graffiti del Comune per il “decoro urbano”. Anche le stelle rosse con il volto di Garibaldi del Fronte Popolare e le pitture originali inneggianti alla resistenza che vidi a Modena alla fine degli anni novanta, a quanto mi si riferisce, sono ormai quasi tutte scomparse. La realtà quotidiana che accomuna nella sorte di ogni passaggio umano sugli edifici storici o comunque datati sembra essere più semplice delle polemiche e dei clamori del momento alimentati da cavalcanti motivazioni ideologiche. A parte le opinioni politiche generalmente gli stessi proprietari o inquilini degli immobili dove sono presenti questo genere di  tracce non si rendono spesso conto dell’esistenza dei medesimi (o ne sottovalutano l’importanza storico-documentaria) e pertanto non si curano dell’esistenza o della cancellazione di queste più o meno evanescenti memorie storiche.

Per maggiore informazione:

AA.VV., Indagine sulle scritte murali del ventennio fascista nell’Oltregiogo sl, Regione Piemonte, Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, 2000.

Bosca G., Duce. La propaganda murale del regime fascista, ed. Araba Fenice, novembre 2010.
Caffarelli, Enzo & Raffaelli, Sergio, Il cambiamento di nome dei comuni italiani (dall’Unità d’Italia a oggi), Rivista Italiana di Onomastica – RION 5, Società Editrice Romana 1999.

Desideri P., L’imperio del segno, ovvero la scritta murale fascista, in Ead. (a cura di), Il segno in scena. Scritte murali e graffiti come pratiche semio-linguistiche, Ancona, Mediateca delle Marche, 1998.

Marsilio C., Muri in camicia nera, Libreria Europa Roma 2012.

Segàla A., I muri del Duce, Arca edizioni, Lavis (TN), ottobre 2000.

Dibattiti sull’argomento:

http://www.ventenniooggi.it/

http://scritte.delventennio.it/

http://www.storiaestorici.it/index.asp?art=118

http://www.ludik.it/2011/04/11/vota-garibaldi/ 

http://storiamestre.it/2012/12/scrittesutrio-udine/ 

http://www.comune.busca.cn.it/news.php?id=4001 

http://www.progettokilroy.it/graffiti-fuori-provincia/ 

http://miles.forumcommunity.net/?t=18516973&st=45 

http://www.bibliotecaviterbo.it/Rivista/1984_1-4/Ricci.pdf 

http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article426 

http://liberidiresistere.wordpress.com/2012/05/21/scritte-murali-fasciste/ 

http://www.cataniapolitica.it/terza-pagina/i-muri-fascisti-di-sicilia-15161 

http://www.facebook.com/associazionestoriamestre/posts/190316771106122 

http://www.tusciaweb.eu/2012/12/quelle-scritte-antiche-di-unitalia-dimenticata/ 

http://paologiordanocb.blogspot.it/2011/10/lex-gil-di-campobasso-ed-il-suo_06.html 

http://it-it.facebook.com/media/set/?set=a.128767763840680.35904.128748870509236 

http://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/bosca-giovanni/duce-9788895853925-28552.html 

http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/08/02/news/la-frase-di-mussolini-fa-infuriare-i-partigiani-1.5490948 

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/01/05/news/il-quot-duce-quot-salvato-a-palazzo-dolfin-alla-stanga-1.6298253 

http://www.cronachemaceratesi.it/2011/02/02/scritte-fasciste-la-soprintendenza-scrive-al-sindaco-di-montecassiano-e-chiede-chiarimenti-sulle-autorizzazioni/56121/ 

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2 risposte a SCRITTE E SIMBOLI CHE FANNO ANCORA PAURA… I “ricordi” del fascismo, fra conservazione e contestazione

  1. Claudio ha detto:

    Bellissimo articolo, e la ringrazio per la citazione del mio libro “Muri in camicia nera”. Sono anche amministratore di un gruppo su Flickr dove ho pubblicato queste sue foto prese a Cles ( il mio libro, come sa forse, è circoscritto alla Regione Abruzzo ), linkando su questa pagina. Spero di averle fatto cosa gradita.
    A presto
    arch. Claudio Marsilio

    • stefanovannozzi ha detto:

      Gent.mo Architetto, la ringrazio per il “bellissimo articolo” e per aver letto il mio piccolo intervento. Conosco il suo gruppo perchè fra i vari interessi (e quando posso) documento un tutto quello che ritengo interessante, a carattere storico e spesso prossimo alla sparizione, compresi murales di propaganda o commerciali di qualsiasi epoca o foggia. Il caso di Cles ne è un piccolo esempio, essendomi trovato lì per un breve soggiorno di altro genere. Negli ultimi anni mi sono dedicato in particolare all’area romano-laziale e ai piccoli centri del Molise che mi piacerebbe raccogliere in un apposita pubblicazione (specie questi ultimi); il suo commento è pertanto graditissimo. A presto!
      Stefano Vannozzi

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