SIMONE ZEOLI… piccoli mostri crescono (per fortuna) anche in Molise

Spesso quando ascolto qualcuno parlare del Molise sento apostrofare (non senza un po’ di sconforto) questa terra come brulla, desolata, senza niente di particolare da menzionare insomma un luogo perduto, fantasma, alieno, dimenticato e distante dalla realtà del mondo attuale. In altri casi la generalista associazione dell’interlocutore ne identifica puntualmente e fisicamente il luogo con l’Abruzzo (per il perdurare di vecchie reminiscenze amministrative) o addirittura, in un’indecisa collocazione, con la Basilicata!  Ritengo che il Molise (in quanto regione e luogo fisico) sia stato scoperto dalla generalità degli italiani solo a seguito del recente sisma del 2002.   Anche il cinema ha fatto la sua parte utilizzando raramente il Molise e la terra molisana e sempre per citazioni vaghe e cariche di negativismo. Questo in parte è purtroppo il frutto derivato da una persistente realtà, ancora molto provinciale, con una società chiusa e permeata da una mentalità ancora staccata dal corpo nazionale ormai senza una vera meta, in perenne ricerca di una perduta identità e mutila almeno all’apparenza, di persone veramente carismatiche e capaci, che abbiano il coraggio di trainare e far uscire questa regione dal suo sonnecchiante torpore. Per fortuna esistono anche altre realtà e un altro Molise, fatto di persone di buona volontà uomini e donne tenaci d’ogni età che ogni giorno reagiscono e combattono per una vita migliore in ogni campo dell’intelletto e delle scienze umane.

Fa piacere quindi scoprire talvolta talenti o passioni nuove di molisani o molisane che, cercando una strada nel mondo, indirettamente aprono agli altri la conoscenza del proprio luogo d’origine e dei suoi aspetti più positivi e peculiari.

Simone Zeoli è uno di questi “piccoli”alieni molisani, un giovane libero professionista che ha iniziato da qualche anno i suoi passi nel difficile campo della Cinematografia e dei film. Discendente diretto da una famiglia di origine cercese risiede attualmente a Mirabello Sannitico (CB) facendo frequentemente la spola fra questo piccolo centro del Sannio e Roma. Con una Laurea triennale in Linguistica, conseguita nell’Università degli Studi del Molise, e una Laurea specialistica in Cinema, Teatro e produzione multimediale presso l’Università degli studi di Pisa, si occupa di media e in particolare del rapporto tra lingua e immagini nel fumetto e nel cinema. Nel campo cinematografico ha lavorato alla fiction televisiva trasmessa dalla Rai “Lo scandalo della Banca Romana” (Albatross Entertaiment) e come assistente personale del regista in “Come un Delfino” (Sanmarco). Nel campo teatrale ha contribuito di persona in un
lavoro di Stefano Reali,  nel dicembre del 2010, dal titolo “Ladro di Razza”.

In qualità di relatore ha partecipato a diversi seminari e convegni di studi fra cui quello tenutosi nel 2005 presso la Sala Biblioteca dell’Ateneo di Campobasso su “Scrittura e Società”, Storia-Cultura, Professioni, presso l’Università degli Studi del Molise, Facoltà di scienze Umane e Sociali di Campobasso. Nell’aprile del 2008 ha partecipato al seminario “il fumetto, seminario sulla nona arte”, coordinato da Marcello Aprile, organizzato dall’Università del Salento, Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura, Corso di laurea in Scienze della comunicazione in collaborazione con Rotary Club e con il patrocinio del Dottorato in Linguistica storica e storia linguistica italiana e del Comune di Vernole, seguito, nel settembre del medesimo anno da un seminario internazionale su “Lingua e Linguaggio dei media” a Lecce (Sala dei libri antichi, Università Studium 2000) mirante a fare il punto sul veloce cambiamento dell’italiano contemporaneo in rapporto con vecchi e nuovi mezzi di comunicazione di massa.

Nella recente pubblicazione de “Le porte d’Oriente, Lettura linguistica dei fumetti di Vittorio Giardino” ha contribuito con il Prof. Marcello Aprile a una lettura linguistica, dei fumetti di Vittorio Giardino che toccano momenti drammatici della storia europea: la vigilia della seconda guerra mondiale, la Spagna della guerra civile, la Cecoslovacchia dello stalinismo. Il testo illustra la lezione della scuola franco-belga che in Giardino è molto presente con il ritmo narrativo serrato e le innovative soluzioni nelle tavole immerse in una complessa e articolata tecnica del disegno.

Per saperne di più:

Marcello Aprile e Simone Zeoli, Le porte d’Oriente, Lettura linguistica dei fumetti di Vittorio Giardino, Manni Editore, Manduria, ottobre 2005.

Marcello Aprile, Paolo Biondi e Simone Zeoli,  La lingua del fumetto western, in “Lingua e società. Storia, cultura, professioni”, Atti del Convegno di Campobasso, 11 ottobre 2005, Aracne Editrice, Roma, febbraio 2007.

http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&search-alias=stripbooks&field-author=Simone%20Zeoli    http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Giardino http://www.ibs.it/libri/zeoli+simone/libri+di+simone+zeoli.html http://www.pilla.cb.it/pillolo/2001%20-%2003.pdf

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