MARIA LUISA RUSCITTI da Cercemaggiore

Brevi note storiche e precisazioni intorno ad alcuni  recenti scritti sulla figura della brigantessa cercese

G. O. Lucera, Reazioni e brigantaggio. Alcune vicende del Contado di Molise, Edizioni del Poggio, Poggio Imperiale (FG), 2011. Un'accurata ricostruzione storico-archivistica sulle Bande di briganti che operarono fra la Daunia ed il Molise. Peccato che, nel corposo capitolo riguardante la Ruscitti, l'autore incappi dopo meticolose ricerche d'archivio in gravi errori, utilizzando anche brani di un mio articolo (firmato e pubblicato nel 2003 ) attribuendoli però alla Sangiuolo!

In questi ultimi anni, specie in occasione della ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia, sono apparse svariate pubblicazioni sull’argomento.

Una tematica particolarmente seguita ancora oggi è quella legata ai fatti di brigantaggio e alle figure di chi, nel bene o nel male, ne è stato protagonista.

Nella foresta di pubblicazioni non è purtroppo mancato chi, forse dimentico o affetto da un improvviso lapsus, ha utilizzato fonti e parti di esse senza citarne l’autore o addirittura attribuendole ad altri.

E’ il caso riguardante la brigantessa Maria Luisa Ruscitti di Cercemaggiore recentemente uscita alla ribalta in molte pubblicazioni molisane e della provincia di Benevento.

Rimasta quasi sconosciuta per oltre la metà del secolo appena trascorso e relegata nell’ombra dei racconti popolari raccolti dalla memoria collettiva, era balzata saltuariamente alle cronache grazie alle menzioni di due soli storici, rispettivamente: con De Blasio nel 1910 e la Sangiuolo nel 1975.

La Ruscitti torna in auge con un nostro primo studio pubblicato sulle pagine della rivista Millemetri nel 2003, seguito  da una nostra trasposizione integrale e firmata  su un noto sito web dedicato al brigantaggio meridionale e posto alla pagina http://www.brigantaggio.net/brigantaggio/Briga…

A queste pubblicazioni seguì  nel 2007 anche una versione teatrale tenuta in pubblico presso il Convento di S. Maria della Libera di Cercemaggiore .

Da questa data in poi, la sua figura ha avuto, anche in concomitanza di precise ricorrenze storiche, un accrescimento ed un interesse storico – culturale in continua ascesa.

Teniamo a fare queste precisazioni perchè molti hanno attinto anche a quest’articoletto, senza talvolta citare nè la fonte e nè l’autore o addirittura incorrendo in grossolani errori, che si ripercuotono sulla professionalità di tutto il lavoro.

E’ il caso per esempio del recentissimo ed accurato lavoro del Lucera che pur dedicando ben 20 pagine alla figura di Maria Luisa e del suo rapporto con il brigante Michele Caruso, omette la fonte ed il nome dell’autore dell’articolo utilizzato arrivando  ad attribuirlo alla Sangiuolo e sbagliando diversi nomi.

A proposito di Giordano Pierro e della sua ponderosa opera edita nel 1924 scrive ad esempio “…Esiste inoltre, un piccolo libro, relativo alle origini e alle evoluzioni storiche subite dalla comunità di Cercemaggiore, compilato, sempre verso la fine del XIX secolo, da un padre domenicano, tale don Alfonso Pierro …”.

Così  anche quando scrive “…La Sangiuolo, invece , molto più vicina ai nostri giorni, intrattiene un colloquio epistolare con padre Pasquale Salerno, reverendo in ritiro in Cercemaggiore al tempo in cui la preside scrisse la sua storia sul brigantaggio beneventano …”, riproponendo uno stralcio dal mio articolo del 2003, sbaglia di grosso.

Non è la Sangiuolo che non è mai stata a Cercemaggiore, ma Vannozzi che per intraprendere l’articolo con un’argomento delicato ed impegnativo per un piccolo paese, nel 2002 inizia una fitta corrispondenza con Padre Luigi Salerno (e non Pasquale che è il bisnonno e già defunto all’epoca dei fatti), ultimo discendente del casato che ospitò La Ruscitti in casa, nei suoi ultimi anni di sorvegliata speciale!

E’ il Vannozzi che per rispetto e richiesta diretta dell’interpellato (fino al termine di sua vita) accetta di pubblicare una versione ridotta, vistata e “censurata” dallo stesso Salerno.

E’ Vannozzi che conserva le dette lettere – interviste  autografe …

Pertanto vi presento il piccolo intervento

S. Vannozzi, La Ruscitti, i Salerno e il tesoro della Rocca. Creazione e mito di una leggenda cercese, in "Millemetri, la rivista di Cercemaggiore", Anno V, n. 2, Marzo - aprile 2003. Parte I

S. Vannozzi, La Ruscitti, i Salerno e il tesoro della Rocca. Creazione e mito di una leggenda cercese, in "Millemetri, la rivista di Cercemaggiore", Anno V, n. 2, Marzo - aprile 2003. Parte II

S. Vannozzi, La Ruscitti, i Salerno e il tesoro della Rocca. Creazione e mito di una leggenda cercese, in "Millemetri, la rivista di Cercemaggiore", Anno V, n. 2, Marzo - aprile 2003. Parte III

Come sempre ricordo che ogni parte del presente Blog, articoli, studi o notizie (e quanto ivi compreso) possono essere utilizzati per scopi non commerciali e solo previa citazione per esteso della fonte e nome dell’autore.

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4 risposte a MARIA LUISA RUSCITTI da Cercemaggiore

  1. Giuseppe Osvaldo Lucera ha detto:

    Sig. Vannozzi, solo oggi ho avuto modo di leggere il suo post nel suo blog e le assicuro che è successo per caso. Se ho ben capito lei rileva un mio errore circa alcune frasi, riportate tra virgolette, da me attribuite alla Sagiuolo anzichè a lei e di alcuni errori di nomi. Il suo libro non lo conosco, e di questo mi dispiace, mentre posseggo quello della Sangiuolo e di De Blasio. Se le ha scritte lei, la cosa le fa onore, ma non me ne sono comunque appropriato, altrimenti non avrei citato testo, autore ed anno di pubblicazione, Non spiega, però, nel suo post quali siano gli altri errori nonostante “le meticolose ricerche d’archivio”. In questi giorni sto frequentando l’archivio di stato di Lucera per riproporre, in una prossima pubblicazione, la storia processuale (non più brigantesca) della Ruscitti che non fu arrestata in tenimento di Troia, ma in quello di Biccari (vedrà la copia della realzione delle Guradie Nazionali di Troia) ed è per questo che mi sono appassionato alla vicenda in quanto l’arresto è avvenuto nella proprietà della famiglia Goffredo. Mia madre era una Goffredo. Non è nel mio stile appropriarmi di cose non mie e se a volte capita le assicuro che non è mai fatto con un recondito fine. Può chiedere all’Archivio di Stato di Campobasso (oltre a quello di Lucera) il tempo che ho trascorso per redigire quel volume e Biccari dista da Campobasso 98 Km. percorsi ogni giorno in macchina. Può anche non interessarla, ma di brigantaggio ho pubblicato, nel 2008, lontano quindi dai festeggiamenti unitari, un saggio in quattro volumi (1.576 pagine) dal titolo Vicende di un’altra storia, recensito da Rocco Biondi di Villa Castelli, e una monografia su Giuseppe Schiavone, recensita da Valentino Romano su Comitati Due Sicilie. Il libro che lei ha avuto modo di leggere sarà presentato a Campibasso questa primavera, salute permettendo, e così avremo modo di incontrarci e di chiarire l’accaduto, che ripeto, avendolo virgolettato, non poteva essere di mia proprietà, ma di un altro. In quella occasione potremmo anche discutere sull’altro “strano uomo” che apparve a Cercemaggiore e che, probabilmente, carpì la buona fede della Ruscitti. La saluto con cordialità. Giuseppe Osvaldo Lucera

    • stefanovannozzi ha detto:

      Sig. Lucera, ritorno ora da Campobasso dove, presso il locale Archivio di Stato ho voluto appurare personalmente di alcune referenze archivistiche che Lei cita a riguardo di un fatto che sarebbe accaduto proprio a Cercemaggiore il 19 settembre del 1862. Mi riferisco in particolare all’episodio del Caruso citato a pag. 96 che in due giorni di ricerca (pur guardando tutti gli elenchi e molti Processi politici e con tutto l’aiuto possibile degli assistenti di sala) non ha dato alcun minimo riscontro a quanto referenziato in nota a piè pagina.Forse un’ulteriore svista? Me ne dispiaccio perchè ero fortemente interessato ad utilizzare e citare il suo lavoro in una mia pubblicazione, ma non riuscendo più a vagliare fra quanto scritto in modo correttamente documentato o meno, mi sembra che non sia il caso…
      Pertanto nel mio blog non le ho fatto alcun accusa di appropriazione, ma semmai ho documentato la presenza di inesattezze nell’esposizione delle fonti consultate ed errori di nomi di persone per quanto attiene a fatti legati o avvenuti in Cercemaggiore.
      La ringrazio comunque per l’onestà che ha dimostrato nel rispondere alla mia precedente mail. Cordiali saluti. Stefano Vannozzi

  2. Giuseppe Osvaldo Lucera ha detto:

    Sig. Vannozzi,
    rispondo con un po’ di ritardo al suo secondo rilievo su Cercemaggiore in quanto ho dovuto reperire i miei vecchi quaderni di appunti (all’epoca non avevo un computer) risalenti agli iniziali anni del passato decennio, epoca della mia prima visita all’archivio di Campobasso. Tra questi appunti ho ritrovato quel riferimento archivistico che ho poi utilizzato per la mia pubblicazione del 2008. L’estate scorsa, a Campobasso, ho dedicato le ricerche alle reazioni popolari e ben poca cosa a gli eventi briganteschi e non mi poteva passare per la mente di controllare una cosa già pubblicata. Perché questo? Perché avevo del materiale, di Campobasso, di Lucera e di Benevento, risalente sempre a quegli anni, e a quelli successivi, riferiti ad eventi briganteschi non ancora utilizzato, che unito alle nuove ricerche sulle reazioni popolari molisane poteva dar luogo ad una pubblicazione, cosa che poi è avvenuto. Quel riferimento è stato da me semplicemente copiato dalla mia precedente pubblicazione e trasferito in quella nuova commettendo, eventualmente, due volte lo stesso errore. Adesso sarà mia cura e premura rifare le dovute indagini e apportare le giuste integrazioni e/o correzioni, magari nella prossima pubblicazione relativa al processo Ruscitti dove, naturalmente, menzionerò il suo rilievo.
    Circa la vendetta consumata da Michele Caruso a Cercemaggiore, che dal suo scritto traspare come improbabile, non sono il solo ad averla riscontrata, ma è stata citata anche in un piccolo testo ed in un convegno che, se sarò fortunato, le comunicherò, in prosieguo, sia gli estremi della pubblicazione che quella degli eventuali atti del convegno, entrambi avvenuti a cura di una associazione culturale di Torremaggiore e dedicati al brigante in questione, nel 1999.
    La saluto e a risentirci presto. Giuseppe Osvaldo Lucera

  3. Enrico Palumbo -Foglianise (benevento) ha detto:

    E’ semplicemente meraviglioso avere un mezzo che ti permette di cercare tutte le notizie che ti interessano.Io ho trovato quelle dei miei avi ,Pietro e Fortunato Palumbo che furono rapiti dai briganti.E’ una notizia che non conoscevo, grazie per averla resa pubblica.Enrico Palumbo

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