Quel 28 aprile di sessantaquattro anni fà…

Stamattina dopo un’altra uggiosa giornata di un inverno che stenta a passare ed una primavera ancora assonnata a venire, una bella alba si è alzata alle spalle fra i monti prenestini ed i castelli romani. Passo ancora sonnecchiante davanti al "monolite" prima di entrare al lavoro e cosa vedo? Alla base dello stesso, quasi a ricordare la tomba del milite ignoto o di un padre della Patria,  centrale, qualcuno nottetempo o nelle primissime ore dell’alba imminente ha posto con molta cura un cuore tricolore.
E’ vero  come ho fatto a non rammentarlo prima!! Oggi è il 29, come per altri pochi giorni fà è stato il 25 e per altri ancora, la festa di S. Marco… Penso a quanti già passano ogni giorno a testa bassa accanto al monolite per non leggere quell’enorme scritta che pesa, pesa molto e ripenso a quell’uomo di cui ancora si parla ed al pari del quale  di tanti politici della prima repubblica non c’è già piu’ il ricordo.  Che resterà poi degli Andreotti , Bertinotti, D’Alema, Fini, Berlusconi e compagni? Niente di buono che non sia già crollato col terremoto dell’Aquila! E ripenso a quell’uomo avveduto che previdente o meno, senza saperlo, proprio nell’Urbe aveva predisposto il suo più grande cenotafio….
 

Roma 29 aprile 2009 Foro Italico

Un Cuore Tricolore , Cuore d’Italiano

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Una risposta a Quel 28 aprile di sessantaquattro anni fà…

  1. ezio ha detto:

    Si riferisce a quel megalomane che ha sventrato il cuore della Città Eterna per assecondare le proprie ridicole mire espansionistiche ed il proprio misero culto della personalità?
    Quello che ad esempio rase al suolo un intero quartiere medievale per farci sfilare sopra quattro poveracci indottrinati e qualche carro armato, compiacendosene davanti all’amico Adolfo?
    Quante giovani vite mandate a morire inutilmente al fronte in condizioni miserabili per una guerra che non aveva alcun senso e che non eravamo minimamente in grado di affrontare (altro che impero…).
    Come non tenere conto, tra le innumerevoli bestialità compiute, delle sciocche e cieche demolizioni a colpi di piccone che plasmarono a proprio infantile piacimento una città così complessa e preziosa in tutte le sue secolari stratificazioni?!
    Molto prima che palazzinari e amministratori collusi (di qualsiasi bandiera, sia ben chiaro) facessero il resto, le danze dello scempio furono aperte da questo “grande italiano” che come ogni dittatore sanguinario ha fatto la fine che meritava.

    Buon 28 aprile.

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