C’era una volta ….L’Agro Romano; difficoltà e fini di una ricerca in un mondo che cambia

TORRENOVA (Roma). Il Complesso riedificato e ampliato dagli Aldobrandini con ingresso principale aEst sul fosso oggi coperto

TORRENOVA, Via Casilina (Roma). Il Complesso già dei Cenci, riedificato e ampliato in veste castellana dagli Aldobrandini, con ingresso principale a Est sul fosso oggi coperto e urbanizzato col nome di Via Antonio Galtarossa. Cartolina illustrata (foto Menasci) ripresa durante una pausa di una battuta di caccia alla volpe.

Sono dell’opinione che oggi la ricerca, specie quella rivolta nell’ambito dei beni storico-culturali e  della vecchia Storia Patria, sia appiattita e continuata da pochi ed esigui veri ricercatori che si possono  veramente ricercare col “lumicino” quali ultimi sognatori e conservatori di carte, foto e documenti che testimoniano un mondo irrimediabilmente tramontato e di cui l’odierna società non conserva alcun ricordo e nè sembra ancor più interessata ad averlo. Per non parlare poi del mondo accademico dove giovani studenti sono spesso mandati allo sbaraglio da alcuni docenti di Architettura, Urbanistica, senza avere quasi nessuna base di formazione storico toponomastica e delle vicende intricate del territorio romano, continuano a sfornare testi e tesine che quasi nessuno al di fuori di quell’ambiente universitario mai vedrà.

Un altro gruppo è rappresentato invece da improvvisatisi scrittori e pseudo-storici ed esperti di una campagna romana che non c’è più, i quali si cimentano (foraggiate con appoggio prima politico, poi  seguitamente del Comune, Provincia o Regione) in opere editoriali e pubblicazioni che farebbero crepar di cuore i vecchi Lanciani, Tommassetti, Lugli, De Rossi e Coste (solo per citarne alcuni), per il solito ritrito nozionistico ripreso e peggio ancora, malcopiato. Talvolta si organizzano convegni sull’argomento con la partecipazione di un pubblico esiguo e spesso composto dai soli e soliti “addetti ai lavori” che si elogiano vicendevolmente. Questo è dovuto probabilmente alla pessima e limitata divulgazione degli eventi che talvolta hanno il solo fine di vendere o diffondere qualche copia in più dei libercoli predetti.

Manca quasi sempre la massa giovane o forse non si vuole in realtà educarla ed avvicinarla a simili argomenti!

Restano gli appassionati, (studiosi, collezionisti e non) ai quali, le conoscenze accumulate in anni di vera ricerca sul territorio, negli archivi e fra mercatini rimangono purtroppo relegate al solo oggetto di scambio e comunicazione di scoperte fatte sottobanco, non fornendo una città come la nostra di cui ci si vanta per prestigio, di dare credenziali e giuste vie di sbocco alla mente.

D’altro canto in mancanza di spazi che diano il giusto riconoscimento (e niente di più) a chi fa questo lavoro, spendendo anche soldi, anima e corpo senza altre finalità che non siano la voglia  e l’appagamento di apprendere e far conoscere-condividere  con gli altri, mette il vero studioso nella condizione di ammassare il tutto in attesa di un sogno. Il timore di essere defraudati dai soliti rapaci senza avere un solo minimo riconoscimento è sempre all’angolo!  Pertanto resta difficile in mancanza di alcuna tutela, conciliare la ricerca pura con la giusta divulgazione senza la quale la prima perde il suo senso d’essere!!

Ma vi sono dei punti difficili da affrontare ed a cui spesso il singolo appassionato si vede bloccare la via. Si possono provare alcune strade come quella di divulgare anche un po per volta le tante notizie inedite utilizzando solamente Internet, ma ciò pur con tutte le dovute cautele, significa il più delle volte regalare tutto ai tanti sciacalli che poi pubblicano “opere” spesso prive  di fonte e con immagini prese da riviste conosciute a cui aggiungono per accreditare il lavoro svolto, una teoria di testi bibliografici che spesso non sono stati neanche consultati!!

Io per ora continuo nella mia strada, pur avendo preso tante delusioni e fregature anche dai tanti e diversi studenti di Tor Vergata e di altri atenei romani che negli anni si sono avvicendati e mi sono stati  indirizzati da conoscenti, amici ed associazioni del territorio; cerco di aiutarli per quanto possibile anche nei metodi di ricerca, che spesso nessuno gli ha insegnato o insegnerà … Anche questo può essere un fine!!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Agro Romano, Ambiente, Architettura, Archivistica, Cultura, Università degli Studi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a C’era una volta ….L’Agro Romano; difficoltà e fini di una ricerca in un mondo che cambia

  1. cinzia ha detto:

    Ciao ciccio, chi meglio di me ( che sono tua sorella) può capire ciò che hai scritto! E\’ uno di quei piccoli sassolini che da tanti anni ti porti nelle scarpe ormai, e almeno in qesto caso lo hai tirato fuori anche se, forse, il contesto giusto in cui lanciarli tutti a chi di dovere non arriverà mai!

  2. Miki Zeoli ha detto:

    Patì… tutto questo sbattilo su google e su quant’altro, fallo vedere a tutto il mondo lo scempio che si stà consumando qui a cerce,a causa dei cercesi.. non avere paura, noi siamo molto più forti di loro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...