CENTOCELLE 1934 , ricordo di una giornata memorabile (di Gino Santagà)

Pochi giorni fa ho ricevuto da Mestre queste righe che pubblico volentieri da un nuovo amico che mi ha inviato un ulteriore nota con ricordi del suo (scrive) “infantile soggiorno in alcune borgate romane oggi radicalmente trasformate da otto decenni di “progresso””. Nella lettera di accompagno al testo mi precisa che “L’unica cosa che non ci accomuna è l’età in quanto io mi ritrovo, sulle spalle, senza alcun mio merito, all’incirca con mezzo secolo più di lei”. Devo precisare al riguardo Caro Gino (se mi permette questa confidenza) che in vita mia non ho fatto mai alcuna differenza d’età e che gli interessi positivi e i rapporti umani arricchiscono sempre e travalicano ogni concetto di tempo e spazio ed età. Con grande piacere quindi ti ringrazio per aver accolto il mio invito per raccontare una “tua” memoria!

CASA GRIFFINI A CENTOCELLE

Nel 1934 la mia famiglia lasciò l’abitazione che occupava nel castello di Torrenova per trasferirsi in località Giardinetti in altra abitazione che era di proprietà del signor Luigi Apolloni, un tecnico che si occupava di macchine agricole e aveva due figli, Lucio e Alberto all’incirca della mia età. Di quel periodo conservo due vividi ricordi: la violenta scenata che il signor Luigi Apolloni fece ai propri figli quando seppe che a me era stato assegnato dal “Governatorato di Roma” un gran diploma di benemerenza scolastica con medaglia d’argento (seppi molti anni dopo che trattavasi di argento di bassissima lega) e invece nessun riconoscimento per i suoi due figli. L’altro ricordo riguarda un giovane tedesco, non so come capitato a Giardinetti e Solidea, una giovane ragazzina del luogo, con una lunga capigliatura corvina che gli arrivava quasi a mezzo corpo con la quale giocavamo spesso assieme. Quando mi accorsi che l’interesse del giovane teutonico era concentrato su Solidea e non veniva a insegnarmi il tedesco abbandonai le lezioni; ricordo solo lo strampalato termine “kuntatak” che anni dopo appresi voler significare: “guten Tag”. Di tanto in tanto, tramite mia zia, ero invitato a casa Griffini a Centocelle in una bella villa con un grande parco come le molte altre che incorniciavano il paesaggio di centocelle in quegli anni trenta. Di fronte alla villa dei Griffini vi era quella, più modesta dell’anziano Sig. Salustri, uno strano personaggio che, influenzato dal clima dell’epoca, aveva la singolare abitudine di allestire bizzarri soliloqui dal poggiolo al primo piano della villetta che si trovava di fronte a quella dei Griffini. Le concitazioni del Salustri non suscitavano peraltro molto interesse da parte dei vicini. In casa Griffini avevo il compito di fare compagnia a Orsetto Griffini, “il figlio del console Griffini” che aveva circa 1 anno e mezzo. Quel mattino dopo aver giocato con il piccolo orsetto che era posto in un box a ridosso di un grande “pinus pinea” mi allontanai per una breve passeggiata nel parco. Al mio ritorno trovai il piccolo Orsetto imbrattato mani e volto dai i resti della propria digestione (in allora non c’erano i pampers). Vista la situazione mi precipitai in casa ad avvisare mamma Griffini dell’accaduto la quale fece immediatamente portare a casa il piccolo Orsetto per le pulizie del caso. La calma si ristabilì dopo che ebbi ad assicurare che il vecchio Salustri non poteva assolutamente essersi accorto dell’accaduto giacché non si era ancora affacciato al poggiolo della sua villetta per la quotidiana concione e quindi la preoccupazione che l’episodio formasse oggetto dei commenti del Salustri era del tutto esclusa e con essa la preoccupazione del fatto che la stessa potesse arrecare danno indiretto d’immagine per il console Griffini. Nel pomeriggio arrivò a villa Griffini il fratello della signora Griffini con la luccicante nuova vettura appena arrivata dall’America e, posto a conoscenza dell’episodio del mattino mi disse: ” Allora devi salire in macchina con me che andiamo a fare un giro di collaudo della nuova automobile per il centro di Roma”. Da quel momento iniziò per me un pomeriggio frammisto tra sogno e realtà, con sensazioni “paradisiache” (non ero mai salito su un’automobile).

La sera, ritornato a Giardinetti me ne andai a letto passando in rassegna tutte le vicende accadutemi in quella giornata del tutto speciale. Ricordo che mi venne a mente quello che poco tempo prima che i miei si trasferissero da Mogliano Veneto a Roma era successo a Don Narciso parroco della frazione Torni di Mogliano Veneto che, al ritorno a casa da Mogliano venne trovato morto dentro la sua carrozza. Questo fu il commento dei paesani:

“Ciò, poareto el gera un bon omo e el xe andà in paradiso co à carosa ma no’l gera santo e gnanca beato”.

A me era si capitato di vivere una giornata paradisiaca ma mi era stato anche concesso di conservare quelle straordinarie emozioni che, il giorno successivo, mi precipitai a raccontare ai miei compagni di scuola che accolsero il mio racconto con un misto di stupore e con invidiosi commenti. Da allora ho capito il senso di quel proverbio toscano che dice: “Al vicino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”. La cosa singolare è che gli scorsi giorni sono venuto a conoscenza che Orsetto Griffini, come si chiamava in allora, in effetti, ha il nome ben più altisonante di Orso Cesare Griffini ed è anche autore, di una pubblicazione di arte culinaria dal titolo ” Tartufo – Il mito le magnifiche Virtù e cento ricette da preparare con il celebre fungo ” Edizioni Fratelli Melita. 

Gino Santagà

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7 risposte a CENTOCELLE 1934 , ricordo di una giornata memorabile (di Gino Santagà)

  1. frances vieta ha detto:

    I would like to be in contact with Gino Santaga. I was the co-author of the book on Truffles, I Tartuffi, 1973 from which the 1987 book was taken.

  2. Carlo Mascarino ha detto:

    Vorrei sapere se il signor Orso Griffini di cui si parla qui è lo stesso che ho conosciuto a Viareggio nelle estati 1948-1949 assieme alla di lui zia. All’epoca sembrava avere 18-19 anni, cioè dovrebbe essere nato nel 1930 circa.

    • Gino ha detto:

      Gent Signor Mascarino mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla sua richiesta riguardante il Sig. Orso Griffini .
      Ritengo si tratti della medesima persona che lei conobbe a Viareggio nel 1948-1949.
      L’ex moglie del Sig. Orso Griffini Vieta mi richiese anch’essa notizie sull’infanzia dell’ex coniuge ed io risposi che la mia conoscenza col suo ex coniuge si concluse nel 1934.
      Seppi susseguentemente che il Sig. Orso Griffini dopo che il padre console della milizia e quindi presidente del tribunale speciale, nel 1944 condannò a morte Galeazzo Ciano e gli altri gerarchi fascisti, quindi nascose il figlio presso una comunità di religiosi del Lazio. Con i miei migliori Saluti

  3. Frances Vieta ha detto:

    Cesare Maria Griffini (Orso) e nata 16/08/1933. Dopo iltribunale Orso e stata mandato a vivere con la sua Zia a Viareggio. Il padre e stata nascosto presso un comunità di religiosi vicino a Castel Gandolfo sotto il nome di fratello Mario.

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