CASA CALDA : ATTACCO ALLA CAMPAGNA ROMANA (e a quel che ne resta)

VII Municipio

No alla cementificazione di Casa Calda
I cittadini pronti alla mobilitazione

Di Pasqualino Bruno

Il progetto prevede la realizzazione di 36 edifici per un totale di 210mila metri cubi di spazio edificabile. Il minisindaco Roberto Mastrantonio: “Inaccettabile che si possano realizzare 1300 appartamenti in un’area incontaminata di agro romano e di forte valore archeologico”, e chiama i residenti alla protesta. Assenti alla riunione l’assessore all’urbanistica capitolino Marco Corsini e Massimiliano Lorenzotti, presidente dell’VIII Municipio

IL FATTO 36 edifici al posto del parco

«Questo piano edilizio non s’ha da fare». Parafrasando una citazione di manzoniana memoria si può riassumere l’assemblea pubblica convocata dal presidente del VII Municipio Roberto Mastrantonio, per discutere della probabile “cementificazione” prevista all’interno del parco di Casa Calda. L’assemblea, che si è svolta ieri al centro anziani di Casa Calda, è stata l’occasione per presentare alla cittadinanza il piano edilizio elaborato dall’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa), con l’ok del Dipartimento urbanistica del comune di Roma. Il progetto, nello specifico, prevede la realizzazione di 36 edifici compresi tra i dieci e venti metri di altezza, per un totale di 210mila metri cubi di spazio edificabile. Una porzione di queste abitazioni verrebbe poi destinata all’housing sociale.

PASSAGGI PUBBLICI E COMPENSAZIONI – Il progetto in questione arriva alla fine di un contenzioso che durava da anni tra il comune di Roma e il Capitolo di Santa Maria Maggiore. Il confronto si è chiuso con il passaggio in mano pubblica di 234mila metri quadri di aree di proprietà del Capitolo di Santa Maria Maggiore, mentre l’amministrazione comunale concedeva, in cambio, una “compensazione edilizia” (ossia autorizzazioni alla costruzione) pari a 85mila metri quadri di terreno che ricade interamente nel parco di Casa Calda, zona dell’agro romano situata al confine tra il VII e l’VIII Municipio. Non è il primo contenzioso che si chiude con uno “scambio” simile: nell’agosto del 2011, infatti, il comune di Roma è diventato proprietario di circa sessanta ettari della tenuta dell’Acquafredda, mentre l’Apsa, che ha ceduto l’area, ha ottenuto in cambio una compensazione edilizia pari a 65 mila metri quadri, chiudendo quindi una disputa che durava dal 1997. 

ASSENZE ASSORDANTI – «Sono qui per presentarvi un piano edilizio chela Giunta e il Consiglio del VII Municipio hanno già ampiamente bocciato» ha tuonato Mastrantonio all’apertura dell’assemblea davanti a un folto numero di cittadini, dove spiccava, e non poco, l’assenza di due invitati doc: l’assessore all’urbanistica capitolino Marco Corsini e Massimiliano Lorenzotti, presidente dell’altro Municipio toccato dal progetto edilizio, ossia l’VIII.

MASTRANTONIO: “INACCETTABILE, SI SCAVALCANO I CITTADINI” – «E’ inaccettabile – ha sottolineato Mastrantonio – che si possa attuare un progetto volto a realizzare 1300 appartamenti in un’area incontaminata di agro romano e di forte valore archeologico, senza considerare il fatto che erano in cantiere tutta una serie di programmi per riqualificare la zona e renderla maggiormente fruibile da parte dei cittadini. Il ricorso all’accordo di programma diventa un modo per scavalcare la popolazione e non renderla partecipe di certe scelte. Non solo, in questo caso anche il Municipio è stato tenuto all’oscuro di tutto».

LA SOSPETTA TEMPESTIVITA’ DEL COMUNE – Il minisindaco ha riservato una stoccata anche al Dipartimento urbanistica del comune di Roma che «mai come in questo caso è stato a dir poco tempestivo, convocando per il 22 novembre una conferenza dei servizi per esprimere dei pareri su un piano edilizio presentato il 26 settembre, ignorando invece altri progetti che sono da anni in attesa di valutazione”.

INVITO ALLA MOBILITAZIONE – «I cittadini – ha puntualizzato Mastrantonio – devono mobilitarsi e reagire a una logica del genere, basata sul criterio della costruzione scriteriata di palazzi, senza minimamente pensare a interventi mirati a riqualificare il territorio romano». E la popolazione sembra voler raccogliere senza esitazioni l’invito del presidente Mastrantonio, tanto che si studiano già le iniziative da attuare per frenare questo piano edilizio. Durante l’assemblea è stata infatti paventata la possibilità di realizzare, a breve, un happening nell’area oggetto della contesa. Non è da escludere, inoltre, che si possa avviare una campagna di raccolta firme per dire no al progetto. Una cosa è certa: né gli esponenti politici del VII Municipio né i cittadini vogliono accettare passivamente l’attuazione di questo piano edilizio.

di Pasqualino Bruno

Da : http://www.paesesera.it/Politica/No-alla-cementificazione-di-Casa-Calda-I-cittadini-pronti-alla-mobilitazione

La denuncia

Torre Maura, addio parco Casa Calda
Al suo posto 36 edifici da costruire

  • Un accordo fra Comune e Capitolo della basilica Patriarcale di Santa Maria Maggiore permetterà la costruzione di oltre 900 appartamenti nell’unico polmone verde della zona. Fabrizio Scorzoni Pd denuncia. “Questo scempio va fermato”

Trentasei palazzine nell’unico polmone verde del quartiere. E’ questo il di regalo di Natale per i cittadini di Torre Maura e Tor Tre Teste, dove Roma Capitale, per chiudere un contenzioso che durava da anni con il Capitolo della Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore a fronte del passaggio in mano pubblica di234.254 metriquadri di aree, ha concesso in cambio della trasformazione urbanistica, attraverso la concessione di diritti edificatori, un’area di85.376 metriquadri che ricade interamente nel parco di Casa Calda, zona dell’agro romano.

Il PD – “Un insediamento urbanistico composto da 36 edifici di altezza compresa tra i 10 e i20 metri, per un totale di circa 900 appartamenti – denuncia  Fabrizio Scorzoni  capogruppo Pd dell’ottavo municipio -. Secondo il piano regolatore l’area si avviava a diventare un luogo di servizi e di svago, alcuni progetti erano già stati avviati e denaro pubblico già spesi invece ora i cittadini vedranno solo una colata di cemento”. Anche per questo il Pd ha avviato una raccolta firme per cercare di scongiurare l’ennesimo assalto all’ambiente che si perpetra nelle periferie romane. “L’area risiede nel settimo municipio, anch’esso contrario, ma tutti i problemi ricadranno sull’ottavo – conlude Scorzoni  –. In una zona già ora carente dal punto di vista dei servizi, con oltre 2000 nuovi abitanti si rischia la il collasso. Questo scempio va fermato”.

Il WWF – “Il piano regolatore è carta straccia – denuncia Simone Paoletti, presidente  del Wwf ottavo municipio – . Un polmone verde, come quello di casa Calda, già ridotto ai minimi termini da due piani di zona e dalla compensazione di Tor Tre Teste, approvati dalla precedente giunta, ora rischia la completa distruzione. A questo punto  con la densificazione dei toponimi, votati all’unanimità dall’assemblea capitolina nel dicembre 2009, e quella dei piani di zona, approvata nel marzo 2010 con un solo voto contrario, si prepara la cementificazione totale della periferia e il suo conseguente dissesto idrogeologico. E ciò accade nella città col più alto numero di case vuote in Italia, ben 245 mila secondo i dati del2009”.

Sabato, 07 Gennaio 2012

Da : http://www.paesesera.it/Cronaca/Torre-Maura-addio-parco-Casa-Calda-Al-suo-posto-36-edifici-da-costruire

CASA CALDA Roma. Il Piano previsto per l'urbanizzazione della zona fra Via Tor Tre Teste e Via Walter Tobagi secondo l'accordo fra il Comune di Roma e il Capitolo di S. Maria Maggiore; peccato che come sempre questi lavori a tavolino non tengano mai conto dell'aspetto ambientalistico e delle presenze archeologiche!

Parco Casa Calda, allarme speculazione Pronto il progetto per 900 appartamenti

08 gennaio 2012 —   pagina 7   sezione: ROMA

«IL COMUNE vuole riscrivere il piano regolatore e anche il Vaticano si trasforma in costruttore». La denuncia arriva dal consigliere capitolino del Partito democratico Dario Nanni e riguarda un progetto per un mega intervento edilizio nel parco di Casa Calda, tra via Walter Tobagi e via Tor Tre Teste. Qui, per un accordo tra il Campidoglio e il Capitolo della Basilica patriarcale di Santa Maria Maggiore, dovrebbe sorgere un insediamento con 36 edifici alti tra i 10 e i 20 metriper un totale di circa 900 appartamenti. In pratica, spiega Nanni, «c’ è il rischio che vengano edificati 220 o 230 mila metri cubi in un’ area vincolata e incontaminata di Agro romano, con una nuova speculazione edilizia e la devastazione di uno spazio verde di interesse archeologico per la presenza dell’ acquedotto alessandrino». Il progetto, che interessa ben due quartieri tra il VII e l’ VIII municipio, ha preso il via tre mesi fa: il 26 settembre scorso infatti l’ amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica ha presentato all’ assessore capitolino all’ Urbanistica Marco Corsini una proposta di accordo di programma che prevedeva la costruzione dei 36 palazzi. Appena due mesi dopo, il 22 novembre, il dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha convocato una conferenza di servizi per raccogliere pareri sul progetto trai soggetti interessati. «Un tempismo fuori dal comune» denunciano Nanni e il presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio che però spiegano: «Tanta solerzia è dovuta al fatto che tra il Campidoglio e la Sede Apostolicasono in ballo altri rapporti di compravendita di alcune aree della capitale». Un contenzioso che risalirebbe al passaggio in mano pubblica di più di 200mila metri quadrati di aree. Per fermare questo «scempio» il consigliere capitolino ha deciso quindi di presentare un’ interrogazione in Aula e la richiesta urgente di convocazione della Commissione urbanistica. Ma non è solo l’ opposizione capitolina a insorgere. «Stiamo parlando di lavori che riguardano due quartieri, Tor Tre Teste e Torre Maura, dove la viabilità è ancora quella di 30 anni fa – sottolinea il minisindaco Mastrantonio che già a dicembre ha convocato un’ assemblea pubblica per dire “no” al progetto del Comune – Questi territori non sono in grado di sopportare un ulteriore peso abitativo: infrastrutture e arterie di collegamento non lo permettono”. I comitati cittadini, intanto, stanno valutando l’ idea di avviare una raccolta firme per non dire addio al parco. – VIOLA GIANNOLI

Da : http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/08/parco-casa-calda-allarme-speculazione-pronto-il.html

PANOROMA News, anno XVII, n.178, gennaio 2012, p.g.c. .

Per maggiori informazioni si veda anche:

Raccogliamo le firme per salvare il Parco di Casa Calda , Roma Municipio 7

Le Associazioni “La VIAdel FARE” e “Una Voce per Tutti” stanno raccogliendo presso la loro sede, la “BOTTEGA delle ASSOCIAZIONI” in via dei Colombi 163, Roma, (mer.-ven. h. 16,30-19,30 e dom. h.10,00-12,00) le firme per la petizione contro le edificazioni previste nell’area verde vincolata del Parco di Casa Calda, nel territorio del 7° Municipio.

E’ possibile farlo anche tramite mail richiedendo il format a: viadelfare@fastwebnet.it – pagina web su Facebook al gruppo: “la via del fare”

vedi articoli Casa Calda dal verde pubblico a cemento sacro  e Dall’assemblea a Casa Calda un netto no alla cementificazione

http://it-it.facebook.com/events/200901950007413/

http://it-it.facebook.com/events/266327326765879/

http://it-it.facebook.com/pages/No-al-cemento-tra-Tor-Tre-Teste-e-Torre-Maura/172944069478457

http://torri.romatoday.it/torre-maura/assemblea-pubblica-settimo-municipio-vs-piano-edilizia-parco-casa-calda.html http://www.pdcampidoglio.com/home/interrogazioni/264-parco-via-dei-ruderi-di-casa-calda.html http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=25315 http://www.pdtorremaura.altervista.org/parco_di_casa_calda.html   http://www.cittalessandrina.it/ http://www.trad-eco.it/documenti/parco_gabina.html

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