E LA STORIA FINI’ NELLA DISCARICA

CERCEMAGGIORE (CB) CHIESA DEL CONVENTO DI S. MARIA DELLA LIBERA, DICEMBRE  2007

Tutti sono contenti! Non sembra vero di vedere riaperta dopo solo un mese di lavori la loro chiesa adesso più ampia grazie a quella serie di “gallerie” che traforano i pilastri delle già ex-cappelle laterali, nella chiesa della Libera di Cercemaggiore, quelle stesse per capirci, che un tempo sembravano a rischio di crollo e non erano in grado di sostenere la stessa volta della chiesa e per i quali i monaci  avevano questuato soldi a non finire per alcuni anni a privati, Comune, Regione, Provincia…

Evidentemente le palificazioni e le iniezioni devono essere state veramente “miracolose” da permettere ora anche il traforamento delle pareti laterali!!!!

Peccato che nessuno ricordi, nessuno ha visto o rammenta che quelle stesse pareti non erano libere ma occupate da cenotafi, iscrizioni dedicatorie di antichi restauri e qualche antica lastra funeraria.

Insomma tutta robbaccia che dava solo fastidio! Questo deve anche aver pensato il Priore che ha permesso queste distruzioni contro la memoria storica e collettiva di un santuario e che oggi troviamo in buona compagnia col nuovo successore a farsi in quattro per attirare la massima attenzione sul Convento in vista delle celebrazioni del 2012 in ricorrenza del VI Centenario dal ritrovamento della statua della Madonna.

Mentre questa triste vicenda è passata in sordina senza alcun pentimento delle parti e nessun’intervento di chi avrebbe allora dovuto vigilare e col finto e tardivo risveglio di qualcun’altro che ha maggiori responsabilità degli stessi monaci ora tutto è incentrato sul nuovo evento che speriamo non porti ed arrechi altri ed ulteriori danni a quello che resta del patrimonio architettonico e storico artistico locale.

Riguardo alle dispersioni (e probabile distruzione), conservo tutta la documentazione delle epigrafi, già pubblicate dal citato P. Michele Miele nel 1980  e ve ne propongo due esempi che mi riservo di pubblicare quanto prima nella loro interezza a futura memoria.

CERCEMAGGIORE, Chiesa di S. Maria della Libera (foto di Stefano Vannozzi) iscrizione funebre del Carafa dispersa nel Dicembre 2007

CERCEMAGGIORE, Chiesa di S. Maria Libera (foto di Stefano Vannozzi) iscrizione del Rocca dispersa nel Dicembre 2007

La distruzione più grave, specie in quanto permessa da un Domenicano che l’ha ritenuta “illeggibile” e quindi cosa semplice da sostituire con una modernissima (e per’altro errata) trascrizione è stata quella riguardante la lapide del fondatore dello stesso Convento!!!

Se qualcuno avesse veramente ancora un cuore si farebbe avanti almeno per recuperare quanto rimane  ancora fra i detriti gettati in un campo privato  (quello della Ditta locale che ha eseguito i lavori).

Sono sicuro che lo spirito del Carafa o di qualcun altro buon frate se ne avessero avuto possibilità avrebbero preso a calcioni tutti questi bei signori e che oggi si riempiono la bocca di Cultura, Eventi e quant’altro utile a far cassa per la ricorrenza.

Da alcuni mesi infatti si rincorrono continue Bufale Pseudo storiche in articoli creati ad hoc ed usciti sulla stampa locale e regionale.

Dopo la finta notizia della scoperta di un’iscrizione romana al Convento peraltro nota dal 1978 e pubblicata dal P. Michele Miele già nel 1980 ora è la volta della Statua che ostinatamente si vuole far risalire al 663 d.C. , basandosi su semplici supposizioni del Pierro non avvallate da alcun vero documento storico!

Tale data è poi riportata dallo stesso Pierro avulsa da ogni diretto  riferimento con la nostra statua, ma collegata invece all’episodio di  S. Barbato a Benevento.

La realtà è ormai nota ed accettata da tutti gli studiosi e non è un mistero la stessa datazione della statua  che risale al XIV secolo e che prima della sua riscoperta nel 1412 non era anche affatto appellata “della Libera”.

Pertanto ci si ostina da parte di alcuni religiosi che fanno parte di un Ordine di punta della Chiesa Cattolica che dovrebbe illuminare il mondo e le menti ed infuocarle con “Veritas”, Fede, studio ed intelletto a  negare la realtà anche quando minuziosamente documentata…

Non c’è peggior  sordo o cieco di chi volutamente non vuole ascoltare o vedere…

In questo caso cadrebbe quasi tutto quello che è stato “ipotizzato” dal Pierro è che non è “verità assoluta e soprattutto non è sempre verità storica”.

I Padri Domenicani questo lo sanno (  la gente no), ma continuano a far orecchi da mercante perchè il gioco vale la candela…

Preciso prima di lasciarvi alla lettura che quanto sopra esposto venne già personalmente espresso come è mia consuetudine (e come ritengo corretto per ogni persona degna di essere chiamata Uomo o Donna su questa terra) senza presunzioni di sorta e senza peli sulla lingua direttamente a voce agli interessati.

Riguardo alla datazione espressi tutte le mie perplessità sulle  incoerenze storiche a cui volevano credere ancora, anzi , arrivai a far di più interessandomi presso un ben più noto restauratore dell’ISCR di Roma.

Questi mi rispose come immaginavo e come chiunque del settore già ben sà, che la datazione al Carbonio è nulla su un reperto già restaurato e manipolato più volte in passato, ma che in tal caso la datazione è possibile con il solo ricorso non invasivo di una seria indagine fatta da uno storico dell’arte, preparato sul periodo e la materia.

Si cari Amici perchè LA STATUA DELLA LIBERA  DI CERCEMAGGIORE E’ GIA’ STATA RESTAURATA!!!

Anche se gli inesperti locali strillano il contrario e convincono facilmente il volgo che “E’ STATA SOLO RIPULITA ” (pensate non hanno neanche il senso appropriato delle parole e predicano pure!)

PER SAPERNE DI PIU’ ECCO GLI ARTICOLI USCITI SULLA STAMPA E CONFEZIONATI SU MISURA DALL’INTELLIGHENZIA LOCALE :

Un iscrizione romana nella chiesa della Madonna della Libera a Cercemaggiore

La chiesa della madonna della libera in agro di Cercemaggiore dista ca. 3 Km nord – est dal centro abitato ed è raggiungibile da quest’ultimo percorrendo la SP 70.  La chiesa fu costruita nel luogo dove fu ritrovata una statuetta della Madonna; il ritrovamento avvenne nel 1412 ad opera di un contadino del paese per cui si pensa che la costruzione ebbe inizio proprio in quell’anno.Tuttavia l’ipotesi che la chiesa fu edificata su un luogo dove prima veniva professato il culto pagano non è tuttora esclusa. Questa teoria viene comprovata dal ritrovamento all’interno della sacrestia chiesa, di reperti anteriori al culto cristiano come ad esempio un ceppo funerario con una dedica agli dei mani non anteriore al II secolo d.CL’iscrizione funeraria murata nella parete sinistra della sacrestia è in pietra calcarea, con specchio epigrafico ribassato e cornice modanata. L’iscrizione è stata riutilizzata per la costruzione del campanile nel 1503
D(is) M(anibus)Sacrum[Z]osimo Manliae[F]adillae disp(ensatori)[fi]ius (!).  Manlius Phileros[e]t Manlia Montana[p]ater et mater infelicis[sim]i  item Zosime et Solo[fr]atri et Diocles filius[- – – ]imi fecerunt[vix]it annis XXII mensi =[bus] VII diebus [- – ] XI
L’iscrizione allude al dolore straziante di un’intera famiglia di liberti di origine greca che piange la morte del proprio caro: Zosimo, un giovane amministratore dei beni della matrona romana Manlia Fadilla, spentosi a soli 22 anni di età. I genitori del defunto portano i nomi di Giulio (o Giunio) Manlio Fileros e Manlia Montana; sono ad essi associati gli altri due figli, Zosima e Solone, e il nipote Diocles.
Isabella Muccilli

Da il Settimanale del Molise del 28/11/2010

Al via a Cercemaggiore le iniziative per il VI centenario del ritrovamento della sacra effigie della Madonna della Libera

Lunedì 7 marzo giungeranno presso il Santuario della Madonna della Libera, in Cercemaggiore, i tecnici dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro inviati dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, al fine di procedere alla verifica dello stato di conservazione della statua lignea della Madonna, ivi conservata.

Loro compito sarà quello di effettuare le indagini diagnostiche, richieste dai Padri domenicani, al fine di determinare con esattezza la datazione e la provenienza della statua e risalire all’epoca di realizzazione della stessa.

L’iniziativa, che apre le solenni celebrazioni del VI centenario del ritrovamento della sacra effigie (1412 – 2012), è stata intrapresa e sostenuta con grande impegno ed entusiasmo, nella convinzione che le analisi radiografiche consentiranno di accertare la fondatezza dell’unica notizia storica pervenuta e di suffragare la suggestiva ipotesi che daterebbe la statua al 663 d.C.
Per l’occasione, è in programma, alle ore 20,30 di lunedì 7 marzo, una Veglia di Preghiera “Con Maria”, aperta a tutti i devoti della Madonna della Libera, dal 2002 Patrona dei Comuni appartenenti all’Unione della Valle del Tammaro.

Durante la Veglia, mediante un gesto simbolico, sarà consentito a tutti i partecipanti di avvicinarsi e sostare brevemente dinanzi alla sacra immagine che sarà eccezionalmente posta nel presbiterio del Santuario.

Da Primapaginamolise versione web del 05/03/2011

Iniziano i preparativi delle celebrazioni del VI Centenario del ritrovamento della Statua della Madonna della Libera, custodita nell’omonimo Santuario, sito in Cercemaggiore

Iniziano i preparativi delle celebrazioni del VI Centenario del ritrovamento della Statua della Madonna della Libera (1412- 2012), custodita nell’omonimo Santuario, sito in Cercemaggiore (CB).

I preparativi incominciano  proprio dalle indagini diagnostiche che, alcuni tecnici dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Roma, effettueranno sulla Statua della Madonna, nei giorni 7 e 8 marzo 2011.

La richiesta è stata rivolta dai Padri Domenicani alla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise, che a sua volta l’ha inoltrata all’Istituto Superiore; ed è sostanzialmente finalizzata alla definizione della datazione della sacra immagine.

I tecnici dell’Istituto Superiore, per il loro intervento,  dovranno prelevare la Statua dalla sua sede abituale. Per la prima volta nella storia del Santuario,  la Statua sarà traslata e  posta nel presbiterio del Santuario – visibile da vicino! –  Per tale suggestivo momento è stata programmata, lunedì 7 marzo alle ore 20,30 una Veglia di Preghiera “Con Maria”, aperta a tutti i devoti della Madonna della Libera, sia di Cercemaggiore che dei Comuni appartenenti all’Unione della Valle del Tammaro, di cui la Madonna è Patrona dal 2002.

Durante la Veglia, mediante un gesto simbolico, sarà consentito a tutti i partecipanti di avvicinarsi e sostare brevemente dinanzi alla Statua  Lignea.

Da Primapaginamolise versione web del 06/03/2011


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2 risposte a E LA STORIA FINI’ NELLA DISCARICA

  1. Giovanni Mascia ha detto:

    Tra l’altro, molto simpatica la scrittura degli artcioli citati. Per esempio:
    “la verifica dello stato di conservazione della statua lignea della Madonna, ivi conservata”.

  2. stefanovannozzi ha detto:

    E non sai l’ultima di ieri (09 marzo 2011).
    Sembra anche che la restauratrice si sia fortemente lamentata della presenza sulla statua di un vistoso graffio, successivo quindi agli ultimi restauri se non erro del 2004.
    Quello che i custodi della statua non hanno detto è che è stata movimentata da mani inesperte almeno una volta per il recente rifacimento dell’illuminazione interna alla teca ed ora fanno vedere che sono interessati…. interessati sì ma hai proventi che deriveranno dalle celebrazioni!
    Aggiungo caro Giovanni pur saltando di palo in frasca come sovente dici, ma rimanendo nell’argomento, che anche il nuovo parroco attua cambiamenti e spostamenti di opere d’arte a suo piacimento. Da pochi giorni il S. Giuseppe di Crescenzo Ranallo prima conservato in S. Rocco e come anche pubblicato recentissimamente da Gentile Lorusso è stato spostato nella chiesa madre.
    Ecco allora il mio quesito: ma le Soprintendenze e quindi lo Stato vengono riconosciute tali nella loro autorità e competenza solo quando mancano soldi ed occorrono restauri??

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